Ermanno Olmi

l'esperienza di ipotesi cinema

Circolo Ligure Cinema d'Essai

Una pubblicazione CGS celebra il regista italiano e la sua scuola.

Da più di quarant'anni Ermanno Olmi osserva e riflette sulla realtà che ci circonda, ponendo l'uomo al centro dei suoi film. Il suo ultimo lungometraggio in ordine di tempo, "II mestiere delle armi" (2001), recentemente premiato con nove "David di Donatelle", è una tappa ulteriore della sua ricerca e utilizza la Storia come strumento d'indagine per comprendere al meglio le radici della contemporaneità. Le sue opere fanno sempre riferimento alla vita umana, continuano a destare vivo interesse tra il pubblico e rappresentano, soprattutto per le platee giovanili, una fonte inesauribile di riflessione e confronto.

copertina

I Cinecircoli Giovanili Socioculturali, attenti da sempre alla funzione educativa del cinema, hanno dedicato al Maestro bergamasco una pubblicazione curata da Elisa Allegretti e Giancarlo Giraud e edita dalla casa editrice "Le Mani" di Recco. Si tratta di un'opera importante, sia per la particolarità del progetto, sia per la qualità dei contenuti. Il volume, infatti, è strutturato in due parti: la prima presenta gli atti del convegno dal titolo "Un certo Olmi", tenutosi nel 1999 a Genova in occasione dell'ottava edizione del "Missing Film Festival - Lo schermo perduto". In quell'occasione Aldo Viganò, Don Antonio Balletto, Enzo Natta e altri critici, studiosi e registi, oltre a sottolineare la dimensione religiosa delle sue opere e il carattere discreto del suo cinema, ricordarono la figura di un uomo normale capace di portare avanti un discorso cinematografico caparbiamente legato al quotidiano.

La seconda parte del libro risponde invece all'esigenza, maturata in seguito a quella manifestazione, di approfondire e far conoscere ai lettori l'esperienza di "Ipotesi Cinema", la scuola fondata da Ermanno Olmi e Paolo Valmarana a Bassano del Grappa nel 1982. Attraverso le testimonianze di autori e registi formatisi in quella struttura (ricordiamo ad esempio Mario Brenta, Maurizio Zaccaro, Giacomo Campiotti, Alberto Rondalli, Francesca Archibugi, Giuseppe Piccioni), prende corpo l'identità di una scuola/non scuola, una sorta di laboratorio permanente, quasi una bottega artigianale, dove i partecipanti imparavano i mestieri del cinema mettendo in comune idee, esperienze, competenze tecniche e valori. Come scrive il critico Morando Morandini nell'introduzione al libro:
- (...) A Bassano s'imparava a fare cinema fuori degli schemi, affrontando personaggi, oggetti e argomenti semplici, persino umili. I giovani che hanno frequentato a centinaia il laboratorio hanno imparato non a trovare quel che c'è di eccezionale nella realtà, ma a guardarla in modo eccezionale, nuovo.

Il volume comprende anche una preziosa galleria fotografica, la filmografia completa di Ermanno Olmi e una ricca bibliografia. •

Luigi Edoardo Torre

[Torna alla pagina precedente] [home page]