All'inizio del nuovo anno scolastico ho avuto il piacere di parlare ai genitori e agli alunni delle nostre scuole. Dopo il saluto beneaugurante, ho offerto loro un messaggio educativo servendomi di due icone: Zaccheo e Pinocchio.
La prima l'ho tratta dal Progetto Educativo del nostro Istituto. Il Vangelo narra la storia di un uomo della città di Gerico, esattore delle tasse, ricco e non proprio onesto, affermato nella vita, ma infelice, scontento dell'esistenza e di se stesso. Un giorno, sentendo dire che passava Gesù, il Profeta di Dio, volle andare a vederlo. Poiché era piccolo di statura decise di arrampicarsi su un albero. L'uomo potente, riverito e temuto per la ricchezza e il mestiere di collaborazionista dei Romani dominatori della Palestina, per vedere Gesù sta appollaiato sull'albero come uno scugnizzo! Gesù, passandogli vicino volutamente, lo chiamò per nome e si invitò a casa sua. Non sappiamo che cosa si siano detti, ma sappiamo che Zaccheo, dopo quella visita, sembrava l'uomo più felice della terra. Promise di restituire quattro volte tanto a chi aveva defraudato e di dare la metà dei suoi beni ai poveri. Cambiò radicalmente vita. Ebbene, il "Don Bosco" è quell'albero. Grazie a quell'albero Zaccheo ha visto Gesù, grazie a quell'albero Gesù ha visto Zaccheo, grazie a quell'albero Zaccheo ha cambiato vita e ha provato la vera felicità. E se l'albero non ci fosse stato? Il Don Bosco vuole essere quell'albero e tutti, soprattutto i nostri giovani possono essere tanti Zaccheo che, salendo su questo albero, trovano, felici, la realizzazione della loro vita.
È una delle fiabe più note e più tradotte in tutto il mondo. Conosciamo tutti la storia di questo burattino di legno diventato bambino vero, in carne ed ossa. Specialmente nelle avventure notturne. Pinocchio dimostra che bisogna affrontare la vita per quello che è, con determinazione e coraggio. Ogni errore diventa per lui un'occasione per riflettere e maturare. Per quanti sbagli egli commetta, rimane sempre un personaggio positivo, dal cuore buono, che prova dolore e sofferenza, che impara dai propri errori, che non si arrende mai.
Un messaggio valido anche per i nostri giovani: riflettere su ogni esperienza, superare i condizionamenti e i propri "limiti", vincere le "paure" affrontare con decisione le situazioni difficili, andare sempre avanti, bramosi di apprendere, di analizzarsi e di guardarsi dentro con lealtà e coraggio. So che per molti studenti la scuola è vista come un peso insopportabile, pieno di insuccessi e frustrazioni, preoccupata più di riformare le istituzioni che educare i giovani all'etica della responsabilità umana e civile. Non è certamente così il Don Bosco. La nostra scuola offre un Progetto Educativo ed un POF che mirano principalmente alla centralità della persona e alla sua formazione integrale. Accompagna lo studente nella crescita serena e ben orientata alla vita, educa a fare scelte libere e responsabili, coltiva i valori per costruire il futuro in dialogo e in sinergia con la famiglia.
Per una visione più ampia e una riflessione più profonda vi propongo la lettura, nelle pagine avanti, dell'articolo di Don Rinaldini: "È ancora possibile educare nella scuola?"
In questa lettera dell'ECO, che entrerà direttamente per posta anche nelle famiglie di tutti i nostri alunni, voglio aggiungere una terza icona, tratta dal film televisivo su "Don Bosco" (prima serata 22 e 23 settembre 2004) del regista Lodovico Gasparini, che ha riscosso un vasto consenso e grande successo. Abbiamo visto che avvicinare, comprendere ed educare i ragazzi non è facile e che Don Bosco l'ha saputo fare.
