Due nuovi santi salesiani |
Una confusa e sanguinosa situazione di guerriglia tormentava gli inquieti territori del sud della Cina. Banditi, rivoluzionari e militari sbandati rendevano pericolosi i viaggi per terra e lungo i fiumi. Mons. Versiglia da Shiu Chow non aveva potuto visitare i cristiani di Lin Chow. Ma, verso la fine del gennaio 1930, si convinse che bisognava partire. "Se aspettiamo che le vie siano sicure - disse - non si parte più... No no, guai se la paura prende il sopravvento! Sarà quel che Dio vorrà!". Dalla residenza di Lin Chow don Caravario gli venne incontro per accompagnarlo fino alla sua sede.
Componevano la comitiva con l'anziano vescovo e il sacerdote, anche due allievi del Collegio Don Bosco, che tornavano a casa per le vacanze, due loro sorelle e una catechista insegnante. Avevano ritardato il viaggio per poter essere accompagnati dai missionari.
Partirono il 24 febbraio in treno. Il giorno dopo continuarono in barca sul fiume Pak-Kong. Fecero una breve sosta a Ling Kong How. A mezzogiorno erano già in viaggio, sul fiume, in vista della località di Li Thau Tseui. Stavano recitando l'Angelus, quando all'improvviso un urlo selvaggio esplose dalla riva. Una decina di uomini con i fucili spianati gridarono: "Fermate la barca! Approdate". "Non occorre - si rispose - perché siamo della Missione". "Approdate lo stesso", si replicò minacciosamente. Si accostano alla riva. Nella barca, sotto il tettuccio di riparo, le giovani donne intuiscono il pericolo e pregano, tremanti. Il dialogo concitato continua. "Sotto quale protezione viaggiate?". "Di nessuno - risponde il barcaiolo -, mai nessuno l'ha imposta ai missionari...". "Per punizione dovrete sborsare 500 dollari in carta europea". "Ma noi non abbiamo dollari...".
A questo punto due di loro si avventano nella barca, si mettono ad esplorare e scorgono le donne. Esplode un urlo: "Portiamo via le donne!". Ma già il vescovo e il sacerdote hanno fatto barriera di se stessi, molto dignitosamente e fermamente. Allora i briganti si avventano sui due missionari e su di oro scatenano colpi col calcio dei fucili, con randelli, tra assordanti imprecazioni e bestemmie.
Sotto la furia dei colpi il vescovo per primo stramazza a terra. Il sacerdote continua la lotta da solo, finché si accascia a sua volta mormorando: "Gesù... Maria!". Le donne resistono ancora. "Figliola - mormora il vescovo a Maria Thong - aumenta la tua fede". La lotta continua, ma le forze sono ormai impari. Non è più questione di permessi di transito, ne di salvacondotti, ne di gabelle da pagare. L'odio contro i missionari e la passione verso le donne sono rimasti i veri motivi di tanta ferocia.
I missionari sono legati e trascinati in un bosco vicino. Si sente uno dei briganti imprecare: "Bisogna distruggere la Chiesa Cattolica!". I due giovani vengono allontanati con le armi spianate. Le donne tremano stringendo il crocifisso. Lo strappano loro. "Perché ami questo crocifisso? Noi lo odiamo, lo odiamo..."- Mons. Versiglia e Don Caravario compresero che era giunta l'ora di testimoniare Cristo anche col dono della vita. Sereni in volto, presero a pregare ad alta voce, si posero in ginocchio e si confessarono a vicenda.
Improvvisamente, cinque colpi secchi di fucile. Il martirio è consumato. I due giovani e le tre ragazze hanno visto e sentito tutto. Riferiranno l'accaduto nei minimi particolari. Le giovani donne, in lacrime, dovettero seguire i loro aggressori; ai giovani fu intimato di partire senza voltarsi indietro. Le spoglie dei Martiri furono raccolte e sepolte a Shiu Chow; in seguito, secondo attendibili notizie, dissepolte e disperse. Ma il loro ricordo vive, nella gloria del martirio!
Beatificati il 15 maggio 1983 da Giovanni Paolo II, vengono canonizzati col gruppo dei 120 Martiri cinesi il 1° ottobre 2000. Ci danno un grande insegnamento.
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