"Il Muretto" chiama, l'oratorio risponde

La "lezione" della Giornata Mondiale della Gioventù

Oggi per parlare di gioco, di festa, di sport, nella vita dei giovani, occorre partire da alcune riflessioni sulla Giornata Mondiale della gioventù, appena conclusa e che ha richiamato non solo due milioni di giovani a Tor Vergata, ma anche l'attenzione e lo stupore di tanta gente e di certi giornalisti, opinionisti, filosofi, che non hanno potuto fare a meno di interrogarsi sul fatto.

Per capire i giovani e formare giovani capaci di essere animatori di altri giovani, si può partire da quattro elementi scaturiti dalle giornate della gioventù a Roma.

  1. Il primo riguarda il messaggio di fiducia e di grande stima che il Papa ha verso i giovani. Il Papa non si lamenta tanto dei giovani, ma dice che essi sono in grado di assumersi le loro responsabilità, in tempi difficili come i nostri.
  2. Secondo, il Papa ha centrato il problema della fede, non come "robetta" del mondo cattolico, ormai superata, ma come sale per dare sapore alla vita quotidiana, come luce per squarciare le tenebre del non-senso.
  3. Terzo: questo patrimonio della fede rinnovato viene riproposto con chiarezza e con coraggio nell'esperienza quotidiana della vita: confessione, eucarestia, preghiera, pellegrinaggio, carità, servizio.
  4. Infine, quarto, la capacità della Chiesa di rileggere le domande dei giovani come voglia e capacità dei giovani stessi di incarnare il Vangelo oggi, sia quando cantano il gregoriano, sia quando fanno rock, sia quando fanno festa insieme, sia quando fanno silenzio.

Giovani che esprimono una grande domanda di spiritualità, ma anche giovani che hanno difficoltà a decidersi e fragilità relazionale.

Cosa fare?

L'Oratorio dovrebbe sforzarsi di creare possibilità supplementari o alternative a quelle "istituzionali", dove i giovani spesso più non si trovano. Organizzare il loro tempo libero, la loro vita, le loro scelte, con loro protagonisti: liberi, accettati per quello che sono, soggetti di fiducia.

Chi lo deve fare?

Educatori, animatori capaci di essere guide, maestri, amici. Guide ai significati più profondi della vita, riferimento nella ricerca dei veri valori, persone capaci di mettersi in gioco e di pagare di persona.

Se i giovani continueranno ad avere solo come alternative la notte con le discoteche o con i pub o il virtuale con Internet, e la radio, andranno lì. Se troveranno una comunità cristiana accogliente che pensa a loro, una Chiesa aperta (anche materialmente!!!), un Oratorio che li renda protagonisti liberi e amati della loro vita, allora forse i giovani scenderanno dal "muretto". •

Oratorio don Bosco e Maria Ausiliatrice


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