Da pochi giorni sei religioso salesiano. Com'è nata in tè l'idea che la strada del salesiano sacerdote era la via che ti poteva rendere veramente felice?
La prima volta che ho parlato di vocazione un po' più apertamente, è stato nel 1997, ad un campo scuola organizzato dall'Ispettoria. Ne parlai con un tirocinante ora diacono, Roberto Fermenti. Gli chiesi semplicemente quando lui aveva sentito la sua chiamata. Ero rimasto affascinato da come stava con noi: era riuscito a creare con noi un vero spirito di famiglia in pochi giorni.
Abbiamo parlato per un'ora. Mi consigliò di cercare qualcuno come guida spirituale qui a Sampierdarena.
Un po' per pigrizia non l'ho cercato. Sono passati tre anni prima della decisione di fare il prenoviziato. A volte confidavo a qualcuno questo mio segreto, a volte si scontrava con altri progetti di vita. Però la voce che mi chiamava era sempre lì, fino al 2000, quando dopo il volontariato per la GMG, arrivarono le parole del papa; "Se qualcuno tra voi sente il desiderio, lo faccia. A Gesù non piacciono le mezze misure". Sono rimasto sconvolto. Ho iniziato l'Università, ma la voce era più forte. Ho incontrato di nuovo un giovane salesiano tirocinante, Kamil, con cui ho riaperto il discorso del 1997. Mi indirizzò all'Ispettore, don Giorgio, che mi consigliò di mettermi sotto la guida di don Alberto Lorenzelli. Così ho iniziato il pre-noviziato che mi ha condotto al noviziato.
Quale esperienza hai fatto a
Sampierdarena?
Sampierdarena la conoscevo già dall'esterno, meno dal punto di vista di Comunità. Comunque avevo frequentato l'Oratorio dall'età di sette anni e il clima salesiano faceva parte del mio mondo.
Sei giovane, e pur facendo parte di questo "mondo giovanile" piuttosto problematico, fragile, consumista, che trova difficoltà a prendere decisioni, ti sei deciso a seguire la chiamata con fermezza.
È vero, non sono fuori da questa sensibilità giovanile. Mi viene in mente un episodio. Quando cominciai a dire agli amici che iniziavo il prenoviziato, una mia amica mi disse: " Abbiamo la stessa età e tu hai preso una decisione del genere, mentre io alla mattina, quando mi alzo, sto a pensare se mettere un vestito piuttosto che un altro".
A cura di don Alberto Rinaldini
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