Sta lì, seduto, mordicchiando nervosamente la penna stretta nella mano destra, mentre la sinistra gli regge il capo, formando un'impronta nella sua ispida chioma copiosamente ingollata. Poi, all'improvviso, si illumina e mi chiede:
"Obbie, senti un po', non ho
capito perché due più due fa quattro e due per due fa
sempre quattro! Ma allora che differenza c'è tra la somma ed
il prodotto?"
Succede sempre così: credi di
essere padrone della situazione, di fronte a tè c'è
soltanto un ragazzo, un adolescente, ma con tutti i suoi dubbi mette
in crisi anche le certezze matematiche. Ma poi in definitiva cosa sta
cercando di chiedermi, di comunicarmi...?
E già, non esiste una formula
matematica in grado di risolvere tutti i suoi dubbi, le sue
incertezze, e comunque se gli parlassi col linguaggio matematico
sarei per lui come uno straniero, un estraneo. E adesso è lì,
con quei grandi occhi sbarrati che mi squadrano, ma la mente è
rivolta altrove. Allora bisogna pensare come lui, schioccare le dita
ed attirare la sua attenzione.
Estraggo dalla tasca due caramelle e
gli rispondo.
"Vedi queste due caramelle
gommose?"
"Buone."
"Ecco, prova ad aggiungerne zero!"
"Ma non cambia niente!"
"Bravo!" "Ora ti faccio
vedere cosa succede se le moltiplico per zero." - Così dicendo le ingoio -
"Obbie, mi sa che ho capito: la
prossima volta le moltiplico io!"
- Ed esplode nella sua classica risata
senza senso - "Tieni!" - Gliene lancio una -
"Grazie obbie! Se non ci fossi
tu..."
"Se non fossi qua, sarei a fare
marce ed a sparare contro delle sagome di legno."
"Ah, ah, ah!!! Allora sei una
femminuccia!"
"Non direi, piuttosto ho fatto una
scelta!"
"Non dirmi che hai scelto di fare
l'obiettore perché ci credi! L'hai fatto per comodità,
vero?"
"Vedi, quando si arriva al punto
di dover decidere fra il servizio miliare ed il servizio civile nasce
un problema grosso: sei abituato al tuo solito tram-tram e di colpo
devi decidere come spendere un anno della tua vita per fare
dell'altro. Allora, egoisticamente, ho pensato a quello che mi
sarebbe convenuto di più."
"Ahaa, lo ammetti!"
"Si, ammetto di aver pensato che
sarebbe stato meglio fare qualcosa di utile: la sagoma di legno non
trae molto vantaggio dai miei spari, mentre una testa di legno forse
ha più bisogno di me!" Così dicendo gli batto la mia
mano sul suo capo.
"La testa di legno sarei io?" "Obbie, ma perché hai deciso di fare l'Obbie?" |
Già mi capita spesso di
pensarci, abituato al tuo tram-tram e impegnato a realizzare i tuoi
progetti, quando di colpo devi bloccare tutto e spendere un anno
della tua vita a fare dell'altro. Allora, forse anche egoisticamente,
cerchi di fare qualcosa di utile per tè e per gli altri. Ho
deciso di spendere i miei dieci mesi di leva animato principalmente
dalla convinzione che, con le mie capacità, sarei stato più
utile come obiettore che come soldato. Senza voler demonizzare i miei
coetanei che impugnano le armi per difendere lo Stato, io preferisco
provvedere in modo differente al bene del mio Paese. Aborro ogni
violenza e tipo di guerra: per questo sono obiettore, ma non biasimo
chi è disposto a sacrificare se stesso per cercare di
difendere, come soldato, l'incolumità e la sicurezza, la
giustizia a la legalità. Credo che in sé nessuna guerra
sia giusta o santa. Non esiste ne santità ne giustizia nella
guerra: la guerra distrugge, non edifica! Tuttavia, so bene, che non
esiste vera pace senza la giustizia... È il dramma che dall'11
settembre 2001 ci tormenta tutti.
Io mi sono schierato dalla parte degli obiettori, ossia a favore di quell'esercito di ragazzi inermi che marcia senza divisa e cerca di promuovere il bene della comunità civile, tenendo desta la fiaccola della vera pace. Noi obiettori adempiamo a questo compito attraverso le opportunità di servizio che lo Stato ci offre.
Tra queste rientrano anche tutte le
attività pedagogico-educative dei Salesiani che dalla prima
infanzia seguono l'adolescente fino alla maggiore età.
"Allora obbie, mi rispondi o tè
la conigli?"
"Scusami, stavo riflettendo! Ho
deciso di fare, come dici tu, l'Obbie per tè e per tutti i
tronchi di legno come tè, che se non vengono sagomati o
carteggiati a dovere finché sono teneri, non oso immaginare
che cosa potrebbero diventare o combinare in un domani!"
Gli Obiettori del Don Bosco
| [Torna alla pagina precedente] | [home page] |