"Venti di guerra soffiano sull'intero
pianeta.".
All'Ovest come all'Est risuona il
martellante ritornello: "guerra preventiva". Qualche anno
fa si parlava di "guerra sanitaria". Terrorismo e
rappresaglie sono il lugubre leitmotiv di una sinfonia di morte che
sembra non finire. Dalla terra di Gesù, all'Afganisthan, alla
Cecenia, all'Iraq, all'Indonesia, alla tragedia delle Torri Gemelle
dell'11 settembre del 2001, ai morti di Mosca dell'ottobre 2002, al
terrorismo internazionale sempre più
globale, senti la stessa musica, una spirale di odio infinito che
scuote il mondo. S'arriva a scatenare ancora "guerre sante"
nel nome del Signore, padre di tutti! Non bastano i guai che vengono
da madre natura? Dobbiamo "impazzire" a farci tanto male
con le nostre mani? E chi soffre di più sono gli innocenti, i
bambini appena sbocciati alla vita. Al di là dei tamburi
mass-mediatici dal ritmo triste, sono questi i sentimenti della
gente.
In quella lettura del presente manca tuttavia qualche altra pennellata perché il quadro sia completo. C'è un "sentire" crescente che attraversa il nostro travagliato presente: rifiuta il terrorismo, le rappresaglie, la situazione di ingiustizia internazionale, un "unico" gendarme del mondo che non sia voce di tutti gli stati della Terra. Un sentire che parla non di "guerra preventiva", ne di "guerra santa", ma di "pace preventiva"... la più intelligente delle "bombe intelligenti".
Non sono parole in libertà, se ascoltiamo la ragione che ci fa umani, se ascoltiamo il Vangelo che può "cambiare" il cuore.
L'atmosfera del Natale 2002 diviene allora un appello a provare a guardare l'altro con gli occhi limpidi, con cuore sincero. L'altro - il cristiano, l'islamico, il bianco, il nero - è amato da Dio... un Dio che si è fatto uomo per salvare l'uomo, ogni uomo, dalle nebbie del suo cuore, per indicare la via "umana" lungo la quale non si trova la guerra, ma l'amore che vuole la convivenza delle diversità nella festa della vita... per ripetere che il potere sia servizio e il denaro strumento per il benessere di tutti.
Buon Natale... la nebbia del presente non ucciderà la speranza. Gesù ci ha donato il Suo Spirito, "cuore dell'umanità", che cammina con noi.
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