Don Alberto Lorenzelli - Direttore dei Don Bosco
Vi giunga il mio caloroso saluto e quello della Comunità del "Don Bosco" in questo ultimo scorcio dei nostro secolo. A questo proposito mi hanno particolarmente colpito le parole di una canzone di Ligabue - Jovanotti - Pelù, tre can tanti oggi molto in voga e particolarmente conosciuti, come i loro beniamni, dai nostri giovani, che dicono:
Si chiude questo secolo e il secondo millennio e coltiviamo dentro di noi il desiderio di tanti "mai più", di poter ab bracciare con coraggio e varcare la soglia della Speranza. Il duemila è alle porte! E mentre i giornali pubblicizzano l'evento come occasione di festa, di af fari, di grandi movimenti turistici e di occasioni da non perdere, il Papa, in particolare ai giovani, rivolge un invito: "il futuro dei mondo e della Chiesa appartiene alle giovani generazioni che, nate in questo secolo, saranno mature nel prossimo, il primo dei nuovo millennio.
Cristo attende i giovani, come attendeva il giovane che gli pose la domanda: Che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? (Mt. 19,16) I giovani, in ogni situazione, in ogni regione della terra non cessano di porre domande a Cristo: lo incontrano e lo cercano per interrogarlo ulteriormente. Se sapranno seguire il cammino che Egli indica, avranno la gioia di recare il proprio contributo alla sua presenza nel prossimosecolo e in quelli successivi, sino al compimento dei tempi: Gesù è lo stesso ieri, oggi e sempre" (TMA 58).
Il Giubileo, di cui sentiamo tanto parlare in questo tempo, è un appuntamento con la storia che segnerà la vita di tutti e in particolare dei giovani perchè l'anno giubilare pone al centro dell'attenzione, della riflessione, della celebrazione e della festa Gesù Cristo che da duemila anni è la concretezza dell'amore appassionato di Dio che cerca l'uomo, è uomo come noi, l'uomo più riuscito, il centro della storia, colui che svela il segreto della vita di ogni uomo. Fare Giubileo è riportarsi al senso e al centro della vita.
Il Giubileo è anno di grazia, cioè anno in cui la logica umana deve accogliere la logica divina, il cui orizzonte non è più il possedere, ma il donare, non il condannare, ma l'accogliere e il perdonare. E' un anno in cui ci si dispone ad accogliere il perdono di Dio, a ricostruire il mondo sette volte più buono, dove l'uomo può tornare a vivere nella gratuità e responsabilità
In questa gratuità di Dio, l'uomo capisce di poter abitare la terra solo con la coscienza di chi è ospitato e si riporta a questa esperienza primaria del creato. Il mondo, prima di essere oggetto di manipolazione, di possesso, di conoscenza , è dono di Dio all'uomo. La gratuità chiama in causa la giustizia, cioè instaura l'orizzonte della solidarietà e dell'amore gratuito, dove il rapporto con i beni della terra non è il possesso, ma la condivisione, non l'accumulo dei debiti, ma il ristabilimento dell'uguaglianza.
La Chiesa, ogni uomo e donna, ogni giovane allora è chiamato a convertirsi, a tornare a Dio e al fratello.
La sfida culturale-religiosa a cui ognuno è chiamato a rispondere personalmente è quella di cogliere, vivere riesprimere nella propria esistenza il senso dei tempo e il senso della storia dei mondo a partire dal centro del Tempo e della Storia che è GESU' di NAZARETH, dalla sua vittoria sul male e dalla concreta comunità dei credenti, la CHIESA, che Egli ha voluto segno e strumento di comunione con Dio e tra i fratelli.
Due gravissimi lutti hanno caratterizzato la vita dei Don Bosco in quest'ultimo periodo: Don Giovanni Gregorini: se n'è andato dolcemente, cos'i come lo caratterizzava il suo animo dolce e gentile. La sua vita è stata contrassegnata dalla sofferenza accettata e donata: "Offro la mia vita per la Congregazione, per la Chiesa e per il mondo intero". Cos'i scrive nel suo testamento. Si è sempre prodigato nella cura degli ammalati e dei sofferenti. Chi comunica bontà comunica Dio. Lascia un vivo ricordo tra i tanti ex-allievi che lo ringraziano come valido maestro di vita.
Il Prof. Francesco Fogliotti: il "professore" come tutti lo chiamavano. Fino all'ultimo ha espresso la sua predilezione per i giovani. In mezzo a loro nel cortile o in questi ultimi tempi nel dare lezioni di matematica, ha dimostrato sempre un cuore salesiano e un animo generoso. Si è prodigato nella scuola come insegnante: generazioni di ex - allievi ricordano "Pitagora", come affettuosamente lo chiamavano i suoi alunni, con i suoi compitini veloci, i calcoli a memoria da sbalordire persino le più veloci calcolatrici, con i suoi gessetti consumati che volavano per la classe. Lascia un ricordo indelebile.
A questi due grandi salesiani, che hanno fatto la storia della nostra scuola va la nostra sincera riconoscenza e gratitudine.
La Prof.ssa Giuliana Marenco è la nuova Preside della Scuola Media. E' una istituzione nella nostra scuola dove insegna da ben 22 anni con grande entusiasmo e professionalità. A Lei vogliamo augurare un lavoro proficuo e ricco di soddisfazioni.
Don Josè De Grandis è il nuovo Parroco della nostra Parrocchia. E' un impegno grande che richiede sacrificio, costanza e tanta disponibilità: non difettano in don Josè tutte queste qualità, aggiunte allo spirito di accoglienza, serenità e cordialità che porta con sé. A lui l'augurio di un fecondo apostolato.
Benvenuti e per alcuni Bentornati al Don Bosco: mi riferisco a don Piero Evelli, vice preside della Scuola Media, a don Roberto De Crescenzo e al Sig. Lorenzo Maffeis, ai giovani salesiani Francesco, Artur e Freddie, linfa nuova che scorre nelle vene dei nostro Istituto: a loro l'augurio di Buon Lavoro. Ci hanno lasciato per altri incarichi don Carlo Bianchi, ora nuovo Parroco a Collevaldelsa, don Ermanno Branchetti, Parroco e Direttore a La Spezia, don Gianni D'Alessandro incaricato della Pastorale dell'ispettoria nel nostro centro di La Spezia, i giovani Salesiani Richard e Moncy che continuano i loro studi teologici all'Università Salesiana di Roma e la Prof.ssa Gabriella Foggi, la Prof.ssa Luciana Guido e il Prof. Michele Altamura: a loro il nostro grazie sincero per il loro lavoro in mezzo ai giovani.
Auguri vivissimi ai nuovi insegnanti: Palumbo Elisabetta, Cuomo Daria, Trovato Concettina, Manzo Anna, Gava Paolo e Baldizzone Massimo, che vengono ad arricchire con il loro entusiasmo il lavoro nella scuola.
Carissimi Ex-Allievi, alla conclusione di questa mia lettera non mi resta che augurarvi un Buon Giubileo, che permetta a tutti e a ciascuno di vivere un salto di qualità e un salto di spiritualità.
A tutti voi e alle vostre famiglie faccio a nome mio e di tutta la comunità gli auguri più sinceri e sentiti di Buon Natale e di un Felice Duemila!
don Alberto Lorenzelli
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