Fecondazione artificiale

noi vorremmo tentare, ma

Le nostri madri ci ricevevano dalle mani di Dio.

Una risposta coraggiosa del Cardinale Tonini ad una coppia

La lettera

Caro Cardinale Tonini, siamo una coppia che da tempo sta pensando di rivolgersi ad un laboratorio per verificare la possibilità di accedere alle tecniche di fecondazione assistita. Se ne paria tanto in questi mesi. Il tema è complesso ed è facile fare confusione.
Sappiamo che la Chiesa si oppone alla fecondazione artificiale perché in questo modo la gravidanza viene separata dall'atto coniugate. A noi però qualche dubbio rimane.
La Chiesa dice infatti di essere sempre per la vita e di rifiutare in ogni caso l'aborto. Perché allora opporsi al desiderio di due genitori regolarmente sposati che, per vari motivi, non riescono a procreare una nuova vita?
Anche se ottenuto con la fecondazione artificiale si tratta sempre di un bambino, cioè di una nuova vita da accogliere con amore e gratitudine. Noi crediamo che anche nella nascita di un bambino "in provetta" ci sia l'intervento dello Spirito Santo e crediamo anche che quella nuova vita possa essere benedetta dalla Chiesa. Ci sbagliamo completamente?
Grazie dell'attenzione e un caro saluto per i suoi interventi sempre così puntuali ed efficaci.

Lettera firmata - Milano

LA TECNICA NON PUÒ SOSTITUIRE IL GESTO D'AMORE DEGLI SPOSI

Capisco perfettamente le difficoltà – che dico? - l'acuta sofferenza di questi nostri lettori. Quanto volentieri vorrei poter dire loro: procedete tranquilli, va tutto bene. Ripeto: lo vorrei tanto, la vostra felicità sarebbe la mia, anche perché per ogni figlio che nasce è la Chiesa che cresce, mentre il mio sacerdozio raggiunge il suo scopo. E' proprio pensando alle migliaia di figli non ancora nati che ho voluto essere prete. Ma allora perché tanti no? Non è forse vero che ogni bambino vale tutto il resto del mondo?

Certamente. Vale tanto precisamente perché creatura di Dio e destinata ad un rapporto filiale con Lui. Ma vediamo di spiegarci meglio. Non si vuoi dire che il progresso delle biotecnologie non possa applicarsi alla vita umana. Anzi è una benedizione quando questo progresso consente all'uomo di risanare le malattie o di migliorarne le condizioni: si pensi ai trapianti.

Proprio per questo la morale cattolica prevede la possibilità che la tecnica del ginecologo intervenga in aiuto, ma non in sostituzione, dell'atto procreativo. La generazione dev'essere un atto umano di amore sponsale. Ed è attraverso questo coincidere del rapporto unitivo degli sposi con l'origine della nuova vita del figlio che si esprime la dignità misteriosa della famiglia come punto di sorgente e insieme di fusione dei destini. una storia sacra fino dal suo inizio

Molto diversa la fecondazione in vitro, dove l'intervento è di natura soltanto tecnica, tale da escludere completamente il rapporto sponsale. E non è tutto. È da sapere che la fecondazione in provetta (Fivet) comporta quasi sempre tre o quattro tentativi, in vista dei quali, per non tormentare le ovaie, si estraggono contemporaneamente molti ovuli per poi fecondarli e congelarli insieme. E' a questo punto che bisogna fare attenzione perché, in questo modo, si mettono al mondo molte vite umane destinate ad essere sacrificate per una sola, col rischio, per aggiunta, che quelli non utilizzati debbano essere distrutti dopo cinque anni, come è accaduto a 3200 embrioni in Inghilterra nel '96. Inoltre si teme che il congelamento prolungato possa provocare gravissimi danni all'embrione con in più il rischio di malformazioni genetiche.

Resta da chiarire un secondo punto che sa tanto di equivoco. Basta il desiderio di un obiettivo buono perché l'azione stessa diventi buona? Così si pretende per esempio di avere figli anche oltre i 60 anni. "Ma la Chiesa benedirà anche quelle vite?". Certo che si: ogni vita è sempre sacra indipendentemente da come è venuta al mondo. Non sono i genitori a compiere quel gran miracolo: e perciò non sono loro a darle la dignità di fine dell'universo e non sono i loro errori a sminuirla.

Le nostri madri ci ricevevano dalle mani di Dio. E ci custodivano come dono di Lui, insegnandoci a custodire la vita in vista di Lui.

Ersilio Tonini
(dal mensile NOI)

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