30 gennaio 2000
Con la fiducia posta in Dio e interpretando la consegna del nostro padre e maestro don Bosco, alle soglie di questo nuovo millennio, faccio appello e do una consegna a voi giovani del Movimento Giovanile salesiano: andare oltre.
Scoprite in profondità, oltre la superficie del quotidiano, nelle sue pieghe e nel suo tessuto, il progetto che Dio Padre ha pensato per voi dall'eternità.
Andate oltre l'interesse individuale aprendovi all'ascolto dei molti appelli che risuonano intorno a voi: offrite una parola sincera, uno sguardo amichevole, una mano generosa.
Andate oltre la vostra nazione e la vostra cultura coltivando i semi di quella fraternità universale che sa riconoscere il valore del diverso, perché nasce dal Padre di tutti gli uomini.
Andate oltre la pacifica e talvolta noiosa soddisfazione delle abitudini consumistiche e costruite, senza stancarvi, una solidarietà utile e visibile.
Andate oltre la visione individuale, la competenza anche faticosamente conquistata, la ricchezza legittimamente guadagnata e condividete con amore i vostri beni con chi ne ha bisogno.
Andate oltre le certezze della ragione e della scienza e intuite il mistero che cova nella realtà, riconoscendo con gioia filiale le tracce del Dio creatore, l'energia di Cristo Risorto e la presenza dello Spirito che vivifica.
Anche nella vostra esperienza religiosa andate oltre gli obblighi, i ritualismi e la ricerca di un'immediata emozione e ancoratevi nella fede della grande comunione ecclesiale: celebrate la Pasqua del Signore della vita e con essa la vittoria del bene sul male.
Andare oltre non è altro che credere ed assumere la logica evangelica di generosità e creatività che suggeriscono le beatitudini perché di noi sia il regno dei cieli... perché possiamo possedere la terra, perché siamo chiamati figli di Dio, perché grande sia la vostra ricompensa nei cieli (cfr. Mt 5,10.12)
E' l'appello che si sente potente in questo luogo natio di don Bosco chiamato appunto il Colle delle Beatitudini giovanili perché evoca la sua grande passione Voglio che siate felici nel tempo e nell'eternità.
Andare oltre è anche superare le frontiere geografiche. Il Regno di Dio ha bisogno oggi più che mai di menti aperte e di cuori generosi che sentano ed operino a dimensioni mondiali. In un famoso sogno don bosco immaginava di essere proprio qui, al Colle, e di vedere il vastissimo campo della sua missione: tutto il mondo! Questo slancio missionario, tratto caratteristico di ogni seguace di don Bosco, giovane o adulto, sarà da noi particolarmente sottolineato, in quest'anno giubilare, l'11 novembre con una spedizione missionaria straordinaria per il numero e la destinazione.
Come il primo gruppo di missionari inviati da don bosco stesso 125 anni or sono, composto da giovani audaci e generosi, cresciuti nell'esperienza oratoriana e dei gruppi giovanili, anche questo partirà dall'Altare di Maria Ausiliatrice verso tutte le direzioni del mondo.
Anche voi siete convocati. Alcuni volontari vi rappresenteranno. Ma tutto il M.G.S. Deve avere l'anima missionaria. Fatevi dunque promotori di gioia e lievito di speranza. Sentitevi inviati ad essere segni e portatori dell'amore di Dio, dando un'anima alla convivenza umana nei quartieri e città, diventando annunciatori della Parola presso gli altri giovani.
Così l'amore di Dio incarnato continuerà in voi ed attraverso di voi. Sapete che nell'Incarnazione trova la sua ispirazione fondamentale la spiritualità salesiana. Essa è infatti la modalità primaria per essere segni e portatori dell'amore di Dio. Da essa viene l'esempio del primo passo verso il fratello, della condivisione del cammino dell'uomo nella storia, dell'incontro immediato e personale con chi ci ta di fronte-
E' l'incarnazione che rivela il valore della vita quotidiana, fatta di tanti frammenti che si ricompongono in unità e divengono capaci di svelare la presenza di Dio, così come nel succedersi dei giorni , dalla nascita alla risurrezione , in avvenimenti domestici e straordinari si sprigionò la luce della divinità di Cristo. Il compito è arduo, ma allettante; e non vi mancano le indicazioni, energie e compagni di viaggio.
don Juan E. Vecchi
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