Sampierdarena: Quasi tutte le strade portano al Don Bosco

dal Settimanale Cattolico del 29/2/2000

La grande realtà giovanile di Sampierdarena è sicuramente il Don Bosco. Su questo punto non hanno dubbi i parroci delle nove parrocchie del Vicariato che, interrogati sui giovani, puntano il dito diritto verso l'istituto "Don Bosco" gestito dai Salesiani, che con la sua scuola, gli impianti sportivi, le aule, gli spazi che ha, fa da grande catalizzatore della realtà giovanile sampierdarenese.

Don Mario, raccontano i confratelli, è capace di passare anche 18 ore con i "suoi" ragazzi, immerso fra il cortile le aule, e tuttavia le difficoltà non mancano.
"Ci sono diversi giovani educati e tranquilli, - afferma - ma anche parecchi ragazzi "difficili", talvolta un po' sbandati, coi quali si riesce tutt'al più a fare un po' di amicizia e di accoglienza, imparando insieme almeno le regole della convivenza e della buona educazione".
Insomma finché si va sui campi da gioco e sulla musica tutto bene, “ma il momento spirituale - afferma don Mario - è quello che rifiutano di più". " All'ombra del Don Bosco girano come niente 1000/2000 giovani - e però - dichiara don Alberto Lorenzelli - per noi annunciare loro Cristo rimane una grande sfida. Non solo perché incomincia a emergere sempre di più la presenza di albanesi e di sudamericani, spesso poco integrati, ma perché l'aria che si respira qui è in generale pesante. I giovani vengono su con poche speranze, ripiegati su prospettive schiaccianti, la paura è di non trovare lavoro e talvolta sembrano fuori dalla realtà.
Una volta avevamo i giovani del dissenso e quelli del consenso, oggi purtroppo ci sono sempre di più giovani del nonsenso, che si buttano via tra virgolette lo “sballo" e qualche "pasticca" ... Fra crisi familiari, affettive e di valori per noi è una sfida sempre più impegnativa caricare di senso e di speranza loro vita"
.

Del resto la sfida non manca nemmeno per i giovani dell'Azione Cattolica e per gli Scout che rappresento le altre due realtà giovanili dell'aggregazionismo locale. "Il problema generale della nostra zona - afferma Nicoletta Bobbio che ha una lunga esperienza nell'Agesci del Belvedere, - è il numero abbastanza ridotto degli educatori per poter aprire nuovi gruppi, e intanto bisogna fare i conti con adolescenti e bambini che sono molto cambiati. A volte persino il contatto con la natura - afferma - è una voragine: non ne sanno più niente. Si vive troppo in casa e dopo la soli, e poi c'è il problema affatto secondario delle tante famiglie disgregate che si ritrovano alle spalle". Insomma problemi di relazione che inevitabilmente si riflettono poi nel gruppo.

Stefano Di Casa dell'Azione Cattolica che fa capo alla parrocchia del Santissimo Sacramento e alla Cella, lamenta soprattutto la scarsa presenza di aggregazioni giovanili. "La cosa più triste - afferma - è che manchino gruppi di giovani, per poter stare insieme. Noi ad esempio abbiamo un "gruppo marmellata" con gente che arriva dopo Bolzaneto, S.Cipriano, Murta, Orero, Serra Riccò, Cornigliano, persino da Albaro e Boccadasse, oltreché ovviamente da Sampierdarena. Ci troviamo bene e stiamo facendo insieme un gran bel cammino di amicizia e di fede; seguiamo anche un programma, e poi ci sono momenti di testimonianza, di preghiera, oltreché naturalmente un po' di casino quando è il caso.
Sabato 6 maggio
- annuncia - vogliamo fare un colpo di testa: una distribuzione del Vangelo in via Cantore. Vedremo come la prende la gente. Ma c'è il problema - osserva - forse un può generale di tutta Genova, che le parrocchie hanno parecchie difficoltà a fare dei bei gruppi giovanili".

Ne sa qualcosa in proposito anche Manuele Barbieri del Sacro Cuore del Campasso, dove da tre anni a questa parte si cerca di aggregare almeno i bambini della zona, i un gruppetto parrocchiale che si riunisce al sabato. "Si anima la Messa della domenica coi canti, si gioca, si fanno i presepi a Natale e le feste di Carnevale, c'è qualche bivacco nella bella stagione.
Adesso comincia finalmente a ingranare,
- afferma Emanuele - perché prima qui per i bambini non si riusciva a mettere su niente, e chi voleva andava al “Don Bosco”. I ragazzi più grandi invece se ne stanno lì sul muretto e non sanno che cosa fare. Ma la voglia di aggregarsi c'è.
Alcuni infatti hanno richiesto un locale per vedersi ogni tanto, e fare almeno qualche gioco di società ...". Insomma a volte è proprio difficile riuscire a coinvolgere “e si recupera un pò
- afferma il parroco don Pietro Picollo, - durante le feste patronali, dove finalmente si vede qualche famiglia in più. Poi, qualcuna resta e tanti altri, come dice il proverbio, passata la festa, gabbato lo santo..."

Il più entusiasta fra i parroci di Sampierdarena è sicuramente don Walter Molinari N.S. del Belvedere, che è arrivato parroco qui da un mesetto, e si è ritrovato "un gruppone di scout che lavora con la parrocchia e dà una bella mano all'attività pastorale, mentre la gente del quartiere ha un grande affetto per la sua chiesa".
"Per i giovani
- afferma - la nuova sfida per noi parroci è di mettere in comunicazione i vari gruppi giovanili, facendo degli incontri tutti insieme, magari una volta al mese, approfittando del fatto che il "Don Bosco" nell'aggregazione ci dà una bella mano. Insomma, invece che fare il solito gruppetto sparuto, bisogna cominciare a riunirsi, conoscerci, condividere fede ed entusiasmo."

simona

Stefania Mazzetti

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