Il mondo della scuola secondaria di primo grado

Alunno protagonista, scuola per "apprendere", flessibiltà

Quando si entra in un'aula scolastica il primo obiettivo è quello d'imparare o, per meglio dire, di "apprendere" Tutti si è concordi nel considerare lo studente come protagonista del processo di apprendimento, in modo che abbia un ruolo attivo e non più passivo.

Pastorino Gli insegnanti sono consapevoli del compito di aiutare lo studente a scoprire la voglia di crescere e di realizzarsi. Un ruolo, questo, fondamentale. Richiede di sapersi porre da punto di vista alto, e, contemporaneamente, saper offrire con discrezione un proprio personale contributo che arricchisca gli alunni, li sostenga nei momenti di bisogno, li aiuti a crescere e ad aprirsi alla propria e altrui umanità.

L'apprendimento perciò non deve essere considerato solamente un processo cognitivo, ma un percorso per aumentare le proprie competenze, le proprie abilità operative, indispensabili per la crescita della propria personalità: sapere, saper fare, saper essere. Don Bosco desiderava che l'apprendimento fosse per il ragazzo strumento di crescita, accompagnato da una pratica coinvolgente, che la "sua" scuola ha sempre saputo donare. I nostri studenti hanno bisogno, oggi più che mai, di essere stimolati nelle idee e nel ragionamento per superare la massificazione operata dai media e dal facile conformismo adolescenze.

La grande evoluzione sociale ha portato ad una "indispensabile flessibilità" per tutti, insegnanti e alunni. È necessario perciò imparare a vedere le cose in modo diverso grazie allo sviluppo della propria creatività.

Sono le esperienze significative scolastiche che lasciano, nella persona del ragazzo, un'impronta che può durare per tutta la vita. Pertanto la scuola vissuta come momento di formazione culturale si apre a nuovi modelli didattici ed educativi. È indispensabile pensare a lezioni integrate come esperienze che affrontino problemi sociali, il rapporto scuola e politica, problematiche esistenziali dei giovani.

Un'iniziativa apprezzabile è stata offerta dalla professoressa Barigozzi che ha proposto il teatro serale ai ragazzi della Scuola. La risposta delle famiglie è stata molto incoraggiante, vista la partecipazione sia degli allievi che dei genitori.

Un'altra esperienza, nel dialogo tra scuola e politica, ancora a livello di "sogno" sarebbe quello di portar gli alunni ad assistere ad una seduta del Consiglio Regionale. Quest'anno, poi, la scuola secondaria di primo grado del don Bosco ha attivato diversi laboratori al fine di interagire le lezioni scolastiche:

Mi sembra di poter dire che la "bellezza sempre antica e sempre nuova" dello stile salesiano ci impegna ad essere buoni educatori, tesi alla in ricerca del "di più", come chiede la nostra professione di docenti-educatori, che operano in originalità con il coraggio e lo stile di don Bosco.

Stefano Pastorino

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