Aiutava i suoi giovani ad uscire da difficili situazioni di disagio sociale; li accompagnava passo passo, e con discrezione, in un cammino di vita autenticamente umana e cristiana. Molteplici sono stati gli esempi di ragazzi che lo hanno incontrato e sono rimasti affascinati dal suo agire. Per loro Don Bosco ha dato il meglio di sé, non si è mai risparmiato, ha donato ogni energia "fino all'ultimo respiro" Ha mostrato un senso di amorevolezza che permetteva ai giovani in difficoltà di provare la gioia di sentirsi amati. Gli psicologi oggi sostengono che il senso di sbandamento di molti ragazzi dei nostri giorni dipenda proprio dalla carenza di affetto dei genitori, capaci di "viziare" ma non di comprendere e condividere con vero amore le esigenze dei propri figli. La necessità di essere amati è sentita da tutti. Si nasce per amare ed essere amati. In particolare ogni giovane che si affaccia al mondo ha bisogno di sentirsi accettato, di trovare qualcuno per il quale egli è importante, qualcuno che spenda per lui tempo ed energie, che gli segga accanto per ascoltarlo, capirlo e dargli suggerimenti se richiesti. Se vengono a mancare queste attenzioni, questo affetto dimostrato con gesti concreti (amorevolezza), se il giovane percepisce il mondo attorno a sé indifferente, o addirittura ostile, si ribella. Così si spiegano tanti fenomeni di devianza, di sfrenata trasgressione, di rifiuto di ogni istituzione (famiglia, scuola, chiesa), di delinquenza, di tossicodipendenza ecc... A tutti noi adulti, Salesiani, Insegnanti, Educatori, ma soprattutto ai genitori spetta il compito impegnativo di amare i propri figli.
Le partenze e gli arrivi nella nostra opera di Sampierdarena sono una costante che si ripete puntualmente ogni anno nel mese di settembre.
Ci ha lasciato il Sig. Lorenzo Maffeis, salesiano coadiutore, per assumere il delicato e prezioso incarico di "Buon Samaritano" dei nostri confratelli anziani e malati della comunità salesiana di Varazze. A lui il nostro grazie e l'augurio perché il suo bei sorriso porti serenità e sollievo a tutti. Sono partiti per la Capitale i chierici Daniele Merlini e Denis Lalfela per proseguire negli studi di Teologia. Risiederanno nella comunità di Gerini e frequenteranno l'Università Pontificia Salesiana. Li ringraziamo per i due anni di Tirocinio svolti tra i ragazzi della scuola e dell'oratorio e porgiamo loro gli auguri più sinceri di una solida formazione biblica, teologica e salesiana.
È tornato tra noi, dopo diversi anni,don Rocco Coladonato, proveniente da Alassio. Ha fatto per tutta la sua vita il Professore di Lettere ed ora curerà la Biblioteca dell'Istituto per non perdere il suo amore ai libri. Don Roberto Formenti, giovane sacerdote, viene dalla comunità di Arezzo. La sua giovinezza e le sue fresche energie gli consentono di assumere più impegni: sarà Insegnante e Responsabile del Doposcuola delle Superiori e Responsabile del Convitto. Come chierici tirocinanti abbiamo "acquistato" due nuovi stranieri: Giuseppe Kumar dall'India e Francesco Pham Dinm Phuoc dal Vietnam, animatori della Scuola Secondaria di I grado. A tutti l'augurio di un lavoro ricco e fecondo di bene.
Carissimi exallievi, allievi, genitori ed amici, per far nostra la gioia del Natale, che tutti in qualche modo cerchiamo, è necessario accogliere Cristo mediante la fede. "La grazia, la verità e la gioia vennero per mezzo di Gesù Cristo" E comunichiamola agli altri, non solo coi doni, con le feste amichevoli e di famiglia, ma con la testimonianza e la vita di ogni giorno.
Auguri felicissimi di Buon Natale e Buon Anno di pace e di gioia a tutti.
don Sergio Nuccitelli direttore del Don Bosco
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