Scuola-Famiglia,

una responsabilità condivisa: educare

"Ti prego, per quanto è possibile:
sii paziente verso tutto ciò che è insoluto nel tuo cuore e prova ad amare le domande per se stesse.
Non cercare ora le risposte che non possono essere date perché non saresti in grado di viverle.
Vivi le domande adesso, può darsi allora che a poco a poco, senza accorgerti, un giorno lontano tu possa vivere le risposte".

Così scrive R.M. Rlike nelle sue "Lettere al giovane poeta".

C'è un ambito per eccellenza, dove il giovane coltiva le domande: la scuola.

Certo la scuola è lo specchio della società, in essa si riflettono lacune e risorse, difficoltà e speranze, in ogni caso nelle aule scolastiche è piantato, germoglia e matura il futuro di tutti, quindi è luogo carico di significato e aspettative per i singoli e per le istituzioni.

In una società economicista, tecnologica, efficientista, come la nostra, la scuola non può accettare il solo compito di preparazione immediata ad uno sbocco lavorativo, ma essere consapevole della responsabilità di una funzione integrale, superando la logica dell'efficienza. Quindi, una scuola non ridotta solamente a prassi cognitiva e socializzante, ma impresa di vita, dove si impara a leggere, scrivere e far di conto, ma anche ad interiorizzare regole mutuamente sottoscritte, ad ascoltare i sussurri, osservare gli sguardi, immaginare gli approdi che ciascuno ha dentro, superando la tentazione del conformismo.

Se volessimo cercare una metafora dell'esperienza scolastica, credo che la scuola sia come un lungo viaggio, di esso ne ha gli ingredienti: l'itinerario con le sue tappe, i luoghi di passaggio e di sosta, le mete da raggiungere e gli ostacoli da superare, i momenti di euforia e di smarrimento, la forza di proseguire nella fatica, la tentazione di rinunciare, il vantaggio e la delusione del traguardo. Soprattutto, ci sono le persone che viaggiano insieme: studenti, insegnanti, genitori. Per cui la scuola non è una terra di nessuno, un luogo neutro nel quale investire il meno possibile in termini di passione umana, ma spazio di incontro, dove niente è causa determinante del non incontro, una materia ostica, un permesso negato, un obbligo imposto, un atteggiamento pigramente superficiale.

In questo essere luogo di crescita integrale della persona la scuola non è sola, vive un intreccio privilegiato con la famiglia. Solo se vi è un'alleanza forte tra l'istituzione familiare e scolastica si costituiscono persone culturalmente preparate ed educativamente formate.

Perciò, la scuola è un momento fondamentale di una rete informativa e formativa che ha nella famiglia la sua prima origine. Le frontiere dell'incontro tra le generazioni, che non è mai indolore, passano attraverso la famiglia e la scuola. La prima è spesso impreparata e non di rado disarmata, per cui fatica a far breccia specialmente nell'età dell'adolescenza. La seconda, troppe volte sembra volersi scrollare di dosso ogni residua incombenza educativa. Certi allarmi, come quelli relativi a droga ed alcol, è necessario affrontarli insieme, facendo valere i divieti, motivandone senza titubanze il significato e la validità, senza arrendevolezze o complicità nei confronti di comportamenti nefasti.

genitori con figliaPer cui, l'educazione è efficace se è un fatto corale, cioè il risultato di un sistema interattivo. È evidente che l'esperienza di lavoro a rete, tra scuola e famiglia, richiede la condivisione di valori fondamentali che racchiudano una chiara visione dell'uomo e del suo sviluppo, ed ha come obiettivo un piano di vita. Se i due ambiti comunicano fra loro scarsamente e in modo formale, avendo sempre meno cose comuni che li legano, non entrano in sinergia, seguendo percorsi solitari e sconnessi, arriva la crisi educativa e il successivo fallimento umano e culturale del giovane che ne è la prima vittima.

In questa situazione di debolezza delle due istituzioni fondamentali per ogni giovane, si incuneano anche i media che occupano i sensi dei giovani in modo più incisivo di quanto talvolta riescano a fare la famiglia e la scuola, per cui esse si trovano vicine nel vivere lo splendore del "non c'è cosa più bella dell'educare" e la tragedia del "non c'è cosa più difficile dell'educare". Se i media surrogano famiglia e scuola la deriva educativa è assicurata.

Per far fronte a questo impegno delicato e difficile è necessario convincerci che l'educazione delle giovani generazioni è un'impresa comunitaria e il sistema educativo è un sistema "a rete" nel quale interagiscono soprattutto più soggetti educanti, soprattutto scuola e famiglia, cooperanti e corresponsabili, riconosciuti ciascuno nella propria originalità ed originarietà, cioè con un ruolo peculiare e distinto, non derivabile da altri.

Il compito educativo di queste due istituzioni, che talvolta si rivelano deboli e indebolite, anche dalle scelte normative delle istituzioni politiche, consiste nell'abilitare le nuove generazioni a vivere nella "grande piazza" dove l'uomo si scopre disperso, eterodiretto, massificato e bombardato da una molteplicità di messaggi eterogenei, che portano ad una omologazione sociale e culturale.

Per quanto riguarda l'istituzione scolastica ritengo un errore sovraccaricarla di una moltiplicazione di materie, corsi di informazione, attività su ogni emergenza sociale, come è un errore demandare esclusivamente alla famiglia ogni intervento educativo.

Due trappole da evitare nell'analisi del nesso famiglia - scuola: addebitare la crisi educativa solo all'uno o all'altro dei due poli di questa relazione; cercare soluzioni, stando solo su uno dei due lati, prigionieri dell'autoreferenzialità della scuola e della famiglia. Questi due problemi sottendono, talvolta, la convinzione che la scuola sia il sistema dell'istruzione e la famiglia il mondo della vita, senza nessun collegamento tra loro. La crisi del sistema educativo coincide con fenomeni di distorsione, implosione, strumentalizzazione emersi nel nesso scuola -famiglia. Esse sono viaggio con lo stesso traguardo, incontro con gli stessi intenti, impresa di vita per la stessa persona, ma soprattutto mondo vitale e sistema sociale insieme, pur con modalità diverse.

Don Gino Berto

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