Il Papa l'ha definita "l'imprenditrice dei poveri". E a lei si ispirerà una prossima fiction televisiva, dopo che la sua dedizione ai poveri e a chi ha bisogno, le ha fatto ottenere riconoscimenti in varie parti del mondo. L'ultimo pochi giorni fa ad Assisi: il "Mandir della pace", e di recente anche la "Mimosa d'oro" per la festa della donna di quest'anno.
Sono onori del tutto meritati da suor Nancy Pereira, 78 anni, nativa di Puducurichy nel Kerala la regione più cattolica dell'India. La missionaria è stata per qualche giorno ospite del grande complesso "Don Bosco" di Genova, appartenente alla sua famiglia religiosa, quella salesiana.
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È grande il fascino dell'amore e del senso di carità che suor Nancy emana e si comprende come molti l'accomunino a Madre Teresa di Calcutta. "lo aiuto la gente a vivere con dignità; lei aiutava a morire come si conviene, in pace con Dio. Ma lo slancio missionario è lo stesso", commenta la suora. A chi è accorso ad ascoltare le sue esperienze ha spiegato che il Centro della sua attività missionaria è a Bangalore, metropoli indiana con tre milioni di abitanti, considerata prima nel mondo per la ricerca elettronica. |
Ma alla cui periferia vivere è terribile, con addirittura sei intere famiglie che possono vivere ammassate in un'unica stanza di soli dieci metri quadrati. Piena di disperati che arrivano da tutta l'India a cercare lavoro in una città dove sanno di poterlo trovare. Ma è lavoro pesantissimo, che distrugge il fisico. Tanto che quegli uomini di fatica la sera si abbandonano al vino.
"È la piaga principale - dice la suora e abbiamo iniziato una campagna per contrastarla, con qualche successo. Innanzitutto usiamo la dissuasione, parlando con loro e le loro donne. Ma anche con un'equipe di medici e psicologi". Altri mali contro cui lottano le missionarie di don Bosco sono l'ignoranza e l'analfabetismo. "Cerchiamo almeno di insegnare a leggere", prosegue suor Pereira, sottolineando come il compito non sia facile in un posto dove talvolta le vedove si uccidono con i figli per non rischiare di venire escluse dalla società. La religiosa ha inoltre il merito di costruire quasi un punto d'incontro tra la fede occidentale e quella orientale perché nella missione il dialogo tra le religioni è realtà quotidiana: pregano infatti assieme cattolici e induisti, che costituiscono la maggior parte delle ventisette persone dello staff della salesiana e di altre tre consorelle. "Religione diversa commenta suor Nancy - ma stessi valori morali. Si prega insieme mezz'ora ogni mattina e due ore al Sabato, quando invitiamo tutti ad unirsi a noi e molti effettivamente vengono", racconta. Nel resto del tempo è lavoro e impegno comune per alleviare i disagi di chi vive in quel quartiere disperato. Sono cinquemila le adozioni a distanza ottenute dall'azione missionaria della suora, che ha anche aperto a Bangalore una banca per prestare denaro a chi, altrimenti, non l'otterrebbe mai. |
LA SUORA DEI POVERI |
Suor Nancy, infine, è turbata dai recenti avvenimenti di violenza, incomprensibili per la sua vita dove c'è spazio solo per l'amore. "Occorre agire sui bambini - esorta - formarli ad una moralità solidale. Solo così avremo una coscienza per cui certe cose non si ripeteranno più. Educare insomma, proprio come don Bosco".
Dino Frambati
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