Don Mazzi, dopo un'impennata polemica per restituire all'educazione il ruolo di scienza come la medicina e le scienze sociali, offre una riflessione sul padre a partire dal ruolo diverso della donna da 50 anni a questa parte. La rivoluzione più affascinante negli ultimi 50 anni - afferma - è quella della donna restituita al posto che le spetta nella storia. L'abbiamo chiamato "femminismo" colorando politicamente ciò che è ben altro. Ricordiamo le donne di 50 anni fa... oggi le diremmo simili alle donne islamiche. Questa rivoluzione -per fortuna- ha obbligato tutti i comprimari che stavano attorno alla donna a rivedere il loro ruolo. Tra i primi gli uomini e tra gli uomini, primi i mariti.
Fino a 50 anni fa nella società la donna era comunque "la fattrice". Faceva i bambini, li educava e poi accudiva gli uomini. Era una società chiusa ove tutto avveniva nel piccolo mondo di casa. In parte l'onda della Rivoluzione francese, in parte il Concilio Vaticano II, hanno obbligato a riporre la donna al centro con pari dignità. Il padre, che fino a 50 anni fa era "padre e padrone", ha dovuto scendere dal suo piedistallo. Depredato della sua naturale posizione è andato in crisi e lo è ancora.
Se vogliamo cambiare qualcosa nella situazione della nostra società, i padri devono ritornare a fare i padri. Li abbiamo obbligati a fare i padri sbagliati. Devono lavorare, lavorare, e ancora lavorare. Devono portare a casa i soldi, perché le tasse, perché i bambini, perché la scuola costa, ecc.,ecc.
Mancando il padre, manca la figura fondamentale della storia, della società, della famiglia, della psicologia, della pedagogia, dell'antropologia e anche della religione.
Ci sono state tante caricature di padre. C'è stato il "padre amico": non occorrono direttive o leggi, viviamo l'esperienza della vita alla pari. La teoria del padre amico è diventata teoria politica, teoria sociologica, teoria antropologica. Questa teoria per decenni ha depauperato l'educazione dei figli. Essi non avevano bisogno di un padre-padrone, ma di un padre autorevole e si sono trovati un padre che li portava a prostitute per insegnare loro a vivere. È stato un tempo di disorientamento e di disagio.
Un esempio ci fa capire meglio. Pensiamo ai giocatori di scacchi. I due contendenti hanno messo a posto tutti i pezzi sulla scacchiera, ma ad un certo punto sono cambiate le regole. Le figure sono al loro posto, ma avendo spostato la donna, tutto deve essere rivisto. Poi è sorto il padre part-time: conta non la quantità, ma la qualità del tempo. Questi padri ci sono e non ci sono. Questo padre prende anche più iniziative di quello di 50 anni fa, ma sono iniziative di secondaria importanza: accompagna il bambino a scuola, al calcio, in palestra. La figura del padre è ben altro, è una figura di una persona testimoniale che fa crescere il figlio dandogli lo "spessore sociale". Aiuta il figlio ad assumersi le grandi responsabilità della s ocietà. La madre è più portata a coccolare il figlio, a tenerselo vicino, ad essere tenera. E il padre che fa capire al figlio di essere membro della società.
Oggi l'egoismo dei figli, come il loro rallentamento nella maturità, sono dovuti ad una incapacità dei padri di proporsi come strumenti forti, testimoniali che aiutano i figli ad assumersi le proprie responsabilità. Il figlio è un mattone importante nella storia della civiltà e non solo della famiglia.
In un'inchiesta i figli dicono:"Papà, fa' il padre, gli amici ce li scegliamo noi". Hanno bisogno di un padre, che sia meno padre-padrone, meno autoritario, un padre che aiuti a scegliere, a superare le paure, soprattutto un padre che sappia comunicare speranza. La società che non aiuta "i padri smarriti" è una società che spaventa. Da una parte dice che la famiglia è importante, dall'altra, quando deve aiutare questo padre ancora disorientato, non lo fa. Non l'aiuta a convivere con la diversità dalle pari opportunità. A vivere cioè con una donna che deve rimanere sempre diversa, sempre più se stessa. Mentre la madre è quella che mette al mondo il bambino, il padre mette al mondo l'adolescente. La seconda nascita avviene solo se c'è un padre. La seconda nascita è strategica rispetto alla società. Ciò è possibile solo se i padri sono positivi, testimoniali, ottimisti... e se riescono a colloquiare con i propri figli.
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