Torriglia |
estate 2002 |
Dire Torriglia per molti vuoi dire evocare ricordi con qualche nostalgia, specialmente se chi legge si sente parte della schiera dei pionieri che aprirono la colonia alla fine degli anni '70. Ma un po' di nostalgia ce l'avranno pure i ragazzi/e che, magari per la prima volta, vi hanno passato almeno una settimana, nell'estate appena trascorsa.
Per me parlare di Torriglia significa anzitutto passare in rassegna le decine di volontari e volontarie che ogni anno sono presenti perché tutto funzioni bene.
Qualcuno, esagerando, dice che se va bene a tavola, va bene tutto. E allora un primo grazie sentito alle "cuoche", instancabili attorno ai fornelli di una cucina perfettamente rinnovata e a prova di ASL, ma soprattutto a prova di appetito di ragazzi e animatori.

Un grazie a chi taglia l'erba nel campo da calcio e nel prato dei cinghiali, a chi cerca, con successo insperato di far funzionare un "apino", di un'era imprecisata, ma ancora capace di rompere il silenzio dei verdi prati della colonia, oltre che i timpani.
Un grazie ai numerosi animatori che si sono succeduti nei vari turni di presenza di ragazzi e giovani. Ed è proprio su questo che voglio fermare la nostra attenzione.
Torriglia, infatti, dopo una pausa forzata "a fine secolo" per lavori di ristrutturazione, realizzati dalla "Fondazione Piaggio", è tornata a "lavorare" a pieno ritmo. Si comincia verso la metà di giugno e si finisce a metà settembre. Si va dai "campi scuola" ispettoriali, ai "ritiri" - non proprio spirituali - delle associazioni sportive del don Bosco; dai soggiorni spensierati e movimentati dei ragazzi dell'oratorio, alla settimana di Formazione per Animatori... Torriglia è doppiamente amata dagli animatori perché la maggior parte di coloro che operano nei nostri oratori sono passati di qui per apprendere la necessaria arte di "far animazione". Non basta la buona volontà, occorre avere e coltivare delle solide "motivazioni" oltre che imparare le tecniche dell'animazione.
Solo dopo i vari "campi", una volta detti CBA, oggi, un giovane sperimenta sul campo le proprie capacità. Ed eccolo allora pronto ad animare non solo l'estate ragazzi, ma anche un'esperienza più impegnativa come sono i campi scuola, o i soggiorni o i ritiri degli sportivi, sempre con il chiaro intento di educarsi e educare come don Bosco. Parlando con i partecipanti alle varie proposte educative di Torriglia è difficile trovare qualcuno che se ne lamenti, anche se è riuscito ad arrivare a casa con più di una sbucciatura sui ginocchi e qualche livido in varie parti del corpo. Non pensate assolutamente che la cosa sia dovuta ad eventuali scontri dinamici non verbali, tipici dei ragazzi. No, solo per un normale scontro con qualche albero, che naturalmente stava al suo posto, ma il nostro ragazzo era riuscito a scassare la pila già durante la prima notte, per cui il gioco in notturna diveniva pericolosamente fatale. Non si può qui parlare di come ogni turno si sia svolto. Ciò che tutti li ha accomunati è stato il grande impegno degli animatori e la buona corrispondenza dei ragazzi perché l'esperienza fosse ricca di valori umani e religiosi vissuti nella gioia, nell'aiuto reciproco, nella soddisfazione di realizzare gli obiettivi che di giorno in giorno erano proposti.
Torriglia offre ampi spazi all'aperto e. anche se quest'estate c'è stato spesso bisogno di trovare riparo alle abbondanti piogge nello spazioso salone, ugualmente ci sono state gite per raggiungere le cime dei monti vicini, per contemplare il placido invaso del Brugneto, o il maestoso sorgere del sole, dopo una veglia alle stelle..
Don Iosé
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