Don Alberto Lorenzelli è il nuovo Superiore dei Salesiani della Liguria e della Toscana

intervistato

Don Lorenzelli, come ha saputo della notizia?

Sono stato contattato da Roma nella tarda serata del 30 aprile: l'indomani mattina mi sono trovato alla presenza del nuovo Rettor Maggiore che mi ha proposto l'incarico. Ho accettato e ora inizio questa nuova avventura con molta trepidazione, perché essere Ispettore comporta una grande responsabilità. Ma durante il cammino sono sicuro di poter contare sull'aiuto dei miei confratelli e di tutti i collaboratori della grande famiglia alberto lorenzelli

Quali cambiamenti prevede nel suo operato?

Fisicamente risiederò sempre a Sampierdarena, sede dell'Ispettoria, ma dovrò passare da una visione particolare, seppur ricca di mille sfaccettature quale l'Istituto, alla molteplicità di attività che i salesiani svolgono sul territorio ligure-toscano. Siamo circa 200 sacerdoti che operiamo in 19 case da Vallecrosia a Collevaldelsa: il mio compito sarà svolgere il servizio dell'autorità, che non vuoi dire comandare. Attraverso frequenti contatti personali cercherò di portare, d'accordo con il Rettor Maggiore, il carisma di Don Bosco nell'attenzione educativa verso tutti i giovani. Le nostre opere devono rispondere alle sollecitazioni provenienti direttamente dal territorio, dai mille ragazzi con cui quotidianamente ci confrontiamo.

Quali sono i ricordi più belli di questi 23 anni vissuti a Sampierdarena?

Stare a contatto con tante persone lascia un segno profondo, un'orma dentro: ho tantissimi ricordi fin da quando ero animatore e insegnante. Ho avuto la fortuna di trovare una comunità che mi ha sempre confortato e ha condiviso le scelte effettuate lungo il cammino; e poi ho trovato numerosi collaboratori, cooperatori e volontari laici che hanno reso possibile realizzare attività in un primo tempo impensabili. Solo negli ultimi anni l'Istituto di Sampierdarena si è arricchito con il Paladonbosco, il Nido, la Materna, il Liceo Scientifico Sportivo "De Coubertin", il Centro Cnos, l'Istituto Professionale per grafici-pubblicitari. In ogni nuova impresa ho sempre cercato di perseguire semplici obiettivi: crescere realizzando qualcosa di nuovo, camminare affiancati da preziosi collaboratori e maturare assieme.

Come mai Don Bosco, a oltre 100 anni dalla sua morte, continua ad essere di estrema attualità?

Il segreto è tutto nell'eredità che ci ha lasciato Don Bosco: il Santo non è morto, ne invecchiato. Il cuore di Don Bosco è sempre presente in mezzo ai giovani, che sono il futuro e la speranza per tutti. Dobbiamo stare attenti, soprattutto con i ragazzi in difficoltà: l'oratorio di Don Bosco è nato proprio per loro.

Federico Grasso


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