Dal Don Bosco alla Prada America's Cup

Antonio Marrai

Sono un ex-allievo di 48 anni con la EX maiuscola, in quanto ho passato sette anni della mia adolescenza come interno nei collegi di La Spezia e Sampierdarena Dai 12 al 19 anni.

Oggi posso commentarle come esperienze positive, ma allora, a dodici anni, allontanarsi dalla mamma non è stato facile.

Soprattutto dalla MIA mamma, una donna stupenda, che nonostante sia rimasta , sin dalla mia nascita, senza l'appoggio del marito morto in un incidente sul lavoro, mi ha dato tutto quello che poteva, e forse anche di più.

Ma la situazione familiare di quel periodo mi ha portato a scegliere la via del collegio. Eh sì, ho deciso io di andare mi collegio, perché capivo che la situazione in casa, con i nonni anziani e malati, era molto difficile per Lei.

La vita di collegio, allora, era molto dura, regole rigide e severità nelle punizioni. Una volta sono perfino scappato dall'Istituto di La Spezia. La fuga avrebbe avuto anche successo, se non che, mio nonno, uomo di forti principi socialisti e rispettoso delle regole, mi ha riportato indietro dopo poche ore.

Comunque considero quegli anni positivamente. Poi, non contento di essere stato due anni a La Spezia, ho scelto di andare altri cinque a Sampierdarena. Atmosfera nettamente diversa, mi sembrava di essere "libero". Di quel periodo ho ricordi contrastanti, ma non mi stancherò mai di ringraziare Don Sillo Guiotto della pazienza che ha avuto nei miei confronti.

Non sono mai stato un carattere facile, ma don Sillo mi ha capito ed io ho cercato di fare tesoro dei suoi suggerimenti, non solo allora, ma anche dopo, nella vita. Mi sento talmente legato a Lui che l'ho chiamato a celebrare il mio matrimonio ed a battezzare i miei due figli. Anche oggi, appena mi è possibile, faccio un salto a scambiare quattro chiacchiere con lui. È come una verifica costante della mia logica di pensare.

Proseguendo nella mia storia, si arriva al 1972, anno del diploma di Perito Elettrotecnico. Nello stesso anno sono entrato a lavorare alla Raffineria Agip Petroli di Livorno come capo turno. Altra esperienza molto importante e formativa. A 20 anni avevo la responsabilità di 10 impianti petroliferi e 10 persone. Le garantisco che è stata veramente un'esperienza che mi ha maturato molto sia sotto il profilo umano che professionale. Ho fatto una discreta carriera nella stessa azienda giungendo ad essere un quadro.

In quegli stessi anni ho maturato e coltivato la mia passione per la vela, culminata con la partecipazione, come membro dell'equipaggio, alla Coppa America 1987 a Fremantle-Australia, nel ruolo di grinder a bordo di AZZURRA.

Il grinder, per quel pochi che non lo sanno, è colui che gira le manovelle che servono a far girare dei verricelli per far passare la vela da un lato all'altro della barca. Questa esperienza è stata un altro dei passaggi importanti della mia vita. Deludente come risultato sportivo: infatti siamo stati eliminati nelle eliminatorie, ma eccezionale sotto il profilo umano.

Viaggiare e conoscere il mondo è sempre stata una delle cose che più mi ha affascinato; e finalmente potevo coronare questo desiderio, li vivere con persone culturalmente ed etnicamente diverse aggiunge un PIÙ al bagaglio di conoscenze personali che è impagabile. Ti porta a cercare di capire, tollerare, aiutare e chi più ne ha più ne metta. Terminata la Coppa America ho continuato a fare regate ad altissimo livello, pur ritornando a lavorare in Raffineria dove ho proseguito nella mia carriera professionale, fino al fatidico 1996.

Quell'anno ho incontrato, per una serie di combinazioni, totalmente casuali, il sig. Patrizio Bertelli, proprietario del marchio "PRADA". In quell'incontro è successo un qualcosa che mi ha ributtato nella Coppa America. Non so cosa abbia generato un feeling tra noi due, ma mi è stata accordata immediatamente una fiducia basata su nulla.

Devo dire che quella fiducia accordatami dopo solo poche ore passate insieme è una delle cose che mi inorgogliosisce di più. Infatti, se così si può dire, la avventura di PRADA in Coppa America è iniziata con me. Io sono stato il primo membro della Prada America's Cup, e colui che ha iniziato a costruire la struttura su cui poggia la nostra attività.

imbarcazione Prada

A valle di questo incontro ho lasciato l'Agip Petroli e sono diventato il Logistic & Service Manager della Prada America's Cup.

Il mio lavoro consiste nell'organizzare tutto ciò che serve al Team per poter partecipare alle Regate di Coppa; basi operative, alloggi, trasporti, catering e così via.

Sicuramente chi mi legge dirà: "che fortuna...."; diciamo che mi considero fortunato perché faccio un lavoro che mi piace, ma non è tutto oro quello che luccica, così diceva mia Mamma. È un lavoro duro, che non permette distrazioni, vista la risonanza dell'evento e la notorietà del nome dello sponsor. E come tutte le cose che richiedono un impegno costante ti tolgono qualcosa. La cosa che mi ha tolto è un po' del tempo che dedicavo alla mia famiglia. Questa forse è la cosa più negativa di questa mia storia, ma, come si suoi dire, questa è la vita, l'importante è non prendere mai la propria identità ed essere sempre se stessi. La poesia 5 Maggio di Manzoni insegna che dagli altari alla polvere il passo è breve.

Ora mi appresto a ripartire per la Nuova Zelanda, per la parte cruciale della nostra sfida. Spero di non avervi annoiato con questa mia storia, ma mi è stata richiesta e sono stato molto contento di scriverla. Concludo dicendo che il tempo che ho passato dai salesiani non è stato tempo perso.

un saluto a tutti
Antonio Marrai

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