Agli ex-allievi ed amici

Don Alberto Lorenzelli - Direttore dei Don Bosco

Vi giunga il mio caloroso saluto e quello della Comunità del "Don Bosco" in questo ultimo scorcio dei nostro secolo. A questo proposito mi hanno particolarmente colpito le parole di una canzone di Ligabue - Jovanotti - Pelù, tre can tanti oggi molto in voga e particolarmente conosciuti, come i loro beniamni, dai nostri giovani, che dicono:

Mai più
bambini accecati dalle mine
in Afghanistan
Mai più
donne sgozzate in Algeria
Mai più
montagne di scheletri nelle risaie
in Cambogia
Mai più
ragazzi schiacciati dai carri armati
in Cina
Mai più bombe nei pubs d'Irlanda
Mai più
popolazioni in fuga dalla pulizia etnica
in Jugoslavia
Mai più
morti soffocati dai gas tossici
nei villaggi del Kurdistan
Mai più
cadaveri che scendono lungo i fiumi
del Rwanda
Mai più
corpi mutilati per le strade
della Sierra Leone
Mai più
campi di sterminio, campi profughi,
campi minati
Mai più
bombe sulle popolazioni inermi
Mai più
non ci stiamo alla guerra,
a nessuna guerra.
Non stiamo dalla parte dei carnefici,
ma da quella delle vittime,
di tutte le vittime.
Il mio nome è Mai più.

Si chiude questo secolo e il secondo millennio e coltiviamo dentro di noi il desiderio di tanti "mai più", di poter ab bracciare con coraggio e varcare la soglia della Speranza. Il duemila è alle porte! E mentre i giornali pubblicizzano l'evento come occasione di festa, di af fari, di grandi movimenti turistici e di occasioni da non perdere, il Papa, in particolare ai giovani, rivolge un invito: "il futuro dei mondo e della Chiesa appartiene alle giovani generazioni che, nate in questo secolo, saranno mature nel prossimo, il primo dei nuovo millennio.

Cristo attende i giovani, come attendeva il giovane che gli pose la domanda: Che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna? (Mt. 19,16) I giovani, in ogni situazione, in ogni regione della terra non cessano di porre domande a Cristo: lo incontrano e lo cercano per interrogarlo ulteriormente. Se sapranno seguire il cammino che Egli indica, avranno la gioia di recare il proprio contributo alla sua presenza nel prossimosecolo e in quelli successivi, sino al compimento dei tempi: Gesù è lo stesso ieri, oggi e sempre" (TMA 58).

Il Giubileo, di cui sentiamo tanto parlare in questo tempo, è un appuntamento con la storia che segnerà la vita di tutti e in particolare dei giovani perchè l'anno giubilare pone al centro dell'attenzione, della riflessione, della celebrazione e della festa Gesù Cristo che da duemila anni è la concretezza dell'amore appassionato di Dio che cerca l'uomo, è uomo come noi, l'uomo più riuscito, il centro della storia, colui che svela il segreto della vita di ogni uomo. Fare Giubileo è riportarsi al senso e al centro della vita.

Il Giubileo è anno di grazia, cioè anno in cui la logica umana deve accogliere la logica divina, il cui orizzonte non è più il possedere, ma il donare, non il condannare, ma l'accogliere e il perdonare. E' un anno in cui ci si dispone ad accogliere il perdono di Dio, a ricostruire il mondo sette volte più buono, dove l'uomo può tornare a vivere nella gratuità e responsabilità

In questa gratuità di Dio, l'uomo capisce di poter abitare la terra solo con la coscienza di chi è ospitato e si riporta a questa esperienza primaria del creato. Il mondo, prima di essere oggetto di manipolazione, di possesso, di conoscenza , è dono di Dio all'uomo. La gratuità chiama in causa la giustizia, cioè instaura l'orizzonte della solidarietà e dell'amore gratuito, dove il rapporto con i beni della terra non è il possesso, ma la condivisione, non l'accumulo dei debiti, ma il ristabilimento dell'uguaglianza.

La Chiesa, ogni uomo e donna, ogni giovane allora è chiamato a convertirsi, a tornare a Dio e al fratello.

