Sta per sorgere l'alba del 2000, un'alba carica di attesa che si fa sogno di un mondo migliore.
E' un bisogno dell'uomo di uscire, sulle ali della fantasia, dal presente che vorrebbe essere diverso.
Ma la mattina del terzo millennio sarà lì con lo stesso bagaglio di preoccupazioni, problemi e sofferenze... proprio come l'ultima sera del secondo millennio.
Però il "cuore" ha le sue ragioni.
Con noi, nel tempio, cammina Gesù di Nazaret e con Lui tutto può cambiare. Il meglio della nostra umanità deve, a sua immagine, venire ancora alla luce.
La terra, "atomo opaco del male", come dice il poeta, può esplodere nella bontà che si porta dentro ed inverare, in parte, attese e sogni.
Noi che entreremo nel Duemila porteremo la responsabilità storica di frenare o di accelerare il cammino verso il meglio.
I sogni allora siamo noi, o per lo meno, anche ognuno di noi.
Ad ogni lettore dell'Eco un augurio caloroso: il nuovo millennio porti, nello sfolgorio di luci anche segni di bontà.
Un invito a vivere il sorgere del duemila come un "anno santo" che ci chiede di tradurre la conversione interiore in carità operosa. In termini storici l'impegno a rendere umana la vita sulla terra: inderogabile per i cristiani, praticabile da tutti.
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