Io sono Bororo. Un popolo indigeno tra riti e futebol

Museo delle Culture del Mondo Castello D'Albertis, 8 ottobre 2004 -23 gennaio 2005

Castello D'Albertis sede della mostraI Bororo sono una popolazione indigena brasiliana che vive nella foresta del Mato Grosso. Nonostante i più di cento anni di contatto con i bianchi (grandi proprietari terrieri, allevatori, missionari, ecc,) la cultura Bororo conserva ancora oggi la complessità mitica e rituale che ha affascinato studiosi di tutto il mondo. Tuttavia i Bororo non sono una popolazione "senza tempo" ma persone che vivono nel presente confrontandosi quotidianamente con una realtà in cui riti e miti degli antenati convivono con le idee, gli oggetti e le pratiche della società contemporanea. È proprio in quest'ottica di profondità storica che si articola la mostra, nata da un lavoro di collaborazione tra antropologi, missionari e comunità indigene durato sei anni. La mostra lascia ampio spazio alle voci e alle rappresentazioni indigene che forniscono la chiave di lettura del percorso attraverso filmati, disegni e testi concepiti apposta per l'evento.

Il percorso della mostra, articolato in quattro sale, prevede continui passaggi tra la dimensione storica e il presente della cultura bororo. In apertura, il visitatore si trova subito faccia a faccia con i Bororo che si presentano come un popolo nativo vitale e contemporaneo, attraverso una serie di presentazioni video, in cui uomini donne e bambini raccontano che cosa significa per loro essere Bororo oggi. Nella sala successiva, oggetti rituali provenienti dalle collezioni storiche dei musei salesiani italiani e brasiliani sono accostati a una serie di oggetti di produzione industriale, o comunque esterna, che da decenni fanno parte della cultura materiale bororo e che illustrano la lunga storia di contatto di questa popolazione con oggetti e modelli culturali di stampo occidentale. La terza sala racconta la storia del progetto di recupero culturale intrapresa attraverso l'istituzione del Centro di Cultura "Padre Rodolfo Lunkenbein" presso la missione salesiana di Meruri, proponendo alcune delle attività di laboratorio mirate alla creazione di oggetti rituali contemporanei, che hanno incentivato il processo di trasmissione intergenerazionale di tecniche e saperi. Infine, la quarta sala propone uno dei riti centrali della vita sociale bororo: il rituale funebre, che costituisce una componente essenziale della defìnizione del senso di comunità di questa popolazione.

Ed è proprio questo senso di comunità e di sforzo collettivo che la mostra vuol porre in primo piano. Non raccontando una cultura lontana secondo il linguaggio e le modalità di esposizione tipiche dell'occidente, ma fornendo uno spazio in cui i Bororo stessi possano raccontarsi senza essere ridotti a "oggetti da museo". Un luogo in cui questi uomini e donne possano dialogare con il pubblico italiano da persone in carne e ossa.

Dott.ssa Camilla de Palma

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