Si dice che ogni giovane "culli nel cuore" un sogno per il suo futuro... in vista di una vita felice.
Anche il Signore, entrando nella storia e assumendo natura umana nel Verbo, ha un sogno: un'umanità che trovi la felicità nell'amore, un'umanità senza divisioni cui affidare il dono della vita, in un mondo da custodire nella giustizia e nella pace.
Un sogno intinto nel sangue della croce, per salvare la nostra libertà. Un sogno affidato a noi!
Che cosa ne abbiamo fatto? Ci troviamo nel vortice di una guerra "globale terroristica, batteriologica e chimica..." mentre sembrava che l'umanità fosse avviata verso un futuro sereno, mossa da una globalizzazione economica che tendeva a farsi anche politica e solidale. Il 2001 si chiude invece nell'angoscia, divenuta globale la mattina dell'11 settembre...
Di fronte all'impotenza degli uomini di riprendere la strada della pace e della giustizia, chi ci salverà?
Quel "sogno" divino non è andato in frantumi. Il volto di Dio ha anche il volto di Gesù, che a Natale si avventura su questa terra di uomini spaventati per "manifestare la tenerezza di Dio" e ripete che la dignità di ogni uomo va rispettata. Non siamo orfani e la speranza caccerà il terrore, se Gli restituiremo spazio nel nostro mondo a partire dal nostro cuore. E la "nuova pace" ritornerà a splendere con il nuovo Natale dell'umanità pacificata con la giustizia.
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