Per capire il nostro tempo

corso di formazione politica

Guardare al futuro

La sfida dell'impegno civile al servizio della Comunità

E ricco di novità questo autunno per l'Istituto "Don Bosco" di Genova-Sampiedarena. Dopo l'inaugurazione del Liceo Scientifico Sportivo "Pierre de Coubertin", ecco un'altra new-entry nella già vasta gamma di attività della "città dei ragazzi": il Corso di Formazione politica per giovani e non solo, che è stato presentato sabato 3 novembre alle ore 10 con una conferenza aperta alla città presso il Tempietto di Sampierdarena.

Alla giornata inaugurale hanno partecipato tra gli altri Padre Bartolomeo Sorge che ha fatto un intervento dal titolo: "L'attualità italiana tra spinte innovative e conservatorismi", mentre Rosy Bindi ha parlato di: "Idealità e speranza nel servizio politico".

Il corso procede su due binari distinti ma complementari.

Il primo è affidato al prof. Eugenio Torre dell'Università di Genova che conduce il Corso Sistematico di Scienza della Politica. Perché si è usato il termine "scienza"? Il motivo è semplice. Ci si propone di capire l'oggi partendo dall'attualità per arrivare, a ritroso, alle origini dei fatti con un processo induttivo. Ciò che conta è fornire adeguati strumenti di analisi degli eventi, necessità primaria dopo l'attentato dell'11 settembre a New York a cui è stata dedicata la prima delle quindici lezioni intitolata: "11 settembre 2001 : svolta epocale".

Il secondo percorso comprende conferenze e dibattiti aperti al pubblico al Tempietto come la presentazione del libro: "Afghanistan, anno zero" con la partecipazione dell'autore Giuliette Chiesa e il confronto tra la religione islamica, ebraica e cristiana: cosa le accomuna e cosa le divide? Altri grandi temi verranno affrontati con "l'incontro con il personaggio". Segnaliamo, in particolare, la globalizzazione, mentre sulla bioetica ha promesso la sua partecipazione anche il cardinale di Genova, Dionigi Tettamanzi.

Infine con l'avvicinarsi delle prossime elezioni per il rinnovo delle giunte comunale e provinciale, sono previsti incontri aperti alla città con i candidati dei vari schieramenti per la presentazione dei loro programmi.

Le lezioni del Corso di Formazione politica si tengono a cadenza settimanale, previa iscrizione, il venerdì dalle 17 alle 18.30 presso la sala audiovisivi del "Don Bosco" di Sampierdarena. Al termine agli studenti interessati verrà rilasciato un attestato di frequenza a chi avrà seguito con assiduita documentata dalle firme di presenza. Il corso, inserito nell'ambito dei crediti formativi, è di aiuto per la stesura di tesine in vista dell'esame di Stato.

Il corso non ha la finalità di formare dei professionisti della politica ma di motivare chi vi partecipa a "educarsi" alla politica in modo critico. Se qualcuno vorrà proseguire con un impegno vero e proprio percorra strade più specialistiche ricordando ciò che diceva Longanesi: «La politica è un appello a cui troppi rispondono senza essere stati chiamati». Se pochi possono essere dotati del "talento" della politica, tutti abbiamo bisogno di "capire e operare oggi". Come direbbe Don Bosco "essere onesti cittadini e buoni cristiani".

Donatella Borioli
Segretaria del Corso

15 Lezioni tenute dal prof Eugenio Torre
"Per Capire il nostro tempo"
    Tematiche
  • 11 settembre 2001: Svolta epocale
  • I taliban
  • La globalizzazione
  • La nostra epoca
  • evoluzione della politica: i partiti, gli elettori
  • l'economia politica
  • il potere ed il governo
segretaria: dott.ssa Donatella Bortoli
direttore del corso: prof Alberto Rianldini
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Scuola di politica

Per tentare di capire e operare oggi

Indifferenti o disinteressati al mondo della politica, a volte nauseati. Così era presentato il "pianeta giovani", anche dai sociologi, ma il primo anno del 2000 ha messo in dubbio tale cliché.

C'è nell'aria un bisogno di "politica", lo si percepisce. La genuina freschezza delle giovani generazioni, la loro non ingenua innocenza, sbocciano in un bisogno di "politica pulita".

Un ritorno alla politica? Crediamo proprio di sì...

