Il giubileo del 2000 è diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto: celebra il compiersi di duemila anni dalla nascita di Gesù. E' la prima volta che la Chiesa festeggia un Giubileo nel momento del passaggio ad un nuovo millennio.
| Il peccato, la pena temporale l'indulgenza | Il simbolo |
Qualcosa di inedito e di straordinario si sente nell'aria. Un avvenimento che attendiamo con trepidazione e speranza come un'aurora di un "giorno", il nuovo millennio, da quando il tempo è diventato una dimensione "divina", che deve ancora realizzare la carica di umanità divinizzata che l'uomo porta dentro.
L'attesa si fa sogno grandioso: spazzare via tutte le brutture che hanno fatto del Novecento, forse, il secolo più disumano della storia.
A livello economico vorremmo vedere almeno condonato il debito ai Paesi in via di sviluppo. Sarebbe anche una restituzione di quanto è stato loro rubato negli ultimi secoli. A livello politico attendiamo che la globalizzazione economica sia governata da un' istituzione democratica mondiale a garanzia del benessere e libertà di tutti i popoli della terra. Ogni popolo possa essere soggetto attivo nella ricerca del bene di tutti e la spinta alla mondialità conviva con il rispetto delle identità locali e nazionali.
A livello della qualità della vita, aspettiamo la fine di qualunque egemonia culturale per fare spazio alla convivenza delle diversità. La qualità sognata esige il passaggio dall'avere all'essere. Lo sviluppo scientifico, tecnologico supersofisticato dell'Occidente, potrebbe superare il consumismo che lo sta asfissiando, ma ha bisogno di un supplemento d'anima.
A livello religioso abbiamo bisogno che tutte le religioni si uniscano per fare esplodere il meglio che è nel nostro cuore di figli di Dio: pluralismo, dialogo, ecumenismo , sono parole che esprimono questa esigenza. La preghiera interreligiosa di Assisi di qualche anno fa, l'incontro in vista del giubileo in piazza S.Pietro nell'ottobre scorso, sono fatti che allargano il cuore. Accanto al Papa il Dalai Lama! Come nella verità, così nella religiosità, l'uomo ha bisogno di ascoltare e rispettare l'altro sapendosi in compagnia con "altri".
Attendiamo con fiducia: il sogno può diventare realtà. I lineamenti del nuovo stanno prendendo forma, certamente per ora, a livello solo di sensibilità, ma qua e là appaiono i primi frutti maturi.
L'idea-luce dell'evento del giubileo è il mistero della incarnazione del Figlio di Dio, la sua presenza salvifica e le relative conseguenze per l'umanità di ogni tempo. Nell'introduzione al documento Tertio Millennio Advenire il Papa cita S.Paolo: "Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna" (Gal. 4,4). Queste parole esprimono la novità del Cristianesimo: non solo l'uomo ricerca Dio, ma è Dio che cerca l'uomo, parla all'uomo e gli rivela il suo volto in Gesù. Nel Verbo fatto uomo, la via di salvezza per l'umanità.
Ecco il taglio religioso: il giubileo come momento di revisione
della via percorsa e da percorrere dall'umanità, alla luce
degli insegnamenti di Gesù. Anche momento di riconciliazione
con Dio e con i fratelli e la festa della vita sarebbe aperta a
tutti. Le parole di S.Paolo dicono anche che Dio assume la dimensione
della temporalità e il tempo quella della divinità.
Questo
è il cuore del "Giubileo del Duemila"
Il temine "giubileo" ha origine biblica. Deriva da Jobel, il corno del capro, che si suonava ogni 50 anni, per annunciare a tutto il paese un anno santo, dedicato al Signore. Era la celebrazione periodica della giustizia e della pace, nella ritrovata armonia dei rapporti tra gli uomini e con la natura. "Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ciascuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è giubileo; esso vi sarà sacro, potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest'anno dl giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo"(...) (Lev. 25,8-13)
Questo era il giubileo del popolo ebraico, cui allude Gesù nella sua dichiarazione a Nazaret citando un brano di Isaia:"Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato per annunziare il Vangelo ai poveri, per proclamare la liberazione ai prigionieri e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare l'anno di grazia del Signore"(Lc 4,18) Si inaugura l'era messianica segnata da inattesa novità: la vita viene restituita nella sua pienezza, ogni persona ritrova la propria dignità, i rapporti sociali sono riscritti in termini autentici. L'umanità può sperare in qualcosa di nuovo e di grande. Con Gesù ha inizio l'anno di grazia del Signore.
Anche nella storia della Chiesa il Giubileo ha sempre indicato un anno di remissione, di indulgenza e di liberazione, spostando il concetto dal piano sociale a quello spirituale. Oggi invece è fortemente sentito il bisogno di tradurre la fede in vita e la conversione del cuore in impegno sociale. La bolla dell'indizione del primo giubileo è del 1300. Un giubileo che nacque dal basso: masse di pellegrini, non potendo recarsi nei luoghi santi in Palestina, ripiegarono su Roma, alla tomba dei santi apostoli Pietro e Paolo ... La bolla, a firma del papa Bonifacio VIII, porta la data del febbraio del 1300!
Dopo il primo Giubileo, Bonifacio VIII fissò le date dei successivi ogni cento anni. In seguito Paolo II li fissò ogni 25 anni. Numerosi sono stati poi i giubilei straordinari. L'attuale papa ne ha indetti due: quello della Redenzione nel 1083, il giubileo mariano nel 1987.
Scrive Giovanni Paolo II nel Tertio Millenio Advenire: "L'umanità continua ad attendere la rivelazione dei figli di Dio". Ci sentiamo tutti messi di fronte alla terribile situazione di un mondo che, disponendo di sovrabbondanti mezzi culturali, economici e tecnologici, non sa, o non vuole, rimediare a tante situazioni di ingiustizia, di povertà, di violenza, di dolore e disperazione. Che ne è stato della "buona novella"? Che ne è stato del battesimo che ci fa figli di Dio? Ci attende una svolta: riscoprirci "figli di Dio" e con la vita portare al mondo il Vangelo.
Alberto Rinaldini