Agli ex-allievi ed amici

Don Alberto Lorenzelli - Direttore dei Don Bosco

130 anni fa

Don Bosco arrivava a Sampierdarena carico di speranza e di profezia. Gli inizi umili dell'Istituto non facevano certo prevedere uno sviluppo così continuo. Nessuno si sarebbe aspettato tanto: solo Don Bosco e qualcuno a lui più vicino.

Poco tempo dopo l'arrivo a Sampierdarena, e precisamente 125 anni fa, don Bosco ritornò nella nostra casa. All'ora del pranzo, circondato da benefattori, salesiani e amici, mentre la banda dei giovani faceva echeggiare l'aria di una marcia festosa, il Buon Padre fece una profezia.

Don Bosco - osservò uno dei presenti - chi avrebbe immaginato che l'Ospizio avrebbe preso tanto incremento! I quaranta giovani si sono moltiplicati... Saranno ormai duecento.
Sono duecento - rispose Don Bosco - ma cresceranno ancora.
Mi pare che sia già un numero rilevante.
Cresceranno, e un giorno se ne conteranno trecento e quattrocento e più ancora. Questa Casa per numero e importanza non sarà meno dell'Oratorio di Torino.

Con non poca emozione, oggi, vediamo che quella profezia sta avverandosi. Con gioia vediamo i nostri cortili brulicare di ragazzi, dai più piccoli ai più grandi e non possiamo fare a meno del loro vociare festoso come dei loro schiamazzi. Senza nessuna presunzione di merito vediamo l'Opera crescere... numericamente e, soprattutto, qualitativamente. Qualche tempo fa il Sottosegretario alla Pubblica Istruzione, in visita alla nostra casa, mi chiedeva: "quanti giovani frequentano la vostra opera?" Ho fatto fatica a dire un numero: più di 700 nella scuola, un migliaio nell'Oratorio, un altro migliaio nelle sportive e poi ancora e ancora...

È il cuore di Don Bosco che si allarga: in ogni salesiano giovane o anziano, negli insegnanti, animatori e educatori laici... nei genitori e benefattori, vive il carisma salesiano che crea quel clima di famiglia voluto dal Santo in ogni sua casa.

UNA PACE DURATURA

Nella Bibbia, nel libro del Qoelet, c'è una pagina suggestiva che dice: ...Per tutto c'è il suo momento: c'è un tempo di tacere e un tempo di parlare, un tempo di amare e un tempo per odiare, un tempo di far la guerra e un tempo di pace...

Penso che il tempo della guerra dovrebbe già essere finito. Troppe guerre, troppo odio, troppe ingiustizie, troppe vendette abbiamo visto nel secolo appena lasciato alle nostre spalle ma purtroppo, ancora oggi, il tutto continua. È il tempo della pace. Dobbiamo superare il bisogno di fare sempre giustizia e far prevalere la legge del più forte.
Gandhi, profeta della non violenza diceva: "Non c'è nessun cammino per la pace; la pace è il cammino. La non violenza richiede

Tutti conosciamo le difficoltà del vivere in società. I conflitti all'interno delle coppie, nelle famiglie, fra colleghi di lavoro, fra amici, fra vicini provocano ferite che, se non curate, possono rompere il nostro equilibrio psicologico. Tutti hanno bisogno di perdonare per ristabilire la pace e continuare a vivere insieme. Soltanto il perdono può fermare i gesti ripetitivi della vendetta e trasformarli in gesti creatori di vita e di speranza.

Con Giovanni Paolo II, profeta del nostro tempo e spesso voce isolata, dobbiamo gridare la nostra voglia di pace e fare nostra la sua preghiera: "Liberaci dal male! Liberaci dalla guerra, dall'odio, dalla distruzione delle vite umane. Non permettere che uccidiamo! Non permettere che siamo usati come mezzi a servizio della morte e della distruzione... Difendici dalla guerra, da qualsiasi guerra, Padre della vita e datore di pace. Ti supplichiamo per tutti i popoli del mondo, per tutti i paesi e per tutti i continenti. Ti supplichiamo in nome di Cristo, principe della pace" (Giovanni Paolo II).

QUANTI SOLDI HANNO I SALESIANI?

In questi ultimi anni il "Don Bosco" di Sampierdarena ha cambiato faccia: una unica comunità salesiana in stretta collaborazione con le Figlie di Maria Ausiliatrice anima i giovani di un intero quartiere. Le iniziative si sono moltiplicate:

un forte ampliamento del servizio educativo a favore dei ragazzi e dei giovani che hanno popolato un Oratorio accogliente e i campi verdi.

