Agli ex-allievi ed amici

Don Alberto Lorenzelli - Direttore dei Don Bosco

Carissimi, l'anno scolastico volge ormai al termine. E' il tempo per fare bilanci, per guardare indietro e valutare il lavoro svolto, ma è anche il tempo per pensare e programmare il futuro. I nostri giovani hanno bisogno di sapere che dietro alla loro avventura che vivono giorno per giorno c'è un Progetto che guarda loro con simpatia e tanta speranza .
Spesso da queste pagine ho comunicato la storia di questa grande realtà che è il Don bosco, quale è il Progetto Educativo che la nostra Opera porta avanti con forza, realismo e coraggio per rispondere alle continue domande dei giovani che ci interpellano. E' una esperienza esaltante in cui salesiani, docenti, educatori, animatori si pongono di fronte a tutti i nostri ragazzi e giovani con lo spirito che " nessuno educa nessuno, gli uomini si educano tra loro”
Ecco perchè la Città dei ragazzi è :

Casa che accoglie

  • Luogo in cui ciascuno è considerato come persona, come un valore. Questo atteggiamento nasce dalla convinzione del valore della persona umana e dalla certezza, per noi, che in ogni giovane Dio è presidente, che la sua storia, il suo vissuto è terra di Dio. Per accogliere occorre essere presenti, con una presenza significativa ed educatrice, che crea un “clima”, fatto di rispetto delle cose e delle persone, di cordialità di rapporti, di progressivo coinvolgimento.
  • Luogo di amicizia e l'amicizia nasce la dove c'è possibilità di dialogare, di essere ascoltati e compresi. "I giovani desiderano che gli educatori stiano accanto a loro, accettandoli così come sono e amandoli sul serio".
    Perciò occorre essere per i giovani: mano tesa, che con semplicità sa andare incontro e farsi vicina a chi più ne ha bisogno; e mano adulta, che sa intervenire per indicare un cammino, per incoraggiare e, là dove occorra, per correggere.
  • Luogo dove si cresce perché ci sono proposte: l'educazione matura dà proposte di vario tipo ( teatro, musica, sport, cultura, scuola, catechesi, servizio, volontariato ... ), che aiutano i giovani a portare a maturazione le capacità che si portano dentro.
  • Luogo di gioia: la gioia era per don Bosco l'undicesimo comandamento. Una gioia che nasce dal rapporto di fiducia e di collaborazione tra i giovani e i loro educatori e si fonda sulla presenza del Signore nella vita di tutti i giorni.
    Il " sapersi amati " porta alla "comunione dei cuori".

    Parrocchia che evangelizza

    Un ambiente che:
  • si qualifica per i valori cristiani che vive e che propone a tutti giovani, prima che per le cose che fa;
  • propone cammini di educazione e di crescita con gradualità ;
  • aiuta i giovani a scoprire la propria vocazione in una serena e sincera ricerca del progetto di vita ;
  • lavora per creare una vera Comunità ;
  • con coraggio va in cerca dei lontani e sa correre dei rischi e porre segni eloquenti;
  • presenta un Dio simpatico, vicino ad ogni persona, interessato alla vita di ognuno, innamorato dei giovani.

    Cortile per incontrarsi

    Non si può pensare a don Bosco senza abbinarlo all'immagine di un cortile, dove i giovani hanno "ampia libertà di saltare, correre, schiammazzare a piacimento". Nel cortile si vive lo spirito di famiglia, distintivo dello spirito di don Bosco. "La familiarità porta affetto e l'affetto porta confidenza". " Il maestro visto solo in cattedra è maestro e non più, ma se va in ricreazione con i giovani, diventa come fratello... I cuori si aprono e fanno conoscere il loro bisogno e palesano i loro difetti ".
    Il cortile è il luogo primario di educazione: si conoscono i ragazzi, si stringono nuove amicizie e si impara a gestire il confronto. Il cortile è aperto al territorio in cui si trova, proprio perché è punto di incontro di tanti giovani, è attento ai loro problemi ( lavoro, studio, divertimento, devianza ... ).

    Scuola che avvia alla vita

    Anzitutto scuola, cioè ambiente in cui:
  • circolano valori condivisi e rispettati;
  • c'è uno sforzo pedagogico per far interiorizzare questi valori;
  • si crede al dialogo, al confronto, al maturare progressivo del senso critico dentro la cultura di oggi;
  • non si ha paura di richiesta di maggior partecipazione nella corresponsabilità.

    Una scuola che avvia alla vita :

  • aiuta il giovane a trovare una strutturazione armonica della sua personalità, rendendolo cosciente delle sue capacità;
  • offre la possibilità di elaborare un progetto personale nel quale prendono forma i valori acquisiti e in base ai quali si sanno fare scelte di vita;
  • è attenta al mondo del lavoro e, sull'esempio di don Bosco, sa coraggiosamente affrontare i problemi che vi scorge;
  • punta alla formazione globale della persona, in cui si sviluppa anche l'inedito " buoni cristiani e onesti cittadini "

    Forti di questi principi e con la forza che ci giunge da queste radici di vita, con il coraggio, la quasi temerarietà di don Bosco guardiamo avanti sicuri che vale la pena spendere la vita per i giovani. Ci sentiamo rinnovati in questo Anno Santo che ci porta entusiasmo, spiritualità e voglia di dare risposte alle tante emergenze che si affacciano.

    don Alberto

    Alcune notizie di famiglia

    Don Enrico Briano, una colonna di questa casa, già insegnante stimato, preside della scuola media, incaricato degli ex allievi, fondatore - direttore del Centro Linguistico Europeo, direttore dell'Eco di Don Bosco, ci ha lasciato serenamente la vigilia di Natale. C'è in noi un grande rimpianto e un ricordo pieno di affetto per questo salesiano intrepido, coraggioso ed entusiasta che tanto ha dato a Sampierdarena nei 53 anni di presenza in questa casa. Ci rimangono i tanti bei ricordi, le parole appassionate e calde condite da una buona retorica che nelle prediche lasciava tutti quanti estasiati .

    La Formazione Professionale ritorna a Sampierdarena... in grande! Corsi post diploma e corsi post laurea oltre alla formazione di coloro che sono alla ricerca di una prima occupazione e di recupero dei drop-out sono la novità del 2000. E' la ripresa di una sensibilità tutta salesiana, che è mettersi accanto ai giovani bisognosi come don Bosco voleva e faceva. Così siamo nati nel 1872, così siamo nel 2000 a Sampierdarena.

    Un saluto di simpatia ai diplomandi della 5° ITI e della 5° Liceo, che si preparano, con un po' di trepidazione all'esame di stato, coronando la fatica di 5 anni di scuola e di lavoro serio. Anche agli alunni di 3° Media sez. A e B e ai bambini di 5° elementare l'augurio di una serena conclusione dell'anno scolastico. Un ciclo di studi finisce, ma per tanti si apre il nuovo nella scuola del Don bosco.

    A tutti voi un caro saluto e l'augurio di buone vacanze!

    don Alberto Lorenzelli

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