Don Claudio Maestro

ha varcato la porta santa del Paradiso

Ci pare di vederlo ancora quel piccolo sacerdote, con la tonaca nera, rosario in mano, sempre accogliente e sorridente, in fondo alla chiesa. Don Claudio resterà a lungo nel ricordo e nel cuore dei parrocchiani... quasi un'icona vivente della misericordia del Signore, profusa a piene mani, ogni giorno.

Da queste pagine dell'Eco ci limitiamo a ricordare poche cose, significative. La sua “piccola grande statura” merita ben altro nella memoria della santità dei testimoni del nostro tempo.

Ci lasciamo guidare da don Gianni che per molti anni ha vissuto accanto a don Maestro.

"Viene da una bella famiglia dove si respirava il senso di Dio e l'amore alla Madonna. I frutti di questa educazione sono maturati in abbondanza tra le pareti della casa natia, sulle alture del paese di Viola, in provincia di Cuneo. La semplicità e l'aria pulita della campagna hanno inciso fortemente sul carattere di don Claudio, che a casa tornava volentieri, molto gratificato dall'affetto delle sue sorelle, dei suoi familiari.

don Claudio Maestro

Don Claudio era Maestro di nome e di fatto: ha svolto la sua missione di salesiano educatore, come assistente dei giovani, prima del sacerdozio, nelle comunità salesiane di Vallecrosia e Sampierdarena. Concluse poi gli studi teologici con l'ordinazione sacerdotale nel 1944. Era tempo di guerra e i salesiani di Sampierdarena erano sfollati all'Acquasanta: fu in quel santuario mariano che don Claudio fu ordinato sacerdote. Nel giorno seguente la sua prima Messa iniziò solennemente qui nella nostra chiesa; ma un bombardamento su Genova interruppe la liturgia, costringendo tutti a fuggire al riparo nella galleria-rifugio. I superiori salesiani inviarono poi il giovane don Claudio nella casa di Vallecrosia fino al 1971, quando fu trasferito presso la parrocchia di Marina di Pisa. Poi svolse il suo ministero di vice-parroco nella Parrocchia salesiana di La Spezia Canaletto fino al 1979, quando infine arrivò tra noi per prendere in chiesa il posto del caro don Giovanni Bailone.

Nella nostra parrocchia "Don Bosco e S. Gaetano", don Claudio è stato il "dispensatore della misericordia di Dio", in maniera continuativa, dal 1979 fino a due mesi fa, quando si è evidenziato un grande problema fisiologico, che ha reso necessario un intervento chirurgico nella speranza di restituire a don Claudio salute e serenità".

Caro don Claudio, ancora pochi mesi fa, prima che il male esplodesse e ti fermasse, ogni mattina, nelle prime ore del giorno, salivi il colle di Belvedere. Non ti fermava ne la pioggia ne il gelo. Andavi anche quando qualche confratello, preoccupato per la tua salute, t'invitava alla prudenza. Lassù ti attendevano per la Santa Messa le suore del Patronato che si occupano dei bambini.

La bontà di don Claudio ci ha catturati e lo sentiamo vicino. La nostra preghiera si tinge di riconoscenza a Dio che ce lo ha donato come confratello. •

don Alberto Lorenzelli


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