La missione: globalizzare la solidarietà

Intervista al Cardinale Maradiaga, arcivescovo Salesiano di Tegucigalpa

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"Il progetto iniziale del Signore è la cattolicità, che costituisce anche la vera risposta alle sfide della globalizzazione." Così si presenta il cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras), 58 anni, salesiano, con una solida formazione in teologia e scienze umane, personalità poliedrica, cultore di musica classica. Della sua nomina si dice: "E' stato come se il Brasile avesse vinto il mondiale di calcio: l'Honduras ha sentito che gli occhi del Papa si erano fissati sulla nostra terra". Il colloquio prende avvio dall'appello del Papa ai porporati affinchè aiutino il Successore di Pietro, soprattutto in ambito ecumenico. "Per tutto il Giubileo, il Papa ha enfatizzato questo aspetto, sottolineando l'idea dell'unità. Come arcivescovo di Tegucigalpa ho aperto le porte ai fratelli separati, dialogando con gli episcopaliani, con gli ortodossi, con una piccola comunità ebrea. Solo le sette mi hanno risposto che il dialogo è pericoloso".

Il Papa nella "Novo Millennio Ineunte" rilancia con forza il tema della comunione. Che ne pensa?

Penso che comunione e collegialità siano la forza della Chiesa: I Sinodi sono stati e sono molto importanti anche per tale aspetto, per superare i limiti geografici della diocesi ed esercitare la corresponsabilità ecclesiale su una regione, su un continente. Da questo punto di vista è importante rilanciare il ruolo dei laici, come fa anche il Papa nella lettera post-giubilare.

Una Chiesa unita può rispondere meglio alla sfida della globalizzazione economica?

Sì, senza dimenticare che la globalizzazione del progetto iniziale del Signore si chiama cattolicità. Che è di più della presenza della Chiesa in tutti i continenti, e riguarda proprio l'universalità in vista della comunione.

In che modo gli effetti della globalizzazione si sentono in Honduras?

I Paesi dell'America Centrale sono sei nani di fronte ad un mondo gigantesco. Come cardinale penso di poter servire in America Centrale promuovendo l'integrazione, perché i nostri sei Paesi hanno 50 milioni di persone e insieme possiamo costruire un futuro migliore.

il cardinale salesiano

L'annullamento del debito estero dell'America Latina potrebbe consentire una ripresa economica definitiva?

Un terzo del nostro Prodotto Interno Lordo è destinato a quello che, eufemisticamente, viene definito "servizio di debito". L'Honduras, come altre nazioni del continente, non è stato soffocato dal debito estero, ma dagli interessi che si sono accumulati negli anni. La speranza è che la sensibilizzazione messa in atto dal Giubileo possa creare una coscienza collettiva propizia e spinga i Paesi creditori a interrompere questa dolorosa spirale.

Le difficoltà economiche dell'America Latina indeboliscono le democrazie?

Le democrazie nel continente sono deboli perché esiste una corruzione dilagante. Spesso le elezioni presidenziali rappresentano un business dove i candidati, appoggiati da lobbies di diverso tipo, investono con l'obiettivo di arricchirsi una volta raggiunta la massima carica dello Stato. Non penso, però, che il problema sia di carattere solo economico. La più grave piaga dell'America Latina è la mancanza di educazione, i valori etici e morali. Ciò sta anche alla base della sub-cultura della violenza che dilaga in tutta la regione.

La Chiesa denuncia la globalizzazione. Ma come può incidere davvero?

Non dobbiamo solo denunciare ma anche annunciare. La risposta cristiana è, come ha detto il Papa: globalizzare la solidarietà. Le nostre culture non sono solidali, l'individualismo capitalista con la tentazione del "si salvi chi può", è l'esatto contrario della solidarietà. Tutti possiamo fare qualcosa: noi il 21 gennaio abbiamo organizzato una colletta speciale per i terremotati del Salvador e nella storia dell'arcidiocesi non c'è mai stata una raccolta così alta. Ecco l'annuncio, la solidarietà!.

da avvenire quotidiano cattolico
del 23 febbraio 2001
intervista di Fabrizio Mastrofini e Gherardo Milanesi

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