Sommario

Fanno un deserto e lo chiamano pace

Cornelio Tacito aveva ragione. Non voglio mettere il soggetto al "fanno" e al "chiamano". Romani o Barbari non importa. Sono anche gli "onnipotenti" di oggi, la cui forza trasforma il pianeta Terra in una frontiera priva di regole. Certo non è vero il detto caro ai Romani "si vis pacem para bellum" anche se guerra preventiva contro il terrorismo intemazionale. La guerra è distruzione e nella distruzione non si crea la pace. Il deserto rende più lontana e sfuggente la pace... e il terrorismo intemazionale alza il tiro e semina paura.

È accettabile invece un'operazione di polizia internazionale che emana dall'unico organo competente, l'ONU. La prova è davanti ai nostriocchi: guardiamo l'Iraq, ma lo sguardo abbraccia l'intero pianeta. Penso alle guerre in atto nell'Africa, e non solo, ma la Comunità internazionale non vede o non vuoi vedere! Il genocidio consumatesi in Ruanda nel 1994 presenta la stessa virulenza del genocidio perpetrato dai Nazisti contro gli Ebrei. Anche qui gli "scarafaggi" (i Tutsi), come i subumani Ebrei, non dovevano esistere... e il macele era l'arma con cui la "massa' abbrutita rifiniva la mattanza perpetrata dalle armi che l'Occidente vendeva ai detentori del potere. Nell'aula dell'Onu, qualcuno gridò che era in corso un genocidio (il rappresentante polacco), ma i soldati dell'Onu presenti in zona furono invece ridotti a poche centinaia, mentre se ne inviavano 15.000 in Bosnia. II segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan - allora rappresentante dell'ONU nella regione dei Grandi Laghi - ha detto: "Dobbiamo tutti riconoscere la nostra responsabilità per non aver fatto abbastanza per prevenire e mettere fine al genocidio". Altri potenti del civile Occidente sono rimasti muti; hanno troppi interessi in quelle zone.

Gli 800.000 sterminati in Ruanda e i tre milioni di persone morte nello Zaire in seguito anche all'alluvione di profughi ruandesi (questa volta coloro che avevano perpetrato il genocidio, gli Hutu), sono il "deserto nero e lo chiamano pace"! E Bin Laden era da quelle parti...

Come non ricordare la tragedia delle 50 guerre! ancora in atto nel mondo? L'infinito dolore dell'Africa - conta ormai più morti delle guerre mondiali - è anche frutto della spartizione del Continente perpetrata dal colonialismo dell'Occidente. La pace tra i predoni coloniali faceva il "deserto" del tessuto sociale africano.

La vera alternativa a quanto sta accadendo consiste nello sforzo concentrato a creare condizioni che facciano della Terra un luogo ospitale per l'umanità e inospitale per i suoi nemici. Non si sconfigge il fuoco col fuoco! La guerra che è stata il DNA della storia dell'uomo, a costo di fare gridare i guerrafondai e i fabbricanti di armi col loro seguito di morte, urliamo che è ormai obsoleta.

Serve un'ONU senza veti da parte di nessuno, in grado di garantire l'ordine mondiale anzitutto col creare condizioni di vivibilità per tutti. Una spinta in questa direziono potrebbe venire proprio dall'Unione Europea, se ritrovasse - dopo la vergogna del colonialismo e neocolonialismo - la sua "anima solidale" e "accogliente", protesa a globalizzare un benessere che è tale se è benessere anche per la Comunità mondiale.

Alberto Rinaldini

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