Filosofia in tutte le scuole superiori?

Non si direbbe! Vado con la memoria al convegno di filosofia tenutosi a Pisa quindici anni fa. Sembrava fosse giunto il momento dei funerali della filosofia. Non capivo il perché di quella morte attesa da alcuni, temuta da noi insegnanti di quella disciplina.

Quella carica formativa della filosofia che sperimentavo nel mio liceo classico era autentica . Karl Popper amava ripetere che, in fondo, siamo tutti filosofi, perché tutti, ogni giorno, ci misuriamo con le grandi domande dell'esistenza. E chi non è d'accordo?

Nel 1969 ai miei studenti di V istituto tecnico del don Bosco, tenni, nel pomeriggio, un corso di filosofia ... Insegnavo italiano e storia, ma ormai il mio cuore era per la filosofia. I giovani rimasero entusiasti. L' approccio esistenziale li coinvolse.

Parlando con colleghi di materie tecniche avevo la prova dell'importanza di tale disciplina anche per i tecnici

Quel corso di filosofia del '69 poteva sembrare un peccato di gioventù ... specie dopo il famigerato convegno di Pisa!

Con meraviglia leggo che il ministro Berlinguer, ora, parla di insegnamento della filosofia fin dal primo anno dopo la scuola dell'obbligo per tutti i tipi di scuola, anche per i giovani degli istituti tecnici e professionali. Speriamo che il nuovo governo presieduto da Amato non spenga questa lodevole apertura. la classe di 5° Liceo

E' certo per merito del progetto di riforma che tale proposta emerse, nel 1997, durante i lavori della commissione dei 48 saggi nominati dal ministero. La proposta dei saggi faceva cenno non ad una storia della filosofia, come è impartita nei licei, ma ad un insediamento di elementi di filosofia vertente su questioni di etica ( diritti e doveri, bioetica, cittadinanza ) e di logica e gnoseologia. Recentemente il ministro ha rafforzato quest'idea suggerendo di introdurre la filosofia anche nella scuola dell'obbligo, ossia per ragazzi dai 13 ai 15 anni.

Chi è consapevole del valore del pensare filosofico nella storia umana e per la formazione della persona, accoglie favorevolmente entrambe le proposte. Problema serio sarà la modalità con cui introdurre alla filosofia giovani e giovanissimi, problema più grave sarà la preparazione dei testi per gli insegnanti al fine di evitare superficialità e una semplicistica tuttologia.

In ogni modo, se tale proposta andrà in porto, sarà un utile correttivo a quel senso funzionalistico della cultura, in vista cioè di un inserimento del giovane nel sistema economico e produttivo, che predomina nel "progetto scuola" di Berlinguer. L'idea che la scuola abbia come primo compito quello di contribuire alla formazione della persona, sembra assente.

Sogno un insegnamento che faccia pensare, che dia ali alla dimensione utopica dell'inedito che è nell'uomo ... Non condivido la prospettiva di una scuola messa al servizio di una società produttiva. Non si può accettare un appiattimento dei programmi sull'idea, che ultimamente è stata ribadita con insistenza, che ogni sapere dev'essere subito spendibile in termini produttivi e professionali.

Mi ritrovo nelle parole del prof. Possenti: "Nel domandare che nasce da questa disciplina sta riposta la speranza, molte volte frustrata, ma sempre risorgente, a tendere oltre se stessi, affinché l'uomo non sia un prodotto accidentale, legato per sempre alla nicchia in cui si è trovato a nascere”.

Ma col nuovo governo e col nuovo ministro, come finirà la stessa proposta di allargare a tutti i trienni delle scuole superiori l'approccio alla Filosofia? Mi auguro che non sia stata solo una bella idea... di un mattino!

Alberto Rinaldini




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