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Nulla è più come primadopo l'11 Settembre 2001 |
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Dopo il crollo del muro di Berlino e l'implosione dell'URSS credevamo che la paura avesse lasciato per sempre il nostro pianeta. È vero, focolai di guerra erano però ancora in atto in varie parti del mondo: dalla ex-Jugoslavia all'Africa, alle Filippine, al conflitto arabo-israeliano, alla dimenticata regione dell'Afghanistan.
Speravamo che il trionfante libero mercato con la "libertà economica" avrebbe portato anche il rispetto dei diritti umani per tutti. Si guardava al futuro con serenità, l'unica preoccupazione era come si potesse arrivare ad offrire possibilità di vita umana e un certo benessere a tutto il pianeta.
Credevamo, con qualche riserva, alla "pax americana" : una globalizzazione economica che attendeva di essere anche solidale sotto una guida politica mondiale. Sarebbe stato solo questione di tempo. Lo stesso G8 di Genova aveva iniziato, pur con piccoli passi, tale cammino, ma i massmedia e la bagarre della politica italiana si interessarono solo della violenza delle manifestazioni "antiglobal" e della violenta repressione delle forze dell'ordine.
Dopo l'11 settembre tutto è cambiato: non c'è più sicurezza per nessuno, nemmeno per quella parte del mondo che, in qualche modo, l'aveva garantita a tutti. Anzi proprio negli USA l'angoscia, nata dalla sua "onnipotenza tecnologica" ferita mortalmente dal terrorismo, si diffonde ovunque, anche tra chi ha voluto dimostrare con follia suicida la debolezza dell'America. La forza del terrorismo globale diviene insicurezza globale... anche per chi prepara bombe-umane. I resti delle due Torri gemelle sono il sinistro simbolo che si eleva al cielo, dita di una mano che non stringe più nulla... e la speranza di umanizzare la globalizzazione è sostituita dalla paura.
Il mondo si spacca in due, come al tempo della guerra fredda? Allora si conosceva dove stava il nemico e ci si poteva difendere almeno con la deterrenza per il terrore di una guerra nucleare che non avrebbe visto un vincitore.
Oggi il nemico, il terrorista, la folle bomba-umana, può essere ovunque. Nessun luogo è più al sicuro. Il terrorismo è senza volto, è pura follia; si carica di ideali anche religiosi o sfrutta la sofferenza dei poveri del mondo. Il micidiale pericolo di un uso insensato del nucleare, e della "bomba batteriologica" incombe su tutto e su tutti. Malattie già debellate dalla scienza riesplodono riportando indietro l'orologio del tempo.
Questo terzo "conflitto mondiale" , che è globale, è lo scontro tra l'onnipotenza tecnologica delle armi e la follia di un potere oscuro che non si batte per i poveri, ne per la causa dell'Isiam, anzi li usa entrambi come bomba da lanciare contro l'America e l'Occidente. Non ha bisogno di potenza militare. Il terrorismo fondamentalista islamico ha centinaia di bombe-umane sparse per il mondo pronte ad uccidersi per uccidere... in nome di Allah.

Che cosa ha generato questa sventura esplosa all'inizio del nuovo millennio? Che cosa scatena tanto odio contro gli USA e l'Occidente? Come è venuto fuori il Bin Laden - il nuovo Hitler per gli uni o il vero profeta-eroe per gli altri - che dai teleschermi di tutto il mondo si assume la responsabilità della tragedia delle due Torri di New York, si autoproclama guida del vero Islam, invita tutti i fratelli di fede alla guerra santa contro gli Americani ed i loro alleati, compresi gli "stati islamici moderati"?
La verità vuole - dopo il dolore e II grandioso spiegamento di forze per colpire i terroristi una risposta. L'America, ma non solo, deve rivedere la politica che reggeva la "pax americana".
Il male potrebbe fare emergere un nuovo modo di rapportarsi tra individui e tra stati in questo pianeta che è per la vita di tutti.
Una svolta nelle relazioni internazionali si impone, una svolta che restituisca sicurezza eliminando la povertà, nel rispetto delle diversità, nel dialogo tra le varie religioni che siano quel supplemento d'anima, che solo potrà debellare la bramosia di potenza e di sfruttamento che ha fatto ammalare il mondo fino all'11 settembre del 2001. Una purificazione della memoria storica deve precedere la nuova strada! L'uomo non nasce terrorista, lo diventa. Se lasciamo l'erba al mostro, questo non finirà con la scomparsa dell'attuale capo. Solo I' eliminazione delle cause del malessere riporterà la sicurezza. L'analisi coraggiosa delle cause potrebbe farci vergognare, ma anche cambiare. Se ne rendono conto anche i grandi del mondo? Parrebbe di sì, stando alle parole di Bush e di Blair. "Voglio sperare - ha detto il premier britannico - in un nuovo inizio fra i paesi del mondo.
È il ripensamento, la "svolta" di cui parla Bush, il "nuovo" modo di governare l'economia mondiale... che già prima dell'11 settembre aveva mostrato varie crepe e l'inadeguatezza di fronte alla realtà. Segno di questo "disagio mondiale" sono la nascita del movimento no-global. Stiamo vivendo un momento di estrema delicatezza: potrebbe accadere di tutto, ma un "tutto" al quale non eravamo abituati. Basterà la "prudenza" delle sofisticatissime armi americane che bombardano parti dell'Afghanistan per prendere Bin Laden, e liberare il paese dal regime dei Talebani che sostengono il miliardario super-terrorista globale?
Sarà davvero solo un'operazione di polizia internazionale? Quanti civili coinvolgerà? Fino a quanto durerà? Quanti altri "stati canaglia" verranno colpiti? C'è troppo silenzio su questi interrogativi. C'è troppa voglia di guerra! Siamo coscienti del rapido evolversi degli avvenimenti e del variare giorno dopo giorno della situazione politica mondiale.
Tra le nuvole nere d'autunno erompano - ce lo auguriamo - anche crescenti sprazzi di sole che ravvivino la speranza di una pace vera.
Alberto Rinaldini
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