Al Tempietto per imparare

Una nuova esperienza didattica

contro la mafiaDall'altare, duro appello contro la mafia e i giochi di potere dietro la droga.

Appassionata fruitrice di teatro, da quello tragico a quello'comico fino al teatro lirico, che è forse l'espressione artistica che tocca più nel profondo le mie emozioni, ho per anni coltivato il progetto di avvicinare i miei alunni al complesso ed affascinante mondo della drammaturgia, con lo scopo di renderli spettatori consapevoli e abituali.

E così non sono mai mancate, all'interno dei miei annuali piani di lavoro, lezioni dedicate al teatro insieme alla frequentazione dei teatri cittadini nelle ore del mattino oppure, più spesso, in quelle serali.

E' di quest'anno, invece, il fortunato incontro con l'Associazione culturale Lunaria promotrice di un'iniziativa di grande interesse didattico: sette conferenze spettacolo sul teatro e la sua storia, con lo scopo di far conoscere sette grandi autori che ne sono i pilastri portanti.

L'idea, promossa da Daniela Ardini, di parlare del teatro in chiave didattica proponendo l'ascolto dei principali passi di ogni opera esaminata, mi è parsa talmente interessante da accarezzare l'idea di ospitarla nella sala del Tempietto per proporla come attività formativa a tutte le classi del Liceo Scientifico e dell'Istituto Tecnico.

L'iniziativa, che ha incontrato il favore delle colleghe docenti di lettere ed è stata sostenuta dal direttore don Alberto Lorenzelli e dal preside don Sauro Bertolozzi, ha preso il via ai primi di marzo per concludersi il 17 di maggio.

Con abilità e competenza Daniela Ardini ha guidato gli studenti in un viaggio affascinante attraverso la storia (dall'antichità classica all'età contemporanea), i generi (tragedia e commedia in alternaza), e gli autori (Sofocle, Plauto, Shakespeare, Goldoni, Shiller, Ibsen, Pirandello), autentici capisaldi della drammaturgia. Sempre attenta ad allacciare fili fra opere ed autori lontani nel tempo, o a guidare gli spettatori a cogliere nuove prospettive e nuove aperture.

Sul palco gli attori, tutti assai bravi, hanno fatto rivivere passi fondamentali di ogni opera, interpretando ruoli impegnativi e trasmettendo emozioni al pubblico in platea. Essenziale ma efficace la scenografia, un semplice telo su cui proiettare immagini; appropriata "la colonna sonora" dietro alla quale, ho appreso nel corso di una conversazione, c'è un'accurata ricerca musicale.

incontro con i politici

L'applauso, sempre caloroso a conclusione di ogni incontro, ha sottolineato il gradimento di un pubblico numeroso, ancora acerbo ma comunque attento ed esigente.

Lezione di teatro, non in classe, non con l'insegnante (sempre lei, onnipresente) , ma a teatro, seduti in una comoda poltrona, ad ascoltare chi in teatro ha costruito la propria professione con passione e con rigore. E' un modo inusuale per conoscere opinioni e temi sempre attuali, mai tramontati perché universali; è il modo forse più efficace ed incisivo per coniugare l'apprendimento col piacere di apprendere.

Che dire ancora? Il prossimo anno si replica: la formula però, non le opere, che saranno diverse ma altrettanto immortali.

MA NON SOLO LEZIONI...

Volendo comporre una rapida sintesi delle altre attività svolte relativamente al teatro, nel corso del corrente anno scolastico, non posso non indicare quelle serali, che hanno visto la presenza di un gruppo di appassionati:

  1. "La bottega del giovane scrittore"
    intervista a Vincenzo Cerami, il celebre sceneggiatore del film "La vita è bella", condotta da Bruno Gambarotta, al teatro Modena
  2. Tré serate organizzate dal Comitato per le Celebrazioni Verdiane e dal teatro Carlo Felice sui rapporti fra le opere di Giuseppe Verdi e le loro fonti letterarie:
  3. Opere teatrali (teatri della Corte)

Rita Barletta

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