Chissà perché tanta tecnologia per preparare la guerra a difesa della pace! Perché l'umanità non ha messo altrettanto impegno e soldi, per preparare una pace davvero "duratura" che escluda la possibilità stessa dell'uso delle armi? Sentieri in questa direzione, per altro, erano stati tracciati. Penso alla Società delle Nazioni dopo il primo conflitto mondiale, all'ONU dopo il secondo. Penso all'Unione Europea sorta sulle ceneri di infinite guerre tra gli stati che ora la compongono... Ma queste Istituzioni avevano bisogno di perfezionare la loro primitiva ispirazione "universale" e sono state usate per interessi privati. Avevamo le ali per volare alto, come aquile e abbiamo strisciato per terra come anatroccoli. L'interesse, il veto, la prepotenza della forza sono la zavorra che attarda il volo.
Speravamo che la parola "guerra" fosse da mettere fuori legge, e per poco fuori legge ci va la parola pace. Penso a quanto è accaduto tra la fine di marzo e la prima decade di aprile con le bombe intelligenti, che non contano il loro tragico seguito di morte tra i civili innocenti. Avevamo dimenticato che le armi sono fatte per uccidere? Davvero non vogliamo usare le ali dell'intelligenza e il cuore non sa più amare? E ora che gli anglo-americani in poche settimane "hanno vinto" la guerra, riusciranno a costruire la pace in poco tempo? Forse non sono allenati come alla guerra. Per noi che siamo sui settant'anni la parola "Alleati" o "Anglo-americani" ha un suono caldo... il suono della libertà in arrivo e della fine di una guerra folle. Oggi dalla statua della libertà è un impero che allarga il suo dominio o la reazione di un grande paese che, ferito dal terrorismo internazionale, si difende?
Noi bambini di allora abbiamo suonato le campane a festa il 25 aprile del 1945... grazie a loro. Ora, anche se il regime di Saddam è imploso - per fortuna - in modo inatteso, riducendo la strage degli innocenti, sentiamo tanta amarezza... Non solo per chi minaccia una guerra preventiva infinita, ma anche perché le "sofisticate armi" intelligenti non hanno permesso di cercare altre vie per "liberare" l'Iraq. Di fronte alla marea di persone che in tutte le parti del mondo è scesa in piazza per impedire questo intervento armato, la verità della forza ha deciso per tutti. Ora, che fare? Ammainare definitivamente la bandiera della "guerra preventiva"; restituire dignità e la forza del diritto all'ONU, che va riformata, se intende essere la sentinella della pace nel mondo; dare forza al cuore che sa amare e perdonare...
Siamo fatti per essere aquile!
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