Oggi per parlare di gioco, di festa, di sport, nella vita dei giovani, occorre partire da alcune riflessioni sulla Giornata Mondiale della gioventù, appena conclusa e che ha richiamato non solo due milioni di giovani a Tor Vergata, ma anche l'attenzione e lo stupore di tanta gente e di certi giornalisti, opinionisti, filosofi, che non hanno potuto fare a meno di interrogarsi sul fatto.
Per capire i giovani e formare giovani capaci di essere animatori di altri giovani, si può partire da quattro elementi scaturiti dalle giornate della gioventù a Roma.
Giovani che esprimono una grande domanda di spiritualità, ma anche giovani che hanno difficoltà a decidersi e fragilità relazionale.
Cosa fare?
L'Oratorio dovrebbe sforzarsi di creare possibilità supplementari o alternative a quelle "istituzionali", dove i giovani spesso più non si trovano. Organizzare il loro tempo libero, la loro vita, le loro scelte, con loro protagonisti: liberi, accettati per quello che sono, soggetti di fiducia.
Chi lo deve fare?
Educatori, animatori capaci di essere guide, maestri, amici. Guide ai significati più profondi della vita, riferimento nella ricerca dei veri valori, persone capaci di mettersi in gioco e di pagare di persona.
Se i giovani continueranno ad avere solo come alternative la notte con le discoteche o con i pub o il virtuale con Internet, e la radio, andranno lì. Se troveranno una comunità cristiana accogliente che pensa a loro, una Chiesa aperta (anche materialmente!!!), un Oratorio che li renda protagonisti liberi e amati della loro vita, allora forse i giovani scenderanno dal "muretto".
Oratorio don Bosco e Maria Ausiliatrice
| [Torna alla pagina precedente] | [home page] |