29 Marzo 2004.ore 22 c.a.: temerari partono dal porto di Genova per affrontare una lunga e faticosa impresa. Sono i giovani liceali e tecnici che hanno deciso di sfidare la Spagna!
Anche se l'idea di trascorrere diciotto ore sospesi sul mare non affascina troppo, il viaggio non è affatto noioso: le musiche e le luci della discoteca, accompagnate dall'entusiasmo divertente dei compagni di scuola e delle nuove conoscenze spagnole, dai discorsi sul ponte nati dal classico " Hai da accendere?", dalle risate nelle cabine e nei corridoi (sollecitate da qualche "bicchierino"...), allietano gli animi, sballottati dalle forti onde, fino all'arrivo a Barcellona.
I risultati del mare mosso non si riscontrano solo sul ponte, o meglio, fuori dal ponte...anche sulla tanto attesa terra-ferma ci si sente ancora dondolare. L'albergo è molto lussuoso (perciò noi ci sentiamo un po' fuori posto) e i balconcini delle nostre camere sono separati solo da un pannello divisorio: basterebbe scavalcare, ma chi oserebbe mai farlo...?, se fosse scoperto i prof. potrebbero arrabbiarsi.
La serata è tutta nostra: nascosto in un viottolo un locale ci attendeva e,
in quella stanza occupata solo da noi, i nostri spiriti si sono accesi,
animati da due giovani promesse dei locali a luci rosse...
(non c'era poi niente!). Anche questa volta torniamo in stanza barcollando:
sarà ancora la nave?
Dopo una corposa colazione, incontriamo la guida che ci porta in giro per la città: la zona olimpica, il Camp Nou, la Sagrada Familia, il quartiere gotico; dovunque si giri lo sguardo si vedono costruzioni artistiche, caratteristica interessante di Barcellona.
Anche sulla "Las Ramblas", una grande via commerciale e pedonale, si incontrano molti artisti, sia nel disegno sia nel furto...e tutta la strada è ornata da bellissimi mimi che sembrano davvero statue.
Trascorriamo lì tutto il pomeriggio e, dopo cena, ci torniamo. Barcellona si è illuminata e l'atmosfera è quasi magica. Si torna in albergo con le gambe a pezzi.
Il giovedì comincia sulla spiaggia, fra le foto per mantenere vivi i ricordi e le cartoline spedite ad amici e parenti; ma l'ultimo giorno in Spagna è anche quello dedicato agli acquisti: nuovamente sulla Las Ramblas, si perlustrano i negozi in cerca di qualcosa di caratteristico da riportare in patria. Un negozio riscontra molto successo: "la Condoneria" (alla fantasia dei lettori immaginarlo...). Il pomeriggio non risparmia le emozioni: qualcuno dei nostri è persino portato in questura! Non c'è da preoccuparsi, ha solo dovuto denunciare il furto del cellulare, per fortuna restituito al proprietario da due agenti in borghese che con un'azione da film sventano il furto.
Credete che una gita così possa finire tranquillamente? Proprio lo spostamento dall'albergo in porto è la parte più faticosa: usufruendo della metropolitana recuperiamo le valige, poi, sempre con i veicoli pubblici, torniamo alla Las Ramblas e da lì andiamo alla nave a piedi, trasportando a braccia i nostri pesanti bagagli. Affannati e stanchi, stiamo tutti sul ponte a vedere, con un po' di amarezza e dispiacere, le luci spagnole che si rimpiccioliscono in lontananza. Ma non demordiamo e ci godiamo anche il viaggio di ritorno, fortunatamente meno oscillante. E via, di nuovo: musica, divertimento ecc. Come è cominciata, l'avventura termina fra le risate, il divertimento e la magia... in noi cresce la nostalgia dei momenti trascorsi assieme, ma siamo certamente tutti soddisfatti delle quattro giornate di amicizia che abbiamo vissuto.
Adios Amigos
Marco Tagliavini - Alessio Ritano
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