Don Bosco: i banchi del potere

Il Secolo XIXdel 17/2/2000

La rivincita dell'oratorio che da 125 anni rappresenta il principale luogo di aggregazione del quartiere.

Il centro salesiano di Sampierdarena è una fucina di personaggi politici di primo piano. Il religiosi: "Dicono che siamo un'élite ma è il contrario. La nostra porta è aperta a tutti i giovani".

E' stato ministro di grazia e giustizia nel governo Prodi. Da alcuni giorni è giudice della Corte Costituzionale. Ma nella memoria dei salesiani del Don Bosco di Sampierdarena, Giovanni Maria Flick è ancora un bambino. "Come il fratello Waldemaro, che andava a scuola dai salesiani di Varazze, Giovanni ha frequentato da noi le scuole medie e i due anni del ginnasio, prima di trasferirsi alla Arecco , dai gesuiti. Era un interno, cioè mangiava e dormiva qui, quindi lo conosciamo bene. E' un caro ragazzo".

"Don Bosco - ammette l'avvocato Waldemaro Flick - ha avuto un legame forte con la nostra famiglia. Mio fratello conserva alcune sue lettere autografe scritte al mio bisnonno Maximilian". Oltre a Flick, sono tanti gli ex ragazzi del Don Bosco di Sampierdarena che hanno fatto strada nella politica, così come in tanti altri settori.

Don Alberto Lorenzelli, 46 anni, direttore del Don Bosco da quattro è a Sampierdarena da più di venti, ha buona memoria: "Hanno studiato qui - ricorda - molti degli attuali dirigenti di Ansaldo e Marconi. L'ex ministro Claudio Burlando veniva nell'oratorio a giocare a pallone. Spesso, in anni diversi, si vedevano qui anche l'attuale candidato del Polo alla presidenza della Regione, Sandro Biasotti e l'ex sindaco Adriano Sansa, che studiavano dai salesiani di Varazze. Anche l'attuale segretario dei DS di Genova, Roberta Pinotti frequentava i locali del Don Bosco, come Gianni Plinio di AN e come tanti altri ragazzi. Perché in realtà sono pochi i sampierdarenesi da bambini non hanno trascorso un po' del loro tempo qui: nel quartiere ci sono talmente pochi spazi dove giocare".

Da centoventicinque anni, quando venne fondato da Don Giovanni Bosco, l' oratorio che costeggia via Rolando aprè per i giovani del quartiere il principale luogo di incontro, gioco, aggregazione, riflessione, studio. E non è possibile parlare di Sampierdarena senza spiegare cosa sia il centro salesiano e quali sono le attività delle tante associazioni ( culturali, sportive, educative, ricreative e sociali ) che vi fanno capo. Forse basta dare un numero: ogni settimana tremiladuecento ragazzi varcono il portone per andare a scuola o per trascorrere il loro tempo libero. "E al tempo stesso - dicono i salesiani - imparano qualcosa".

"Io ho imparato la semplicità, l'importanza di fare bene alla gente in modo semplice e diretto. Devo molto a quell'oratorio", confessa Bruno Orsini, 72 anni, psichiatra, ex sottosegretario all'industria e personaggi di spicco della DC che fu. Un altro personaggio noto legato ai salesiani è Tullio Mazzolino, 56 anni, ex assessore democristiano al traffico e attuale consigliere comunale ( nonché segretario provinciale dell'Udeur ). Mazzolino è presidente del Don Bosco Basket, società a cui fanno capo 150 ragazzini."E' una bella realtà. C'è un oratorio aperto a tutti, dove chiunque può entrare gratuitamente e ricevere una formazione, del figlio del professionista all'immigrato"

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I ragazzi di altri paesi sono numerosi. Nel complesso sportivo ci sono i giovani albanesi ( una ventina ) che al sabato sera si incontrano e si dividono in tre squadre per tornei di calcio. Ci sono ragazzi marocchini, che si sfidano a pallone giovedì sera. C'erano anche i sedicenni sudamericani. Ma se sono andati, dopo che la polizia è piombata tra i campi sportivi cercando uno di loro. Dal suo osservatorio sui giovani, lo stesso don Lorenzelli ammette che la trasformazione più evidente di Sampierdarena negli ultimi vent'anni riguarda l'arrivo degli immigrati. "Sono giunti molti, molti giovani. E , ammettiamolo, con grosse difficoltà di integrazione. Noi cerchiamo di dare un'opportunità a tutti".

A dire la verità non tutti, a Sampierdarena, gradiscono l'ingombrante presenza del gigantesco oratorio e delle sue mille attività. Luca Verardo, direttore del complesso sportivo " Pala Don Bosco", lo ammette. "Qualche maligno e ci ha accusato, due anni fa, di avere fatto una speculazione , consentendo di costruire un autosilos sotto l'oratorio. In realtà i salesiani non hanno guadagnato una lira da quell'operazione, che è servita a finanziare, e nemmeno per intero, la costruzione del palazzetto dello sport da 500 posti. Qualcun'altro ci giudica un'élite, ma questo non è vero".

E' innegabile, tuttavia, che gli ex salesiani restino per tutta la vita uniti da invisibili legami. Tanto che esiste l'associazione chiamata "Unione ex allievi di Sampierdarena", che si occupa di concedere borse di studio ai ragazzi bisognosi e soprattutto, ogni seconda settimana di novembre, di organizzare un raduno di ex studenti. "Arrivano amici da tutta Italia, è un momento molto bello", spiega il presidente Bruno Vello, 50 anni, diventato insegnante di elettrotecnica al Don Bosco dopo avervi studiato. Amarcord alla sampierdarenese ...

Andrea Castanini

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