Agli ex-allievi ed amici

Don Sergio Nuccitelli - Direttore dei Don Bosco

UN RITORNO INATTESO

Lasciai Sampierdarena, destinazione Livorno, nel settembre del 1992 dopo sei anni di insegnamento e di animazione del Biennio ITI (in quegli anni gloriosi le classi erano composte da 30 alunni divisi in 4 sezioni!).

Da Livorno a Pisa, da Pisa a Firenze, da Firenze a Genova: dalla cultura della città per antonomasia alla città europea della cultura. Ho iniziato il mio mandato di Direttore con titubanza e trepidazione, perché ho trovato l'Istituto Don Bosco interamente trasformato e ampliato. È un'Opera bellissima e complessa, traboccante di bambini, ragazzi, giovani e meno giovani, prolifica di iniziative e di progetti. Una casa ricca di 130 anni di storia salesiana (vi invito a leggere i due volumi della "Seconda Valdocco" di A. Miscio ). Una "macchina" che non ti consente di indugiare e tanto meno di guardarti indietro.

La mia preoccupazione di ora è quella di non disperdere tale patrimonio frutto del lavoro di tanti salesiani insigni. Mi confortano l'accoglienza fraterna della comunità salesiana e la collaborazione di una squadra numerosa di laici altamente qualificati che "per ora" mi guardano con simpatia.

AVVICENDAMENTI NELLA COMUNITÀ

don Alberto Lorenzelli
dopo 23 anni di intensa attività qui a Sampierdarena mi passa il testimone di Direttore e sale alla guida dell'Ispettoria Ligure-Toscana. Gli auguriamo un lavoro proficuo e fecondo nello spirito più genuino di Don Bosco.
don Beppe Paperini
insegnante e vicepreside per 21 anni all'ITI e poi anche al Liceo Scientifico, pietra miliare della scuola e del doposcuola, stimato, apprezzato, il più amato dagli llievi per il suo carisma salesiano integrato da quelle qualità umane e sociali schiette, tipiche dei "Toscanacci". Sta scrivendo una pagina nuova della sua storia come Viceparroco alla Parrocchia di Scandicci (FI).
don Renato Di Furia
due anni soli, ma intensi come vicepreside della Media, insegnante di Religione ed animatore della Scuola Superiore e dei Convittori del Liceo Sportivo. Ha assunto l'incarico di Responsabile dell'Oratorio di Scandicci.
don Mario Carattino
cinque anni spesi totalmente all'Oratorio, a cui ha dedicato tutte le sue possenti e poliedriche energie per ridargli un volto più umano ed educativo. Trasferito a Vallecrosia.
sig. Roberto Lionelli
è approdato a Sampierdarena solo per 11 mesi come vicepreside ed animatore della Scuola Media, ma ha lasciato impronte positive sia tra i ragazzi della Scuola che dell'Oratorio. È ritornato a Firenze.
Wojciech e Simone
sono rimpatriati in Polonia per proseguire gli studi di Teologia.

A Tutti il GRAZIE della COMUNITÀ con gli auguri più sinceri di un lavoro ricco di realizzazioni personali e comunitarie.
Sono stati sostituiti da:

don Mario Perinati
insegnante di Inglese e di Religione nella Scuola Superiore e Responsabile dei Convittori del Liceo Sportivo
prof. Gigi Bovo
insegnante di Lettere nella Scuola Superiore
don Mirko Mochi
vicepreside della Scuola Media ed insegnante di Religione nella Media e nel Biennio
don Bruno Guiotto
Responsabile dell'Oratorio, proveniente da Scandicci con un bagaglio di esperienza oratoriana trentennale
Daniele Merlini e Denis Lalfela
due giovani tirocinanti impegnati nella Scuola e nell'Oratorio.

FAMIGLIA DOVE SEI?

