Il Don Bosco di Sampierdarena è stato occupato da una folla di giovani
che volevano insieme "dire Gesù con la musica".
Sabato sera, alle 21.30, è arrivato anchel'arcivescovo Mons Bertone
che è sceso sulla pista da ballo per dire loro che la fede s'accorda
con la gioia che sprigiona musica. E dopo il saluto, con loro ha cantato sulle
note dei Nomadi: "lo, vagabondo, che sono io, vagabondo che non sono
altro...soldi in tasca non ne ho, ma lassù mi è rimasto Dio".
La "discoteca don Bosco" era tutto musica. Un giovane frate dal fisico da ballerino, scatenato in una marea di movimenti... seguito da uno stuolo di giovani che sembravano calamitati dal suo danzare. Non ho retto a lungo ai decibels, ma i giovani... che spettacolo! Davvero si può danzare la vita lodando Dio.
Domenica pomeriggio ho ritrovato Andrea, un giovane di Prato, già presente al Convegno "La condizione giovanile in Europa". Che impressione hai provato nel vedere il frate ballare?"Era fantastico, aveva un sorriso bellissimo, un'espressione facciale troppo forte...Si vedeva che era contento di stare tra i giovani. La danza era un dire il suo amore al Signore". E il suo faccione sorrideva sereno.
Consuelo, - una ragazza di Scandicci dall'accento toscano - In che cosa si differenzia la festa giovani di quest'anno da quella degli altri anni? "Ho preso parte a tante feste-giovani: questa si connota tutta di musica ed è stata stupenda...anche per la presenza di fra Michael".
È stata un'idea indovinata di don Valerio e di Suor Paola.
Perché non pensare al "popolo della notte" con occasioni come questa?
Ci benedirebbero i genitori, ci ringrazierebbero i giovani, che desiderano
esprimere la passione per la musica e per la danza in locali non da sballo.
I giovani - sono molti a confermarlo – della festa hanno accolto il messaggio: giovani, allegria, musica, un coro di grazie al Signore Gesù che ama la vita.
"Questa mia iniziativa - scrive fra Michael - vuole incontrare i giovani
dove essi si trovano abitualmente. Dal momento che in chiesa essi sono sempre
meno numerosi, capisco che devo andare io a cercarli come è scritto nel
Vangelo, dove il Pastore va a cercare la "pecorella smarrita".
Il mio messaggio? Vengo a dire l'interesse che Dio ha per tutti noi in qualsiasi
posto noi andiamo, perché Dio si preoccupa della persona".
Gruppi che, armati di Fede e di chitarre, "gridano il Vangelo dai
tetti" e lottano per costruire una civiltà dell'amore. La cantante
dei LIVINGOSPEL dalla voce meravigliosa - commenta don Bruno - terminate le
canzoni dialoga con i giovani: "Sono mamma, ho tre figli, mio marito
è quello alla tastiera. Canto l'amore
di Dio che sento nel cuore, un amore in cui fiorisce quello per i miei".
I giovani accolgono la testimonianza con uno scrosciante applauso.
Poi la marea di giovani, raccolta e attenta, ha partecipato alla celebrazione della Santa Messa presieduta dal sacerdote novello Vincenzo di Martino, che si è conclusa con la consegna del crocifisso a una ventina di giovani che nell'estate vivranno un mese in Cameroun o in Ciad, insieme a Salesiani.
Le note dell'inno della GMG di Toronto così struggenti di gioia e di
nostalgia, di voglia di bontà e di cielo hanno riempito la grande chiesa
parrocchiale... "Lumière du monde! Sei de la terre! - Soyons
pour le monde visage de l'amour !
E don Bosco sorrideva loro.
Alberto Rinaldini
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