Il dramma delle due Torri di New York e la "guerra di polizia internazionale contro il terrorismo", con il seguito di vittime tra i civili "delle bombe intelligenti" sganciate sui Talebani e sul super terrorista globale Bin Landen, segnano una svolta profonda. Il "terrore del terrorismo", anche batteriologico, chimico e nucleare incombe su tutto e su tutti... anche se si continua a vivere, sperando che le maglie del grande Male colpiscano altri.

Nulla è più come prima e non solo perché lo dicono i mass-media: l'insicurezza genera angoscia e paura. L'umanità è malata. Diceva un insegnante neo-pensionato: "Per 30 anni ho insegnato storia in vari Licei della città. Se dovessi riprendere ora le lezioni, mi troverei nella situazione di un giocatore che si trova in mano un mazzo di carte che non conosce. Davanti agli studenti, la cui giovane età grida la voglia di vivere, non saprei dipanare questo nostro tempo così diverso, così tragico. È vero, su certi problemi, ad esempio sulla Resistenza, ho cambiato "quattro mazzi di carte" lungo la strada del mio insegnamento, ma era la naturale revisione dovuta all'evoluzione degli studi; ora siamo di fronte a un cambio epocale".

La Scuola di formazione politica trova qui una prima ragion d'essere. Un'agenzia culturale che dia ai giovani e non solo ad essi gli strumenti per "capire e operare oggi", facendo un cammino a ritroso: tentare con esperti di capire la novità epocale. Come siamo arrivati alla guerra terroristica, la cui prima linea sono gli USA, ma nessuna parte dell'Occidente è al sicuro? Chi sono i Talebani che hanno instaurato, nell'Afghanistan, un regime condannato dalla comunità internazionale? Come emerge il nuovo profeta-terrorista che, in nome di Allah, lancia la guerra santa? Che cosa vuole davvero Bin Laden? Fino a quando il fronte antiterrorista continuerà a sganciare micidiali bombe? Occorre sì fare giustizia, ma forse dovremmo pensare come costruire la "nuova pace"... Quella sotterrata l'11 settembre era una pace senza giustizia in troppe parti del pianeta. La risposta dei media non basta. C'è pace quando c'è giustizia, ma noi occidentali ci battiamo per i diritti umani e dei popoli in casa nostra, mentre li abbiamo disattesi fuori casa.

La ricerca delle cause che hanno generato la follia suicida-omicida contro le due Torri, nel momento di maggior presenza di persone, potrebbe svelare scenari incredibili, un piano terrificante, maturato nel tempo, contro l'Occidente. La storia a questo non ci aveva abituati! Le risposte, criticamente fondate, agli inediti interrogativi, ricuperano gli elementi essenziali del vivere insieme: dal quartiere, al comune, alla regione, all'Italia, all'Europa, al mondo. Ma le saprà indicare l'esperto. Il legame pace e giustizia è il DNA di ogni vera convivenza. Dopo l'89 abbiamo avuto la pace, come assenza di conflitti coinvolgenti il mondo, anzi speravamo che di "guerre" non ce ne sarebbero più state. E la giustizia? L'Occidente l'ha spesso calpestata in favore dei propri interessi. E intanto cresceva la presa di coscienza di tale ingiustizia che è esplosa nella parte più povera e disastrata del mondo, l'Afghanistan, relitto di feroci interessi economici e dilaniato dalle varie fazioni in lotta per il potere...

Due mondi sono implosi nell'impatto micidiale con le due Torri Gemelle: il mondo della ricchezza, dell'individualismo, del progresso e il mondo della marginalizzazione, della deriva. Questo scontro trova il punto di collisione più tragico nel terrorismo globale, nella comparsa degli uomini kamikaze, gli uomini-bomba... Erano comparsi durante la seconda guerra mondiale... poi ricomparsi nei territori occupati della Palestina: segno di una disperata consapevolezza di non avere nessuna prospettiva per sé e per il popolo arabo-palestinese. Quello che è avvenuto nei cieli d'America dice l'utilizzo guerresco globale di tale tecnica omicida-suicida.

Di fronte a questo disagio-disastro dai colori nichilistici, ben venga la Scuola di Formazione Politica al "Don Bosco" che aiuti, giovani e meno giovani, a capire il presente per diventare protagonisti della nuova pace. •

A. Lorenzelli - A. Rinaldini

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