Tutti ci rendiamo conto che oggi la famiglia è fortemente in crisi, sia sotto il profilo della relazione di coppia che della relazione tra genitori e figli. Recentemente sono scorsi fiumi di parole sui giornali in merito al tragico delitto di Desirée, la ragazza di Leno. Drammi familiari e adolescenziali hanno scatenato una vasta serie di riflessioni, I commenti hanno spaziato dalla sociologia alla psicologia alla pedagogia. E come sempre sono stati messi sotto accusa i soliti capri espiatori: la società, la scuola e la famiglia. E non a torto, perché colpe e responsabilità ne hanno. Nella società di oggi predomina la cultura del piacere a tutti i costi, l'apparire, il denaro, il successo, il super lavoro (genitori), la televisione, il cinema violento, la pornografia, l'internet.

don Sergio Nuccitelli

La scuola è vista da molti studenti come un peso insopportabile, carico di insuccessi e frustrazioni, preoccupata più di riformare le istituzioni che educare i giovani all'etica della responsabilità umana e civile. La famiglia sta attraversando un momento di instabilità e di smarrimento, non costituisce più il luogo educativo di riferimento. Resta, comunque, la vera protagonista dell'educazione, il primo nucleo fondamentale e fondante dell'educazione. Non può delegare o farsi supplire da altre agenzie educative. L'articolo 30 della Costituzione della nostra Repubblica recita: "È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli". È certamente la missione più bella, ma anche la più difficile, soprattutto quando il genitore deve difendere i propri figli da certi gruppi-branchi, dalla discoteca, dalla droga, dai computer, dai cellulari.

So che non devo insegnare niente a nessuno, però mi permetto di suggerire un metodo educativo fuori moda oggi, anzi controcorrente, ma efficace: SAPER DIRE NO. I genitori devono recuperare il senso dell'autorità, quell'autorità che nasce dall'amore e si fa servizio. Non l'autoritarismo che domina, schiaccia, distrugge, ma l'autorità che fa crescere, promuove, forma forti personalità, educa al senso del dovere. I figli non hanno il diritto di fare ciò che vogliono ne di comandare in casa. I ragazzi hanno ancora bisogno di regole, di paletti, di norme di vita. Saggezza vuole che a volte si possano tollerare alcune trasgressioni, ma non tutte e sempre. Hanno bisogno di confrontarsi con il "no" deciso degli adulti e con i limiti che a loro vengono posti.

Severità e fermezza coniugate con dolcezza e bontà sono state i pilastri fondamentali dell'educazione di Don Bosco, padre forte, maestro esigente, amico dolce dei giovani. Egli le apprese da sua madre, mamma Margherita, da lui stesso definita " donna dolcissima, ma energica e forte".

L'INSEGNANTE EDUCATORE FA LA DIFFERENZA

Se tutto questo è vero, è altrettanto vero che la famiglia da sola non basta. Famiglia e scuola nel campo dell'educazione devono giocare unite, in sinergia, in un rapporto di collaborazione strettissimo. All'inizio dell'anno ho consegnato a tutti gli insegnanti,dall'Asilo Nido al Liceo e ITI, l'obiettivo peculiare di quest'anno: l'insegnante educatore fa la differenza. In modo particolare ho chiesto loro di coltivare due atteggiamenti specifici nel rapporto educativo con gli alunni.

Ascoltare: nel senso di permettere agli allievi di intervenire senza essere giudicati e di accoglierli senza pregiudizi. Dialogare: nel senso di accettare gli interrogativi, le provocazioni senza banalizzarli e di suscitare le domande. Tutto questo all'interno del ruolo dell'insegnante che deve essere autorevole e propositivo, esigente e comprensivo, severo e sereno. Accogliere il ragazzo così come è, ma proporgli un cammino di crescita e di maturazione umana, offrirgli ideali e valori, anche se faticosi.

La nostra scuola del Don Bosco vuole affrontare tutte queste problematiche per risolverle, pur nella consapevolezza dei propri limiti. Sul fronte educativo gioca il suo futuro e la sua qualità, in dialogo costante con le famiglie. È una sfida ed una scommessa, ma è prioritariamente un impegno di tutto il corpo docente.

AUGURI

Carissimi amici ed ex allievi, accogliete l'augurio natalizio che vi porgo con le stesse parole del profeta Sofonia (3,16-18):
"Non temere, non lasciarti cadere le bracccia! Il Signore tuo Dio è con te, è forte e ti salva. Egli esulta di gioia per te, ti rinnova con il suo amore, si rallegra per te con grida di gioia, come nei giorni di festa".
Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti voi e alle vostre famiglie
Il direttore

don Sergio Nuccitelli

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