La sfida culturale-religiosa a cui ognuno è chiamato a rispondere personalmente è quella di cogliere, vivere riesprimere nella propria esistenza il senso dei tempo e il senso della storia dei mondo a partire dal centro del Tempo e della Storia che è GESU' di NAZARETH, dalla sua vittoria sul male e dalla concreta comunità dei credenti, la CHIESA, che Egli ha voluto segno e strumento di comunione con Dio e tra i fratelli.

ALCUNE NOTIZIE DI FAMIGLIA

Due gravissimi lutti hanno caratterizzato la vita dei Don Bosco in quest'ultimo periodo: Don Giovanni Gregorini: se n'è andato dolcemente, cos'i come lo caratterizzava il suo animo dolce e gentile. La sua vita è stata contrassegnata dalla sofferenza accettata e donata: "Offro la mia vita per la Congregazione, per la Chiesa e per il mondo intero". Cos'i scrive nel suo testamento. Si è sempre prodigato nella cura degli ammalati e dei sofferenti. Chi comunica bontà comunica Dio. Lascia un vivo ricordo tra i tanti ex-allievi che lo ringraziano come valido maestro di vita.

Il Prof. Francesco Fogliotti: il "professore" come tutti lo chiamavano. Fino all'ultimo ha espresso la sua predilezione per i giovani. In mezzo a loro nel cortile o in questi ultimi tempi nel dare lezioni di matematica, ha dimostrato sempre un cuore salesiano e un animo generoso. Si è prodigato nella scuola come insegnante: generazioni di ex - allievi ricordano "Pitagora", come affettuosamente lo chiamavano i suoi alunni, con i suoi compitini veloci, i calcoli a memoria da sbalordire persino le più veloci calcolatrici, con i suoi gessetti consumati che volavano per la classe. Lascia un ricordo indelebile.

A questi due grandi salesiani, che hanno fatto la storia della nostra scuola va la nostra sincera riconoscenza e gratitudine.

La Prof.ssa Giuliana Marenco è la nuova Preside della Scuola Media. E' una istituzione nella nostra scuola dove insegna da ben 22 anni con grande entusiasmo e professionalità. A Lei vogliamo augurare un lavoro proficuo e ricco di soddisfazioni.

Don Josè De Grandis è il nuovo Parroco della nostra Parrocchia. E' un impegno grande che richiede sacrificio, costanza e tanta disponibilità: non difettano in don Josè tutte queste qualità, aggiunte allo spirito di accoglienza, serenità e cordialità che porta con sé. A lui l'augurio di un fecondo apostolato.

Benvenuti e per alcuni Bentornati al Don Bosco: mi riferisco a don Piero Evelli, vice preside della Scuola Media, a don Roberto De Crescenzo e al Sig. Lorenzo Maffeis, ai giovani salesiani Francesco, Artur e Freddie, linfa nuova che scorre nelle vene dei nostro Istituto: a loro l'augurio di Buon Lavoro. Ci hanno lasciato per altri incarichi don Carlo Bianchi, ora nuovo Parroco a Collevaldelsa, don Ermanno Branchetti, Parroco e Direttore a La Spezia, don Gianni D'Alessandro incaricato della Pastorale dell'ispettoria nel nostro centro di La Spezia, i giovani Salesiani Richard e Moncy che continuano i loro studi teologici all'Università Salesiana di Roma e la Prof.ssa Gabriella Foggi, la Prof.ssa Luciana Guido e il Prof. Michele Altamura: a loro il nostro grazie sincero per il loro lavoro in mezzo ai giovani.

Auguri vivissimi ai nuovi insegnanti: Palumbo Elisabetta, Cuomo Daria, Trovato Concettina, Manzo Anna, Gava Paolo e Baldizzone Massimo, che vengono ad arricchire con il loro entusiasmo il lavoro nella scuola.

Carissimi Ex-Allievi, alla conclusione di questa mia lettera non mi resta che augurarvi un Buon Giubileo, che permetta a tutti e a ciascuno di vivere un salto di qualità e un salto di spiritualità.

A tutti voi e alle vostre famiglie faccio a nome mio e di tutta la comunità gli auguri più sinceri e sentiti di Buon Natale e di un Felice Duemila!

don Alberto Lorenzelli

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