Nell'anno scolastico 1974-75 il corso diretto da Luciano Cian al COSPES di Genova-Sampierdarena, vedeva molto attenta e interessata Sr. Giovanna Zunino, animatrice di un gruppo di lavoro; ricca di energia e di buonumore, di saggezza pedagogica e di una profonda spiritualità, Suor Giovanna sapeva rendere l'attività veramente collaborativa poiché coinvolgeva tutti, gratificando anche semplicemente con un sorriso. La capacità di mettersi in immediato ed equilibrato rapporto con gli altri era la caratteristica più evidente: Sr. Giovanna sapeva comunicare non solo per mezzo della parola ma anche attraverso lo sguardo sereno, il gesto affettuoso, il sorriso luminoso. L'inclinazione alla serenità e alla gentilezza, la capacità di dedicarsi a ciò che è autentico, sorgevano dalla letizia dell'anima, dalla profonda tenerezza che la legava alla Madonna, dal considerare vitale la felice intuizione di don Bosco del metodo preventivo, dalla gratitudine per i beni del Signore: sembrava "vivdre" la letizia del Cantico di S. Francesco.
Caratteristiche evidenti, segni lasciati in tutte le località che hanno visto, nel corso degli anni, la realizzazione del suo essere Salesiana: a Masene, a Sampierdarena, a Varazze, dove donava il carisma di Figlia di don Bosco credendo profondamente nel metodo preventivo: da questa certezza, lo slancio e la continua attività educativa fra i giovani.
Sr. Giovanna sapeva soffrire, dimostrando una profonda comprenzione per le sofferenze degli altri in serena apertura a tutti quella che le si facevano incontro e a tutto ciò che è vitale in ognuno: felicita e dolori, speranze e delusioni. A volte, con una semplice battuta, ridimensionava tutto, per dare il senso gioioso dell'Infinito. E così, quando nell'estate del 1991, Sr. Giovanna si trovava gravemente ammalata nella casa Ispettoriale di Corso Sardegna, andare a visitarla non era un gesto di simpatia fatto, ma "ricevuto" perché Sr. Giovanna donava amicizia piena, sapeva dire che la vita è qualcosa di divino, degno di qualsiasi cura; seduta sul letto, lavorava abilmente con le agili mani per preparare all'uncinetto tanti lavori da presentare alla Mostra Missionaria, vivendo così, semplicemente, compiutamente e sino in fondo, la sua vocazione evangelizzatrice.
Non si sentiva martire (così come tanti invece pensavano, vedendo la giovane Suora così ricca di energie e attività, immobile in un letto), solo raramente accennava alla sua malattia, vivendo con naturalezza la sua vocazione. Così quando si andava da lei, ci si attendeva non di comprendere ma di essere compresi; consolidati con serena letizia, si capiva quanto prezioso fosse l'attimo fuggente, perché Sr. Giovanna Zunino dimostrava che l'essenza della vita non è misteriosa, ma qualcosa di divino, di lieto e festoso. Il messaggio di Sr. Giovanna è proprio questo: vivere la vita come una festa, una cerimonia serena, un osanna continuo al Creatore, nonostante difficoltà, dolori, delusioni.
Gina Traverso
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