I salesiani, da sempre attenti alle esigenze dei giovani, attivano un centro di ascolto per loro denominato "Punto Giovani".
La Città dei Ragazzi di Sampierdarena offre questo nuovo servizio per venire incontro alla domanda di ascolto da parte dei giovani che è diventata sempre più attuale, di fronte alla complessità sociale che essi devono affrontare per divenire adulti.
Le esperienze di vita propongono domande fortemente impegnative e i dilemmi sul piano esistenziale sono divenuti per i giovani un banco di prova.
La famiglia e la scuola non sempre sono pronte ad accogliere le domande; se lo sono, corrono il rischio di dare direttive censuranti, e poco o affatto promozionali delle risorse che sono spesso celate dietro le domande di un giovane.
I ragazzi chiedono aiuto per potersi capire. Questo processo avviene attraverso la relazione che si instaura con l'operatore. La sinergia che ne deriva è stata sintetizzata con lo slogan " capire insieme ".
Il centro si propone di essere " uno spazio formativo per l'ascolto " che aiuta il ragazzo a porsi il problema di cui lui stesso deve trovare la soluzione.
E' un ascolto disponibile per coloro che vivono l'esperienza della quotidianità e avvertono la necessità di meglio comprenderla nel recupero della ricerca del suo significato. Problematiche esistenziali, difficoltà transitorie, incertezza del momento possono presentarsi come difficoltà che rendono difficile il rapporto con se stessi e con il mondo. L'operatore ha il compito di decodificare la domanda posta dall'utente utilizzando opportune tecniche le quali consentono l'attivazione delle risorse di cui il soggetto è portatore e che devono essere sostenute e rafforzate.
Essere ascoltati e aiutati a reperire dentro di sé le istanze necessarie, può essere una occasione importantissima onde evitare difficoltà di adattamento.
Frequentemente dietro una domanda non c'è un disagio o una patologia più o meno latente, bensì si coglie spesso una necessità ad avere una spinta per andare oltre, in termini di accesso al livelli ulteriori di capacità di decisione e di sperimentare maggiore sicurezza.
Si tratta di offrire ai giovani un tempo che si prolunga come relazione di aiuto in situazioni in cui le difficoltà soggettive necessitano di un intervento di ascolto, che non vuole essere specialistico in senso stretto.
Il Centro di occuperà solo dei giovani cosiddetti " normali " termine che nel nostro caso assume il significato di " adeguamento ". Si considera "normale" un ragazzo che è capace di adeguarsi alla realtà.
Il Centro, infatti, non è uno spazio diagnostico e terapeutico e neppure un servizio sociale. Pertanto se si presenteranno casi patologici o di particolare disagio gli operatori gli indirizzeranno presso specialisti o enti preposti.
"Punto Giovani " non si occupa neppure di orientamento allo studio e al lavoro di cui peraltro si interessano già molte altre strutture.
Il centro si rivolge principalmente ai ragazzi dai 13 ai 21 anni circa privilegiando, quindi, la fascia che va dalla pubertà alla prima giovinezza.
Coloro che dovranno operare nell'accoglienza della domanda (gli operatori del Centro di Ascolto) hanno seguito un corso di formazione annuale finalizzato allo sviluppo delle conoscenze e delle capacità psicologiche, che è stato articolato su alcuni argomenti basilari quali la psicologia dei giovani, in modo particolare ai bisogni dei giovani d'oggi, le modalità di rapporto per colloquiare con i giovani e, infine, le tecniche per aiutare i giovani a pensare.
Titolare del corso è il prof. Gaetano Barletta, il già primario dei Servizi di Psicologia dell'azienda ASL di Pisa e professore di psicologia generale e dello sviluppo all'Istituto Superiore "Stenone" (Università Lateranense) di Pisa. Da alcuni anni insegna psicologia dello sviluppo e psicologia clinica presso l'Università Pedagogica Statale di Minsk (Bielorussia) che nel 1998 gli ha conferito la laurea honoris causa (primo italiano). È autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Il testo delle lezioni, che è stato raccolto e rielaborato dalla dottoressa Donatella Borioli, verrà integrato ed ampliato dal prof. Gaetano Barletta, per la pubblicazione di un libro che servirà come base per i successivi corsi di formazione agli operatori del Punto Giovani che ciclicamente verranno ripetuti, mantenendo fede alla tradizione salesiana di " formare i formatori ".
Il centro di ascolto ha fra i primari obiettivi il saper accogliere il giovane così com'è, saper insegnare ad accogliersi ed accettarsi, creare empatia. I risultati auspicabili saranno quelli di ritemprare, nei giovani, energie fondamentali per divenire adulti guardando al futuro con serenità.
Don Alberto Lorenzelli
direttore del Don bosco
Il Maestro stava seduto al centro della Sala dell'Istruzione, attorniato dai discepoli desiderosi di ricevere i suoi insegnamenti.
Un discepolo disse con emozione:
- Maestro, sono venuto da molto lontano per essere introdotto da te nella vera scienza.
Il maestro osservò:
- Nessuno educa nessuno.
- Il maestro sostiene la tesi dell'autoeducazione? Cioè la tesi che ciascuno possiede nel centro dell'anima la sua Sala dell' Illuminazione?
- Nessuno educa se stesso commentò il maestro.
- Ma allora sono condannato all'ignoranza?
- Gli esseri umani si educano tra loro.
- No. Maestro, io non cederò alla tentazione dell'orgoglio. Non potrò mai pensare di educare il Maestro.
- Ma io voglio essere educato, insistette il Maestro. Diciamo così: io sono educatore-educando, tu sei e educando-educatore.