Lo scorso anno l'Opera Salesiana di Sampierdarena ha festeggiato 130 anni di presenza a Genova. Centinaia di ragazzi, genitori, insegnanti, sportivi hanno voluto celebrare un così glorioso genetliaco anche a S. Pietro con il Papa. In quell'occasione Giovanni Paolo II uscì con una bellissima icona: "Sampierdarena è una finestra spalancata sul mondo". Faceva riferimento soprattutto alle prime e numerose partenze da questo porto di tanti salesiani missionari in terre lontane. Il Don Bosco oggi continua ad essere una "finestra aperta" sul quartiere, sulla città e su tutta la provincia. Dal Giardino d'Infanzia alla Scuola Materna, Elementare e Media; dalle Scuole Superiori del Liceo Scientifico-Sportivo e ITI al Centro di Formazione Professionale; dalla Parrocchia e Oratorio al Cinema, al Centro Culturale 'II Tempietto'; dal Centro Linguistico Europeo e Informatico CNOS-FAP al Centro Sportivo Paladonbosco e Scuola Calcio; dal Centro Fitness all'Università della Terza Età. È una piccola città nella 'Grande Genova'. Vi confluiscono più di 4.000 tra bambini, ragazzi, giovani e adulti, a qualunque ora, dalle 7,30 del mattino alle 23,30. Un servizio prezioso ai fruitori, alle famiglie, alla società.
La finestra estiva del Don Bosco. Troverete all'interno dell'Eco una pagina che attesta la mole di attività per tutti e per tutti i gusti. E non solo quantità, ma qualità, garantita dall'esperienza collaudata da anni, dalla presenza qualificata di animatori, insegnanti, dirigenti sportivi, obiettori, salesiani, suore, genitori...
Con tutte queste attività si intende rispondere ai bisogni dei ragazzi, soprattutto offrire loro spazi e occasioni per incontrarsi e fare esperienze significative. Sia all'interno del Don Bosco che in montagna, al mare, all'estero. In secondo luogo fornire alle famiglie del quartiere e della città un servizio sociale ed educativo.
Posso garantire che questa "macchina estiva" è guidata da piloti esperti e competenti non solo sul piano tecnico, ma anche sotto il profilo educativo salesiano. Conoscono molto bene il Sistema preventivo di Don Bosco: un progetto ed uno stile di vita che collocano al centro dell'attenzione il ragazzo e la sua educazione globale. Il tutto corredato da "accessori" importanti quali la familiarità, la gioia, l'ottimismo, l'onestà e l'impegno di tutti a dare il meglio di sé.
Una finestra sulla condizione giovanile in Europa. Celebrato alla fine di marzo con tutti i crismi di un convegno di qualità e di risonanza europea. "Giovani e adulti: parlare dei giovani con l'aiuto di esperti, ma con i giovani..." è il sottotitolo. Trovate ampie pagine nel dossier dell'Eco. Non voglio ripetere cose dette e scritte. Colgo solo l'occasione per esprimere pubblicamente un grande grazie a Don Alberto Rinaidini. Ha creduto fermamente al Convegno, l'ha partorito e condotto per mano quasi da solo. Ci ha rimesso un po' di salute, ma la felice riuscita gli ha fatto rifiorire il cuore non più giovane.
Grandiosa e spettacolare. Ricca di contenuti e di valori, di messaggi e di impegni, condotta dal leitmotiv della gioia e della musica, colorata di amicizia e di solidarietà, connotata dalla grande voglia giovanile di pace. Questi giovani possono davvero cambiare il mondo!
"Don Bosco non fu uno studioso specializzato di pedagogia, ne un filosofo dell'educazione. Durante tutta la sua vita cercò di rispondere ai bisogni sempre in crescita di educazione degli adolescenti e dei giovani. Noi Salesiani siamo dalla parte dei giovani, perché abbiamo fiducia in loro, nella loro volontà di imparare, di studiare, di prendere in mano il proprio futuro. Siamo dalla parte dei giovani, perché crediamo nel valore della persona, nella possibilità di un mondo diverso, e soprattutto nel grande valore dell'impegno educativo" (Don Pascual Chàvez, Rettor Maggiore dei Salesiani).
La mamma non è più una chioccia, ma una tutor. Non ha più le energie ne il tempo per essere protettiva. Sa molto bene che presto si ritroverà i figli dal grembo sulle spalle e la loro vita da adulti sarà fonte di inquietudini. Sa che il futuro comporterà un prolungamento dell'ansia materna all'infinito. Sa che l'attende un purgatorio del cuore e si prepara. Dopo aver fatto la mamma farà il consulente finanziario, l'esperto di statistica, il manager, l'agente dei suoi figli.
Il papa è troppo spesso provato dalle sue personali insicurezze. La laurea che non gli garantisce un bei nulla, il posto fisso che sta per scomparire, il welfare che traballa, la Borsa che l'ha tradito. E tutti quei bei precetti di suo padre che deve coniugare al contrario: metti da parte i soldi, figliolo, fatti una famiglia... ora sono diventati: investi, figlio mio, e sposati al più tardi possibile...
Ecco i genitori di oggi, secondo alcuni studiosi esperti in materia. E i nonni? I nonni stanno tornando in auge da protagonisti: ancora giovani, pieni di energie e di risorse. Sempre pronti a fare i baby-sitter e all'occorrenza anche ad aprire il portafogli.
È la strenna del nostro Rettor Maggiore. Cari amici ed exallievi, prendiamo sul serio questo messaggio come impegno di vita. Costruiamo comunione a tutti i livelli, trasformiamo i luoghi di ordinaria routine in luoghi di comunione di vita. Costruiamo comunione in famiglia, nel lavoro, negli ambienti del tempo libero. Costruiamo comunione con Dio attraverso un rapporto più personalizzato con il Cristo Risorto, il Cristo della gioia e della speranza, con il Signore della vita. •
don Sergio Nuccitelli direttore del Don Bosco
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