Degli ambienti residui, uno spazio è stato concesso in affitto ad uso commerciale: II Don Bosco ha cambiato anche identità e i suoi obiettivi? No! L'aspetto commerciale è una necessità per poter sostenere economicamente le attività educative.

In particolare, tra le varie iniziative da cui la storia del Don Bosco è segnata, c'è la Scuola: una istituzione da cui sono usciti migliala e migliaia di giovani cresciuti con uno stile educativo chiaro e riconosciuto. Ma oggi questa Scuola è in difficoltà economica, soffocata da costi sempre più elevati e da una politica miope che vede l'Italia - unica in Europa – rifiutare un sostegno alla Scuola pubblica Non Statale. Tante altre scuole non statali sono già state sacrificate per mancanza di sostegni e hanno dovuto chiudere la loro gloriosa storia. Il Don Bosco di Sampierdarena non vuole chiudere le sue Scuole. Sono molti i benefattori che ci aiutano a tenere aperta la scuola anche per famiglie povere: sono milioni offerti ogni anno per borse di studio; ma non bastano per rispondere alla domanda. Allora il Don Bosco cerca soldi, come può, in modo legittimo; affittando ad esempio, i suoi spazi liberi, per tenere rette accessibili a tutti.

Ma la Comunità del Don Bosco è attenta non solo alla Scuola: presto tutto un settore su via Pelando verrà ripensato per l'attenzione ai poveri e ai problemi delle famiglie, un "Centro Caritas" che verrà a completare il volto della nostra presenza cristiana nel quartiere di San Gaetano e nell'intera Circoscrizione. È un sogno che i Salesiani si portano dentro da anni! Presto sarà realizzato.

SEMI DI SPERANZA

Francesco De Ruvo, un giovane animatore del nostro Oratorio, ha scelto di diventare salesiano. Ha maturato il cammino di discernimento vocazionale nella nostra casa e oggi a Pinerolo, nel nostro noviziato, continua il suo cammino di formazione e di maturazione vocazionale. A lui esprimiamo il nostro augurio e lo seguiamo con la nostra preghiera. Non possiamo esimerci di dire il nostro grazie a papa Nino e a mamma Angela per la loro generosità e la testimonianza. Una vocazione è dono di Dio e segno della vitalità di tutta una Comunità. Diversi altri giovani nella casa di Sampierdarena si interrogano sulla propria vocazione. Sono semi di speranza.

Benedict, il direttore, don sillo, Simone, Vinh, Balasamy Un grazie e un augurio lo rivolgiamo ai nostri giovani salesiani Freddie Pereira, Francesco Huan, Kamil Pozorski e Taras Mylyan, che bene hanno lavorato in questi anni tra i nostri giovani. Ora sono impegnati nello studio della Teologia in cammino verso il sacerdozio.

ARRIVI, PARTENZE E AVVICENDAMENT1

Chi al Don Bosco di Sampierdarena non conosce don Pelato? Ha dedicato 31 anni di servizio generoso e competente alla Scuola Media. Varie generazioni di ex-ailievi hanno potuto apprezzare le sue doti umane. Quest'anno ha lasciato l'insegnamento e svolge la sua attività pastorale nella nostra Parrocchia. A lui la gratitudine e la riconoscenza per il lavoro svolto da parte di tutta la Comunità educante e salesiana.

Un saluto e un grazie lo rivolgiamo ai Professori Rosanna Calcagno, Roberti Daniela, Colombari Elena e Gavazza Maurizio che lasciano l'insegnamento della nostra scuola.

Un Benvenuto e l'augurio di un lavoro proficuo con i nostri giovani e nell'attività pastorale ai salesiani don Livio Mazzolo, don Balasamy, don Adamiak, al Sig. Roberto Lionelli, a Benedict, Wojciech, Giuseppe Vinh; ai nuovi docenti della scuola: Prof.ssa Claudia Muzio, Prof.ssa Elisabetta Ghezzi, Prof.ssa Francesca Carbone, Prof.ssa Maria Grazia Valle, Prof.ssa Laura Bacchieri, Prof.ssa Greta Cencetti; alle maestre Laura Longinotti, Denise Bisio, Tea Abbondanza e Paola Cantoni.

Carissimi amici ed ex allievi
non so augurarvi nulla di più bello per questo Natale che godere dell'Amore di Dio per noi.
La luce che irradia dalla culla di Betlemme entri nel vostro cuore come augurio di pace, di speranza e di amore.
Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Natale
Il direttore

don Alberto Lorenzelli

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