E'proprio vero: quest'anno la vacanza studio in Irlanda sarà ricordata per il " gruppo ". Ogni volta , alla fine del mese trascorso in questa meravigliosa " isola di sogno ", immersa nel verde dei suoi prati e nel blu del suo cielo, ciascuno di noi si porta via un un ricordo, un'immagine, un paesaggio, un volto, un evento che rende l'esperienza vissuta indimenticabile e irripetibile.
Quest'anno tutti e quarantadue i ragazzi partecipanti hanno dichiarato sul questionario di verifica, che abbiamo loro sottoposto per aiutarli a riflettere sull'esperienza che avevano appena vissuto, che tanti erano i ricordi che si portava a casa, ma uno su tutti prevaleva, per il quale valeva la pena tornare: l'unità del gruppo.
Eppure le premesse non erano molto incoraggianti a questo proposito: la metà degli iscritti era gente nuova, che si affacciava la prima volta ad una attività del genere; inoltre era notevole la disparità di età dei partecipanti: si andava dai diciannovenni e diciottenni fino ai dodicenni... Ma ancora una volta il miracolo è avvenuto...
Sarà stata la magia della terra irlandese, l'atmosfera particolare del college, lo spirito di amicizia e di cordialità creatosi tra insegnanti e studenti, tra leaders e ragazzi, tra " vecchi " e " nuovi "... Ed ecco che, come per incanto, dopo solo pochi giorni il gruppo, da eterogeneo quale era, diventava omogeneo. Persone provenienti da scuole diverse, da famiglie e culture diverse, da città e addirittura da regioni diverse, che non si erano mai viste prima, alla fine dei 30 giorni trascorsi insieme, sembrava che si conoscessero da sempre, legate da una profonda amicizia.
È questo un vero miracolo che si compie in Irlanda. Ma tutto ciò è avvenuto grazie alle persone, a tutti e quarantacinque i partecipanti che ha formato una grande famiglia, dove, come in tutte le famiglie, ogni tanto si può anche litigare per il bene altrui, ma dove c'è amicizia e affetto tra i membri e per questo si sanno superare le piccole tensioni per riportare in fretta l'armonia e la serenità.
Una volta ricordo di aver letto in un pub di Kilcock una frase significativa: " Qui non ci sono stranieri, ma solo amici che non si erano mai incontrati prima "!
Questa stessa frase sintetizza lo spirito di gruppo che si è creato quest'anno tra di noi. A questo punto sento il dovere, ma anche il desiderio, di ringraziare i ragazzi più grandi, quelli che affettuosamente don Mario chiama " lo zoccolo duro " della vacanza studio e che, per limiti di età, non torneranno più con noi: grazie per l'esempio di onestà, di lealtà e di collaborazione che avete dato.
Grazie per come avete saputo adattarvi alle regole del college, nonostante l'età... Grazie per la vostra amicizia e per qualche critica, magari dura ma sempre costruttiva e sincera...
Il successo delle Irlanda 99 è anche merito vostro! Un altr'anno, senza di voi, il gruppo sarà un po' più povero.
Vorrei rivolgere un grazie sincero anche ai " giovanissimi ", sia per come vi siete inseriti subito nel gruppo e nella vita del college, sia per esservi adattati agli imprevisti, alla vita della "vostra famiglia irlandese", per l'impegno che avete dimostrato a scuola e nelle attività sportive. Grazie per la vostra collaborazione; anche per voi vale il discorso del successo di Irlanda 99: merito anche vostro. Il prossimo anno la vostra presenza sarà fonte di ricchezza per il nuovo gruppo che si formerà.
Infine vorrei dire un grazie di cuore a Mirek, lo " straniero " della nostra squadra, ben presto diventato leader sul campo: grazie per la tua genuinità, disponibilità e testimonianza tra i ragazzi.
Non posso certo dimenticare il più " irlandese " dei leader, da Mario. Ti sono grato per la condivisione della responsabilità che da qualche anno ci capitiamo sulle spalle; fortunatamente le abbiamo grosse entrambi. Qualche ragazzo ha scritto che le due "M", cioè Mario e Maurizio, sono ormai due certezze: speriamo di non diventare due " cariatidi ", e per questo confidiamo in voi, cari ragazzi.
Grazie, dunque, caro gruppo dell' Irlanda 99: il merito della riuscita di questa vacanza studio è tutto tuo; sei tu che ci spedire a ciascuno di noi: " cara, dolce Irlanda, voglio tornare ancora una volta per ritrovare me stesso "!
Maurizio Gavazza