Il ritorno di Don Josè De Grandis

Il saluto del nuovo parroco

don Josè, il cardinale, don Gianni

C´è un tempo per partire,
c´è un tempo per tornare ...
... e tutto è dono di Dio"

Riprendo una delle antitesi del noto terzo capitolo del Qoelet, cui già mi ispirai per l'ordinazione sacerdotale, avvenuta proprio al Don bosco di Sampierdarena.

Qual'è il dono di Dio contenuto in questo ritorno, che naturalmente ho fatto - come ogni salesiano - per obbedienza?

In genere il vero significato di un "dono di Dio" lo si capisce dopo, spesso molto dopo! Ma vorrei tentare ugualmente di esprimere qualcosa con due immagini che mi sono imposte durante la "messa dei saluti" del 18/9/99.

Quando il Cardinale Arcivescovo mi ha invitato a rivolgere la parola all'Assemblea Ecclesiale ho esordito dicendo che mi sentivo come un "gigante", con l'opportunità di guardare avanti, lontano. Ma il sentirsi gigante dipende dal fatto che mi trovo sorretto - come un bimbo sulle spalle del padre - dalla forza delle comunità in cui ho vissuto finora.

In 20 anni - tanta è stata la lontananza da Sampierdarena - le varie comunità salesiane che mi hanno accolto sono diventate l'albero gigante sui cui rami mi sento al sicuro.

E il grande albero con le radici bene salde nel terreno è la seconda icona con cui vorrei esprimere il senso del dono che è il mio ritorno al "don Bosco" Solo ora sento di apprezzare in pieno i 5 anni qui passati in preparazione immediata al sacerdozio. Finché si è studenti e tirocinanti non ci si rende molto conto di avere bisogno di un radicamento spirituale e salesiano, al di là dei vari cambiamenti.

E davvero in ogni comunità, dove l'obbedienza mi ha destinato, ho sempre trovato delle solide radici per cui salire anche sui rami più alti non comportava paure e rischi, ma la gioia di scoprire nuovi orizzonti.

Il vento o le bufere poco possono quando il tronco è saldamente radicato sul fruttuoso terreno della tradizione salesiana.

Eppure questo ritorno mi dà anche un po' di senso di vertigine. Ma mi sento ugualmente sereno e posso guardare avanti, all'inizio del 3°millennio cristiano, con coraggio, perché tra le tante robuste radici che mi reggono, c'è anche quella di mio fratello, don Riccardo.

don José de Grandis


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