E´ il momento dei salesiani laici

Interviste... al volo

Percorrendo anche solo i cortili e le terrazze della scuola superiore, senti che qualcosa è cambiato rispetto al passato. Intendo verificare questa mia impressione.
Parto dal vicepreside prof. Bruno Vello. Insieme guardiamo l'anno scolastico che sta per finire.

Un anno fa eri solo insegnante, ora sei vicepreside. Quale sensazione provi?
Anzitutto l'aumento in maniera esponenziale del lavoro come delle preoccupazioni. Tutti i problemi che prima vedevo dall'esterno ora li vivo dall'interno. D'altra parte ho potuto entrare anche nel clima culturale del Liceo e questo fatto mi ha arricchito. La situazione che più pesa è fare il "custode della disciplina"..

Effettivamente la disciplina pesa.
Soprattutto quando incontri giovani che, dopo essere stati richiamati al rispetto delle regole che ci aiutano a vivere insieme, si dicono d'accordo e poi si comportano come se nulla fosse. Un disinteresse totale per quanto li circonda e un'assoluta indifferenza...

Più apparente che reale...
Ho l'impressione che troppe volte esista solo il loro piccolo mondo.

Manca il padre - direbbe don Mazzi - una figura testimoniale che li introduca nella società.
Sicuramente è vero. Manca per alcuni la famiglia, per altri ha qualche problema.

Allora stai vivendo una paternità "sostitutiva"?
Effettivamente già prima, in parrocchia, vivevo questa dimensione. Anche con persone non molto lontane dalla mia età.

I tuoi colleghi come hanno accolto questo tuo nuovo ruolo?
Alcuni hanno sfruttato la situazione caricandomi dei loro problemi... altri mi hanno aiutato.

In questa scuola hai studiato, poi, per vari anni,sei stato insegnante, ora sei responsabile della disciplina. Allora la quasi totalità degli insegnanti erano salesiani, oggi invece sono quasi tutti laici. Che impressione hai?
Un impoverimento dal punto di vista spirituale. I laici sono maggiormente sensibili allo spirito salesiano di allora, ma mancano di una preparazione adeguata.

In corsa fermo il prof. Paolo Gava

Quest'anno abbiamo affidato la disciplina e l'animazione religiosa a laici. Con coraggio e un po' di preoccupazione. Che ne dici?
Dico che possiamo essere abbastanza soddisfatti. Abbiamo dato il via a diverse iniziative che speriamo di continuare e perfezionare, come i corsi di animazione per i ragazzi del Centro estivo dell'Estate Ragazzi dell'Oratorio.

Una novità rispetto al passato...
Abbiamo cercato di collegare la scuola-e l'Oratorio per avere il mondo giovanile unito.

professori Paolo Gava e Bruno Vello

Quali problemi hai incontrato in questa tua "nuova presenza" nella scuola?
I giovani sono poco sensibili al momento formativo e religioso.

Magari solo in superficie
È vero. Se conquisti l'onda giusta, scopri che hanno bisogno di incontrare valori. Ma è la cultura che li manipola ed essi tentano di difendersi, anche quando dai loro una mano per crescere davvero.

Hai qualche sogno nel cassetto?
Il mio sogno è quello di riuscire a coinvolgere un numero sempre più numeroso di ragazzi e tanti miei colleghi in quest'azione di animazione. Abbiamo comunque iniziato: il "buon giorno" del mattino, fatto dagli insegnanti tutte le mattine nelle classi, è un segno che va in questo senso.

Sei contento di quest'incarico?
Ne sono entusiasta. Vengo da un passato di animatore e perciò il binomio insegnante-educatore mi è connaturale.

Incrocio altri insegnanti nel mio girovagare. Fermo l'insegnante di Scienze, il Prof. Federico Dindelli, che sta avviandosi verso le aule.

Siamo nel post referendum regionale sul Buono scuola... tu che insegni anche in una scuola statale, quale differenza trovi tra le due scuole?
Non ci sono grosse differenze. Lavoro meglio qui, perché l'ambiente è molto più tranquillo e possiamo seguire di più i ragazzi. Ce lo chiede la Direzione e ce lo chiedono gli studenti.

Incrocio poi la prof.ssa Anna Jannino, che sta consumando allegramente un panino.

Come ti senti dopo un anno di scuola al don Bosco? Appagata, disorientata, a disagio, felice?
Nessuno di questi aggettivi... Ho trovato delle cose che mi aspettavo e altre che non mi aspettavo.

Cosa non ti aspettavi?
Aspettavo un maggior lavoro di equipe tra gli insegnanti e maggior collaborazione tra dirigenza e insegnanti.

In positivo?
Sono rimasta ben impressionata dal corpo insegnanti. Un ottimo corpo insegnanti, molto motivato. Sono rimasta sconvolta il primo giorno in cui sono arrivata. C'era nei colleghi una carica che altrove non avevo incontrato. Inoltre vedo con piacere molta apertura rispetto alla didattica, sia nel Dirigente scolastico, sia nei colleghi. Siamo ben avviati.

Alberto Rinaldini

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