Il liceo scientifico sportivo

La novità scolastica del 2001

Intervista al Prof. Vittorio Ottonello, Coordinatore del Liceo Scientifico Sportivo..

Complimenti per aver dato vita al primo progetto italiano Scolastico Sportivo sperando che sia capostipite di una nuova visione dell'istruzione, dello sport, e del valore della dimensione psicofisica.

Grazie per i complimenti

Considerando la scuola italiana pressoché cieca verso l'attività fisica e lo sport, da dove è partito questo progetto e quali difficoltà istituzionali e culturali avete dovuto affrontare?

Il progetto è partito dalla valutazione delle mie esperienze personali da studente, atleta, docente presso nove scuole medie superiori, e da dirigente sportivo, capo-delegazione della squadra italiana di atletica leggera e responsabile del centro Italia sempre della FIDAL.
In questi lunghi anni ho potuto constatare di persona quanto sia difficile se non addirittura impossibile coniugare le esperienze scolastiche con quelle sportive.

Fortunatamente non ho incontrato difficoltà in quanto la disponibilità dei responsabili dell'istituto Don Bosco di Genova Sampierdarena è stata immediata e totale.
Il direttore Don Alberto Lorenzelli ed il Direttore del Centro Sportivo Dott. Luca Verardo hanno recepito subito l'importanza del progetto, e lo hanno realizzato.

Non abbiamo dovuto richiedere particolari autorizzazioni in quanto viene rispettato il curriculum didattico previsto per i licei scientifici.

Avete seguito modelli di istituti stranieri?

Non abbiamo seguito alcun modello straniero.

Quali risultati sportivi si devono conseguire durante gli anni di studio?

La partecipazione al liceo Scientifico sportivo è aperta agli studenti atleti e l'unica condizione è che siano in attività agonistica certificata dal CONI provinciale.

Qual è la funzione dei test fisici mensili?

Le prove mensili di valutazione funzionali vengono effettuate su quegli atleti che, in accordo con le rispettive società sportive di appartenenza, richiedono di effettuare la preparazione atletica e/o parte dell'allenamento presso il nostro istituto. Servono, pertanto, per valutare in maniera oggettiva l'andamento della preparazione.

Quali ripercussioni positive si potrebbero avere sul settore giovanile?

Notevoli, in quanto potrebbero essere ridotti gli abbandoni dell'attività sportiva agonistica per l'impossibilità di conciliare delle esigenze scolastiche con quelle sportive.

I futuri studenti-atleti troveranno finalmente un habitat ottimale per sviluppare unitamente la dimensione intellettuale e quella fisica

Vista l'esasperazione del mondo sportivo, riuscirete a garantire un loro spazio primario e non un'attività importante ma comunque satellite dei progetti delle società sportive? Saranno studenti- portivi, o studenti aspiranti campioni?

Lo sport ha un ruolo fondamentale nella formazione della personalità, e tra i suoi primari obiettivi ritroviamo la realizzazione ottimale delle potenzialità del singolo. Per raggiungere questo traguardo occorre: impegno, serietà, costanza, fatica, accettazione delle regole, e rispetto della propria persona e dell'avversario. Occorre quindi dedicare ore ed ore all'allenamento sapientemente guidato e mirato da allenatori ed educatori.
La lezione dello sport che noi cerchiamo di far apprendere è sintetizzabile in poche parole: praticare sport significa ricercare il miglioramento dei propri risultati attraverso l'impegno costante, l'applicazione, il rigoroso rispetto delle regole tecniche ed etico-morali. Il campione di oggi formato su questi principi, sarà un cittadino migliore domani.

Al "De Coubertin" diritto allo studio e allo sport saranno finalmente garantiti a giovani atleti affermati aiutandoli nel loro consistente impegno.
In futuro sarà possibile offrire quest'opportunità educativa a tutti: a coloro che amano e praticano lo sport con la speranza di ottenere buoni risultati, e non in secondo luogo, a chiunque si vogli avvicinare allo sport, anche senza che la prestazione agonistica e il risultato, siano l'unica discriminante?
L'importante e il movente per qualsiasi sportivo è vincere la partita. Sarebbe bello farvi partecipare tutti no?

La scuola è un'istituzione educativa, formativa e quindi dovrebbe fornire a tutti gli studenti l'opportunità di sviluppare tutte le attitudini nel rispetto dell'unità psicofisica della persona. Purtroppo lo spazio per l'educazione attraverso il movimento e lo sport (educazione fisica) è, ancora oggi, inadeguato alle reali necessità. Noi abbiamo lanciato un macigno nello stagno.

Già molti istituti italiani ci hanno contattato per aprire analoghe realtà. Tutti hanno il diritto di trovare nella scuola risposte alle insopprimibili esigenze di motricità e sport. Noi abbiamo voluto assecondare le esigenze di chi vuole impegnarsi seriamente nello studio e nello sport. •

A cura di Alberto Rinaldini.


[Torna alla pagina precedente] [home page]