Convitto don Bosco 2004-2005

Anche quest'anno al "don Bosco" si rinnova l'esperienza del convitto, cioè di un gruppo di ragazzi, 16 per la precisione, che pur frequentando scuole diverse condividono gran parte della giornata, lontano dalle loro famiglie, seguiti ed accompagnati dalla comunità salesiana. L'età dei convittori varia dai 15 ai 18 anni. Frequentano tutti le scuole superiori: liceo scientifico tradizionale e sportivo, ITI, CFP, ma anche scuole esterne al don Bosco: ITC e Nautico (ben tre).

Considerando che uno dei salesiani, Raphel, viene dall'India, si può affermare che quest'anno il convitto don Bosco è un convitto internazionale. Il nucleo più consistente degli interni è rappresentato dagli allievi e dai giovanissimi della Sampdoria A.C., che quest'anno sono 9. Anche gli altri ragazzi sono quasi tutti coinvolti in attività sportive agonistiche o amatoriali, cercando di integrare la crescita culturale al benessere fisico.

Il convitto è un servizio che il don Bosco offre a quegli adolescenti che per motivi di studio o sportivi devono vivere qui a Genova, dando alle famiglie ragazzi del convittoe alle società sportive un ambiente in cui sono seguiti e aiutati nella crescita. Il distacco dalla propria famiglia e dal proprio ambiente è un'esperienza abbastanza inusuale ai nostri giorni, a differenza di quanto avveniva in passato. I ragazzi devono creasi nuove amicizie, costruire nuovi rapporti, affrontare nuove difficoltà,tra cui quella di saper gestire le proprie cose e la propria camera: ahimè, non c'è la mamma che mette in ordine!

Sembrano forse cose scontate per un adulto, ma sappiamo che è ben diversa la condizione di un adolescente.

Ne sapeva qualcosa don Bosco: i suoi primi tentativi di ospitare ragazzi all'oratorio furono pieni di difficoltà. Le difficoltà ci sono anche al giorno d'oggi. Basti pensare alla mutevolezza degli impegni sportivi: un anno un ragazzo gioca in una squadra l'anno seguente in un'altra. . Non dimentichiamo poi l'impegno logistico e di personale che il don Bosco deve affrontare per offrire un servizio qualificato. A questo viene incontro la generosità della comunità salesiana che dimostra con questi ragazzi di non avere orario, ma di mettere al primo posto i giovani, anche quando questo costa sacrificio e provoca notevole disturbo.

Roberto Formenti

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