Un profumo di salsedine... infiniti orizzonti... l'infrangersi delle onde...
È l'atmosfera del "Simon Boccanegra", opera d'intensa drammaticità
che prende spunto dalla grande storia genovese per darcene uno spaccato
visto attraverso il sentimento dell'amore.
Con un pizzico d'orgoglio, noi ragazzi di IV e V Liceo Scientifico, insieme ad altri tre Istituti di Genova, siamo stati invitati dalla Fondazione Teatrale "Carlo Felice" a prendere parte al Progetto-Pilota di educazione alla musica denominato "Percorsi di prova sul Simon Boccanegra", svoltasi in quattro giornate nel mese di febbraio. Accompagnati dalla nostra professoressa di lettere Rita Barletta, abbiamo potuto assistere a tre prove: "lettura d'orchestra", al tredicesimo piano della torre del teatro, "di regia" e "d'assieme" in palcoscenico. Nel primo incontro, dominando dall' alto la città, siamo rimasti affascinati dai numerosi e diversi strumenti musicali che abbiamo potuto ammirare così da vicino; incantati dalla melodia che producevano; coinvolti, direi, dagli appunti ed "excursus" del Maestro Concertatore e Direttore d'Orchestra Nicola Luisotti. Corregge i tempi, aggiunge quelle piccole annotazioni che rendono più preciso il suono, interpreta la musica. Ci spiega che è raro che Verdi faccia ricorso a musiche descrittive, ma in tale dramma patriottico l'elemento marino richiamato dai suoni dell'orchestra è frequente, unico, inequivocabile: dal prologo, dove le prime battute rappresentano le onde che s'infrangono, al terzo atto in cui il mare è il ricordo sonoro del passato di Boccanegra. Sono questi elementi naturalistici, persino onomatopeici, che rendono quasi fisicamente avvertibile il fremito della brezza marina. Probabilmente la genovesità dell'opera la ritroviamo in quella inquietudine che riporta incessantemente alla sostanza acquosa, come se si volesse dare l'impressione di un continuo fluire.
Anche la regia, le scene e i costumi sono molto curati, grazie al regista e costumista Pier'Alli, che nel secondo incontro ci presenta l'impianto scenico pensato come allusione alla Genova stratificata, tortuosa, in pendenza. Emerge una scalinata, una ricostruzione di "San Lorenzo", arcate, sovrapposizione di palazzi altissimi che producono un misto d'oppressione e solarità. Musica e scenografia sono unite nel terzo appuntamento, dove capiamo che il ruolo di Simone è complesso, richiede estrema concentrazione non solo vocale ma anche attoriale, di presenza scenica. Tra di noi c'è chi ha partecipato anche alla "Tavola Rotonda" presso l'Auditorium Eugenio Montale e chi, indossando costumi del Trecento, ha partecipato al corteo storico in occasione della grande serata della Prima.
E ancora una volta il Teatro "Carlo Felice" si è rivelato un vero centro culturale, capace di suscitare in noi un sincero interesse una grande ammirazione per tutti coloro che, con tanto lavoro, hanno reso magica la sera del 26 febbraio, quando il sipario si è alzato anche per noi sul capolavoro verdiano. Forti sono state le emozioni di un pubblico che non potrà mai dimenticare il grido di Simon Boccanegra nella scena del Gran Consiglio: "E VO GRIDANDO PACE, EVO GRIDANDO AMOR..."
Un'invocazione che, per noi studenti del Don Bosco, non è difficile ribaltare nella tormentata contemporaneità del nuovo millennio.
Chiara Accogli
IV Liceo Scientificoem>
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