incontro "Vivere il futuro"

con padre Sorge e Rosi Bindi

"Dalla nostra scelta di oggi dipende il domani del paese": si è concluso con queste parole il discorso di Padre Bartolomeo Sorge, illustre gesuita da anni in prima linea sul fronte dell'impegno politico, intervenuto ieri mattina a Sampierdarena per il dibattito "Vivere il Futuro: la sfida dell'impegno civile al servizio della Comunità". L'incontro, organizzato dal Centro Cultura il Tempietto, apre ufficialmente la nuova scuola di formazione socio-politica "Capire e operare oggi", e ha visto fra i relatori l'ex Ministro della Sanità Rosi Bindi, accorsa a Genova per raccontare la sua esperienza, Romolo Benvenuto, consigliere regionale dei Verdi e Franco Mangialardi, coordinatore federale dell'area popolare. "La politica - ha precisato l'on. Bindi - vale l'utilizzo di un po' di tempo e di intelligenza anche da parte dei giovani: senza il loro contributo il mondo e' meno ricco". Il tema centrale della mattinata, la situazione attuale di una parte del mondo politico italiano e la sua futura evoluzione, è stato affrontato con una serie di interventi attentamente moderati da Massimiliano Costa: anche il pubblico, formato sia da personalità' di spicco che da alcune classi di giovani studenti, ha partecipato con numerose domande.

"Il punto nevralgico della crisi politica in cui stiamo vivendo - ha cominciato Padre Sorge - è la mancanza di idee e principi forti. Non è un caso che la sfiducia verso le istituzioni sia iniziata proprio in concomitanza con il declino delle ideologie. Oggi assistiamo all'estinzione di due simboli del vecchio sistema: il partito, inteso come unione di persone unite da una tessera, e in particolare l'idea di un partito cattolico: possono essere cattolici alcuni dei valori cui ispirarsi, ma la politica in sé deve essere laica.

"La politica - risponde Rosi Bindi - non è un contenitore vuoto: siamo noi a dover costruire insieme il futuro. Il nostro operare deve sempre tenere a mente due cose: qual è il bene da perseguire e cosa può essere raggiunto in quel preciso momento. Quando abbandoniamo uno di questi obiettivi vuoi dire che stiamo operando male".

la platea ascolta ed interviene

Soddisfatto per la riuscita della mattinata è il coordinatore Don Alberto Rinaldini: "II nostro Centro Culturale vuole essere un'antenna in grado di captare i segnali che provengono dal mondo. La politica è come l'aria: ne abbiamo tutti bisogno, ma se è contaminata rischia solo di nuocere. La scuola di formazione è rivolta in particolare ai ragazzi: dopo gli attentati dell'11 settembre non c'è più indifferenza da parte del mondo giovanile, ma interesse e, purtroppo, preoccupazione. Con il ciclo di 15 lezioni tenute dal Prof. Torre dell'Università di Genova (da Venerdì 16 Novembre alle 17.00 presso la sala audiovisivi del Don Bosco) e con altri dibattiti su tematiche di attualità vorremmo dar loro la possibilità di approfondire questi delicati argomenti, in modo che prendano le loro decisioni in modo cosciente e autonomo".

Federico Grasso

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