Studenti e atleti da podio nel primo liceo sportivo

Genova. Antonio Rizzo di Pantelleria ha l'ambizione di diventare il Vieri del futuro; Emanuele Volpara di Ovada, nel basso Piemonte, il centrocampista della nazionale. A completare la mini formazione di 14enni ecco un loro coetaneo del Gabon, dalla pelle scurissima, come gli altri in convitto dai salesiani del Don Bosco di Genova, mentre sua madre lavora ad Ancona. Uniti dalla passione sportiva ma anche dalla consapevolezza che la cultura è dote primaria nella vita, sono a Genova per coniugare sport e scuola grazie al primo liceo scientifico-sportivo in Italia:: due classi per 42 studenti, con équipe medica, psicologi dello sport... L'iniziativa pilota partita quest'anno ieri ha avuto il battesimo ufficiale.

"Lo scorso anno ero in una squadra di Messina - spiega Antonio - ed era difficile rendere sui banchi e sul campo contemporaneamente; ora mi ha acquistato la Sampdoria giovanissimi. Una fortuna stare a Genova, dove posso giocare e studiare grazie a questo liceo. Al Sabato non c'è scuola e il Lunedì si inizia alle 9,30; le lezioni durano 45 minuti. Mi trovo bene con i compagni e mi piace l'italiano".

Speculare Emanuele, giovanissimo invece del Genoa: "Lo sport aiuta ad essere più amici anche a scuola. Con questo liceo riesco finalmente ad allenarmi due ore al giorno e rispetto a chi frequenta le normali medie superiori ho un'analoga preparazione scolastica. Lo scorso anno ho faticato molto per portare avanti sport e studio insieme". L'africano invece non nasconde l'unico scopo di diventare un grande calciatore: "Però - ammette – non si può fare a meno della cultura e questa scuola è la sola maniera per mettere assieme le due cose; se no giocherei solo al calcio".

Le genovesi Ilaria Variante e Tania Tosi, compagne di classe dei calciatori, hanno deciso di frequentare il liceo salesiano perché non escludono un futuro da professioniste sportive: pallavolista la prima, nuotatrice la seconda. Entusiastiche le testimonianze di chi frequenta il liceo ad hoc per sportivi agonistici. Occasione la presentazione di ieri, con ospite illustre Geoffroy de Navicelle, nipote di Pierre de Coubertin: prima ne ha scoperto un busto, poi ha definito "fratelli", quanto a vocazione educatrice verso i giovani, l'illustre zio e il grande Don Bosco. Idea condivisa da padre Alberto Lorenzelli, direttore dell'istituto, che ha spiegato come la novità pedagogica tenga conto del valore e dell'importanza che l'attività agonistica ha raggiunto nel nostro Paese.

Dino Frambati

[Torna alla pagina precedente] [home page]