Con i bambini di Bonefro

vicino a San Giuliano

L'idea nasce subito dopo quel 31 ottobre che segna la data del terremoto. L'occasione per parlarne è l'incontro ex-allievi del successivo 3 novembre. Se ne fa portavoce il presidente dell'associazione invitando a dare un aiuto concreto alla proposta di raccogliere materiale scolastico e denaro da portare direttamente in Molise. Tutto sembra sfumare, anche per difficoltà legate alla distanza tra Genova e il Molise. E tuttavia durante l'Avvento le speranze di vedere realizzarsi il progetto si fanno sempre più concrete. Prendiamo contatti con il parroco di S.Giuliano, ma lui stesso ci dirige ad un paese vicino, più dimenticato e con bisogni simili e altrettanto urgenti. La partenza è fissata per venerdì 21 febbraio alla volta di Bonefro; siamo in 6, convinti di poter vivere un'esperienza insolita ma gratificante, e per nulla spaventati dalle ore di viaggio, anche grazie alla presenza del pilota Emanuele.

paese e tendeA Vasto riceviamo la gradita accoglienza dei Salesiani, e il giorno successivo raggiungiamo i paesi colpiti. La prima impressione è di una terra bellissima, incontaminata perché inesplorata. Salendo per Larino si notano i segni del terremoto: fratture nel terreno, frane e squarci nei campi. Quel che colpisce sono i paesi arroccati, antichi. Strada facendo si vede il lavoro dei Vigili del Fuoco, gli edifici puntellati con travi di legno.

Siamo a Bonefro. Il parroco ci racconta delle due chiese del paese inagibili, una completamente inscatolata tra l'acciaio delle impalcature. Le messe vengono celebrate nel tendone, mentre i bambini vanno a scuola in un prefabbricato. Veniamo accolti in una casa da volontari genovesi che prestano il loro tempo per l'organizzazione di attività tra giovani e anziani. Ci viene rivolto subito un appello che chiedono di diffondere al nostro arrivo. Si cercano volontari che siano disposti a dedicare 10 giorni per attività varie di animazione. Verrebbe fornito dalla Caritas, ente idoneo a farlo, un permesso di lavoro; informazioni presso la Caritas di Genova.

Alla domenica il cielo è coperto, dall'alto scende anche qualche fiocco di neve. Dopo la messa doniamo il denaro raccolto e i pensieri dei bambini delle elementari al parroco, che li destina alle maestre. Queste, entusiaste, esprimono il desiderio di acquistare un palcoscenico per le recite e uno stereo con microfono per la scuola.

Ci rechiamo a S. Giuliano di Puglia. Il paese è un viale lungo e diritto, con le case ai lati; immediatamente prima c'è un posto di blocco. Eccezionalmente un Vigile del Fuoco ci porge i caschetti e ci conduce nel viale. La commozione è forte, è un paese spettrale; i panni stesi, le finestre mezze aperte, l'orologio della chiesa fermo all'ora del terremoto, testimoniano la violenza del sisma. Un altro momento forte è costituito dalla preghiera davanti al sacrario dei bimbi scomparsi sotto la scuola. Impressiona più di ogni cosa il pianto di due madri e la quantità di giocattoli e peluche.

i pirati in arrivo da GenovaIl pomeriggio è dedicato alla festa in maschera coi pirati che arrivano da Genova, a giochi e pentolacce. Nonostante il freddo ci sono tanti bambini nel tendone. Durante la caccia al tesoro distribuiamo giocattoli e caramelle a volontà.

Partiamo verso le 6, il ritorno a Genova è previsto per le 3 del mattino, ma nessuno di noi sembra farci caso; tutti abbiamo nei cuori tante belle immagini e la soddisfazione di essere stati utili a persone che hanno veramente bisogno. Grazie a Alessandra, Emanuele, Ilaria, Matteo e Riccardo.

Luca Bodrato

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