Se non ho capito male ti senti, in questo tempo di "riforma della scuola", un traghettatore dal vecchio al nuovo. Sarebbe interessante parlare del nuovo al di là del nome di scuola primaria che è un unico itinerario scolastico, prima diviso in due parti. Dalle Elementari infatti si passava alla Media attraverso l'esame di quinta elementare.
So che con la Dirigente scolastica state traducendo "la novità" e allora ti chiedo le tue impressioni sulla vita scolastica della Media Don Bosco in questo scorcio" di vecchio".
La scuola Media ha ottime potenzialità strutturali e formative. Ho trovato però una carenza nella presenza della famiglia. Se guardiamo la giornata dello studente della nostra scuola ci rendiamo conto che passa più ore al don Bosco che in famiglia. È chiaro che abbiamo possibilità di conoscere l'atteggiamento del ragazzo anche nel suo rapportarsi con gli altri. La classe è fatta di persone diverse e la classe stessa ha una sua personalità. Quando chiediamo la collaborazione della famiglia, questa - spesso- invece di ascoltare le eventuali osservazioni in vista di un'azione educativa sinergica, si pone sulle difese del figlio.
Trascorrono così poco tempo in famiglia questi ragazzi e i genitori vogliono goderseli in pace?
Tento di capire quel loro facile "scusare", ma è un fatto che perdono un'occasione preziosa di aiutare il figlio a maturarsi. La scuola è vita.
Passiamo al rapporto Media e Superiori. Perché non sono molti quelli che dalla terza Media si iscrivono alla Scuola Superiore del don Bosco? Ho insegnato per tanti anni nel Liceo classico Mazzini, la mia cara scuola, e quando rientravo al don Bosco e osservavo la massa di giovani giocare nei cortili, mi sembrava di entrare in un altro mondo. Il cortile è il prolungamento della scuola... I miei alunni passavano quei dieci minuti di ricreazione nei corridoi delle aule!
Per don Bosco il cortile è il prolungamento dell'aula. Senza pensare a tutte le iniziative che solo qui sono offerte ai ragazzi. Dalla mia esperienza di vice preside l'attenzione a far conoscere le scuole Superiori - quest'anno almeno - c'è stata anche in modo apprezzabile. Ma i ragazzi di terza media guardano al ventaglio molto ampio di scuole superiori e il don Bosco ha il Liceo, l'ITI, la scuola Professionale. Comprensibile che solo un quarto continui qui al don Bosco gli studi.
A me consta poi che la motivazione della scelta del nostro Istituto sia per l'ambiente educativo e formativo. Apprezzano il clima di familiarità, la presenza degli educatori, e... (perché no?), anche per questi meravigliosi tappeti verdi che sono i campi del don Bosco.
Una domanda un po' sbarazzina. Questo albero grande della scuola del don Bosco ha tanti rami: dall'Asilo Nido alle Superiori. I vari collegi docenti sono in dialogo tra loro o separati in casa?
Hai toccato un tasto delicato. Tra Elementari e Media il ponte è naturale: hanno la stessa Dirigente prof.ssa Giuliana Marenco. Inoltre sono le maestre di quinta elementare che presentano la classe agli insegnanti della Media. La continuità è nelle cose, nell'offerta formativa, nel quotidiano vivere tra vicini "amici di casa". Meno consistente il ponte Media-Superiori. Ora i professori dei due gruppi dialogano un po' di più.
C'è anche il timore, penso, da parte degli insegnanti di sentirsi "valutati" dai colleghi delle superiori. Noi abbiamo chiesto ai professori di Lettere del Liceo di fare delle ore di Latino a quelli di terza, ma non c'è stata risposta.
Certo, dobbiamo progettare un accordo maggiore in modo tale da creare un corridoio naturale da un tipo di scuola all'altro. Dobbiamo creare più unità nella pluralità educativa. La riflessione e l'impegno dovrà essere corale. Ci impegneremo a realizzare tale obiettivo nella programmazione di settembre. Non possiamo farne a meno!
a cura di Rini
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