Agli ex-allievi ed amici

Don Alberto Lorenzelli - Direttore dei Don Bosco

"Quando tutti i gabbiani autorizzati dalla legge del mare e dei venti avessero sorvolato la Biscaglia sarebbe potuto iniziare il grande convegno dei gabbiani del mar Baltico, del mare del Nord e dell'Atlantico. Sarebbe stato un bell'incontro... come tutti gli anni si sarebbero sentite storie interessanti. Quando ai piccoli fossero spuntate le prime penne robuste sarebbe arrivata la parte più bella del viaggio: insegnare loro a volare nel cielo di Biscaglia".

Sono alcune righe tratte da «Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare», di Luis Sepùlveda.

Questo libro è carico di spunti non solo per gli insegnanti ed educatori che possono facilmente riconoscersi nel personaggio di Zorba (il gatto che si prende cura della gabbianella), ma anche per le nostre comunità in quanto ci indica l'atteggiamento fondamentale con cui porsi accanto ai giovani che avviciniamo e a quelli che muovono i primi passi all'interno del nostro Istituto.

E' un atteggiamento carico di trepidazione, di stupore e timore per la responsabilità che comporta il prendersi cura e far da guida ad un'altra persona: chi ci sta davanti si appresta a muovere i primi passi, desidera imparare a volare, per rimanere nel linguaggio del libro, per essere ciò che è chiamato ad essere.

I giovani che incontriamo sono alla ricerca del loro posto, della loro identità, sono attratti da grandi ideali ma spiccare il volo risulta troppo difficile; sono pronti a grandi slanci di generosità, ma l'impegno duraturo li spaventa; rimangono, a volte, tristi perché scelgono ciò che costa meno fatica.

Chi è stato a Roma per il Giubileo o chi come me è rimasto incollato al televisore, non può non ricordare con un senso di grande meraviglia e stupore la sconfinata distesa di giovani che hanno affrontato fatiche e disagi per vivere e pregare insieme a tanti loro coetanei, per conoscere persone nuove ed esperienze nuove, per far festa a quel "vecchio Papa" che è capace di entrare subito in dialogo con loro: ognuno si sente oggetto della sua attenzione, del suo affetto e della sua fiducia.

Sentinelle del mattino

"Cari amici, vedo in voi le "sentinelle del mattino" in quest'alba del terzo millennio": Così si rivolge Giovanni Paolo II in quella sera memorabile ai milioni di giovani radunati a Tor Vergata. Uno splendido gesto di fiducia, un messaggio di speranza all'umanità, un pensiero che riempie di gioia pur caricando di responsabilità le nuove generazioni.

E ancora: "Cari giovani del secolo che inizia, dicendo "sì" a Cristo voi dite “sì” ad ogni vostro più nobile ideale... Non abbiate paura di affidarvi a Lui. Egli vi guiderà, vi darà la forza di seguirlo ogni giorno e in ogni situazione..." Nella persona di Cristo, con coraggio e senza esitazione, il Papa indica ai giovani la strada, il cammino della fede che porti a rendere le nostre famiglie, le comunità cristiane, la scuola e il gruppo di appartenenza veri Laboratori della fede. In tutto questo le nostre comunità, noi adulti, educatori, docenti, animatori, catechisti... giochiamo un ruolo importante.

Sarà proprio così difficile riuscire a testimoniare la nostra fede e a vivere tra di noi e verso gli altri quella comunione, quel!' essere "una cosa sola" che Gesù ha tanto desiderato?

I giovani oggi cercano luoghi così: luoghi dove al di là delle parole questo desiderio di unità, di fede e comunione è evidente nel vissuto, e ogni persona è accolta ed amata perché è unica.

Due nuovi santi martiri

i martiri II 1° ottobre, nella meravigliosa cornice di Piazza San Pietro, il Papa ha canonizzato Mons. Luigi Versiglia e don Callisto Caravario, martiri per la fede, insieme ad altri 120 nuovi santi.

Erano due salesiani missionari in terra cinese, che nel loro ardore pastorale e in difesa della fede hanno accettato il martirio pur di difendere la vita di un gruppo di giovani assediati dai banditi. Sono stati definiti "martiri dell'educazione" perché hanno fatto del sistema educativo di Don Bosco lo strumento della loro attività formativa e pastorale, fino alla morte cruenta. Abbiamo due nuovi intercessori presso il Padre, a loro affidiamo la nostra preghiera.

125 anni fs: i primi missionari salesiani.

Centoventicinque anni fa, accompagnati da Don Bosco, dopo una breve sosta a Sampierdarena, dal porto di Genova partivano i primi missionari salesiani. La prima meta sarà la Patagonia, in Argentina.
Dopo quei primi pionieri, sono partite ben 130 spedizioni lungo questi anni, per un totale di 10.000 missionari in tutto il mondo. Oggi i salesiani sono presenti in più di 120 Paesi, in tutti i Continenti. L'undici novembre del 2000 parte un'altra spedizione straordinaria, composta da 80 missionari: 40 per l'Africa, 26 per l'Asia, 3 per il Medio Oriente e l'Albania, 8 per l'America, 7 per l'Europa dell'Est. La Famiglia Salesiana si presenta feconda di ardore pastorale, tanto da renderla tra le prime Congregazioni missionarie. E se questo straordinario slancio del carisma salesiano da un lato ci stupisce, dall'altro chiama ciascuno di noi all'impegno missionario da vivere nei nostri ambienti. Ci interpella nel sostegno economico e nella preghiera per questi fratelli coraggiosi. I sogni di Don Bosco hanno attraversato il mondo: i suoi figli sono sempre disponibili a raggiungere i luoghi dove più presente è il richiamo dei giovani.
a Valdocco

Notizie di famiglia

Un augurio

Carissimi Amici, mentre si va concludendo questo Grande Giubileo, vi invito, almeno nel giorno di Natale, a fare spazio a questa finissima armonia cui fanno eco i grandi e sterminati silenzi dei poveri del mondo, di coloro che così spesso sono colpiti da guerre e cataclismi che mozzano il fiato, dei malati, dei bimbi di nessuno, dei moribondi sulle strade, dei diseredati, degli inerti perché senza lavoro, di tutti quei miseri che Gesù ama perché simili a Lui fin dalla sua nascita. Egli, entrato nella storia duemila anni fa, vuole entrare nella nostra vita. bambino Gesł

A ciascuno di voi, alle vostre famiglie, esprimo, anche a nome della Comunità Salesiana, i più fervidi auguri di Buon Natale e di Felice Anno Nuovo. •

don Alberto Lorenzelli

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